Ecomamma

Bimbi, genitori e l'arte di crescere "eco"



Che cosa dire? Una pubblicità migliore per la sisa di mamma non si poteva trovare. E per giunta trattasi di allattamento gemellare. Lo so lo so che ci saranno almeno quattro tate armate di biberon che aspettano dietro l’angolo. Ma che volete? Anch’io sono sensibile al fascino di Brangelina e il loro ubiquo clan. E adesso me la faccio fare pure io una foto così, in fondo, che mi manca, a parte i gemelli? ;)


Il titolo può essere un po’ criptico per chi non è già passato attraverso questo “problemino”. Rge sta per reflusso gastro esofageo. Ne soffrono tanto gli adulti (basta vedere quanto Maalox si vende) ma ne soffrono tantissimo i neonati. Noi abbiamo avuto la nostra dose massiccia di Rge con la prima figlia e francamente speravo di aver dato. Ma no! La seconda bimba sta possibilmente peggio! A quattro settimane stiamo già con il flacone di Riopan gel a portata di mano… e vabbè.  A parte questo, volevo riportare un evento che secondo me merita di essere condiviso con tutti i genitori. Prima, però, devo divagare un momento (e qui sta la spiegazione del titolo). Non credo di aver mai raccontato della mia grande passione, a parte la mia famiglia e la medicina: la cucina!! Sì, adoro cucinare. Mi piace soprattutto farlo in maniera scientifica ed elaborata, mi piace leggere i blog degli esperti, compro libri di un certo livello… beh, qualche tempo fa (era ancora estate, sigh) ho coronato uno dei miei sogni gastronomici. E nella mia cucina è entrato trionfalmente l’oggetto che vedete nella foto. Il Kitchenaid pro600!! E’ una figata, mi sento un po’ felice ogni volta che lo vedo in azione. Ma che c’entra con il post sull’Rge? C’entra. Quando la situazione si fa seria e la piccola piccola, malgrado il Riopan, malgrado i litri di latte materno ingurgitato, malgrado le ore passate in braccio continua ad agitarsi e lamentarsi… basta accendere il Kitchenaid, media velocità, dai tre ai cinque minuti. E la piccola dorme :)   Provare per credere…


Ricevo e pubblico con piacere, condividendone a pieno i contenuti, l’intervento del dottor Adriano Cattaneo (epidemiologo coordinatore del centro per la salute del bambino Burlo Garofolo di Trieste e attivista di Ibfan) riguardante la vicenda del latte alla melamina. Se n’è parlato molto a livello di cronaca, ma si è commentato gran poco il significato profondo di un fatto tanto grave e le implicazioni sociali, non soltanto per la popolazione colpita. Un evento come questo ha caratteristiche globali. E’ capitato in Cina… ma a noi perché importa? Ecco perché:

Alcune osservazioni sul latte artificiale contaminato da melamina in Cina

di Adriano Cattaneo

Ibfan Italia e, prima di essa, la Rete Italiana Boicottaggio Nestlè si sono sempre battute per la protezione dell’allattamento al seno e contro la pressione commerciale esercitata dai produttori di latte artificiale per diffondere l’uso dei sostituti del latte materno. Proprio per questo non possiamo stare zitti di fronte allo scandalo del latte artificiale contaminato da melamina. Vogliamo offrire al pubblico le seguenti considerazioni “fuori dal coro”.

Condanniamo senza ombra di dubbio:

· I fornitori di materia prima per l’industria del latte artificiale, probabilmente i responsabili primari dell’aggiunta di melamina per far sembrare il loro latte ricco di quelle proteine che potrebbe non aver avuto in origine, o che potrebbero essere state sottratte dal latte per essere vendute per altri scopi, più profittevoli. Approfittiamo per far notare che il mercato di questa materia prima è globale, e non c’è quindi da stupirsi se un latte contaminato da melamina è stato usato in Cina anche da altri produttori e per altri prodotti derivati del latte, e se ha passato i confini della Cina per essere usato in altri paesi. Solo a titolo di esempio, la ditta neozelandese Fonterra (vedi sotto) fornisce materia prima anche alla Nestlè e alla Wyeth, due note produttrici di alimenti per l’infanzia (e non solo, nel caso della Nestlè). Probabilmente, o forse sicuramente, la materia prima neozelandese non è contaminata da melamina, ma è importante sapere che la provenienza dei vari ingredienti dei latti artificiali è globale.

· La ditta cinese Sanlu, e la neozelandese Fonterra che della Sanlu possiede oltre il 40% delle azioni, per non aver controllato la filiera dei fornitori e la catena di produzione, ed aver così permesso ad un latte artificiale (e a chissà quanti altri prodotti derivati del latte) contaminato da una sostanza pericolosa per la salute di essere immesso sul mercato in grande quantità. Le due ditte sono ancor più responsabili, visto che le prime segnalazioni degli effetti negativi sulla salute di quel latte artificiale risalgono al 2007, con qualche certezza in più sulle cause della malattia nel Marzo del 2008, e con la certezza assoluta all’inizio di Agosto, in coincidenza con l’inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino. Aver tenuto la notizia nascosta è un atto criminale. Ma ricordiamo che anche la Nestlè, nel 2005, tenne nascosta per mesi la notizia che il suo latte artificiale era contaminato da Isopropil Tio Xanhone (ITX). Tutto il mondo è paese.

· Il governo cinese, non solo per aver contribuito, con Sanlu e Fonterra, a tenere nascosta la notizia (e forse costretto Sanlu e Fonterra a tenerla nascosta), ma anche per non aver applicato attraverso i suoi ministeri i dovuti controlli di qualità su tutto il ciclo produttivo. Inoltre, come vedremo tra poco, condanniamo il governo cinese per non aver protetto come doveva, e come si è impegnato a fare votando nel 2002 a favore della Strategia Globale per l’Alimentazione dei Lattanti e dei Bambini dell’OMS, l’allattamento al seno. Ma anche in questo caso tutto il mondo è paese.

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