Da quando è iniziato il secondo semestre all’università la mia vita familiare è diventata un costante tentativo di conciliare lo studio, la frequenza obbligatoria, le ore in ospedale, con la cura delle bimbe, l’allattamento della piccolissima, gli impegni del papà, l’assenza di un contorno familiare che possa dare una mano. Ultimamente le cose stanno diventando un pochino più facili visto che la piccolissima comincia a cavarsela allegramente per qualche ora da sola col padre e che ha iniziato l’alimentazione complementare che, al momento, più che alimentazione è un passatempo. Altrimenti… non c’era alternativa. O perdere completamente l’anno accademico, cosa che mi sarebbe assai dispiaciuta, o frequentare con nanetta a carico. Nel senso letterale del termine. Ho pensato… perché no? Se da fastidio esco, che problema c’è? E così mi sono presentata a lezione (tra l’altro l’aula si trova in clinica pediatrica) con il mio fagottone (chiamarla fagottino con nove chili di peso mi sembra eufemistico) appeso nel marsupio, una buona dose di giocattolini, l’arma segreta sempre pronta – la sisa – e qualche compagnuccio e compagnuccia di scuola carini e disponibili a intrattenere la bimbetta in caso di necessità.
Passato il primo momento di imbarazzo generale, posso dire che ha funzionato, e anche piuttosto bene. La piccola non ha disturbato le lezioni più di quanto possano fare un’ottantina di adolescenti in piena tempesta ormonale primaverile, i professori hanno accettato con disponibilità e sorrisi la nuova studentessa e io sono riuscita a riprendere i contatti con l’università, con la routine delle lezioni, con le materie di quest’anno. Per l’ospedale, invece, l’aiuto del padre è stato imprescindibile, ma per fortuna le ore non sono ancora molte.
Il succo della questione però, è questo. Ci sono un sacco di cose che si possono fare con i bambini piccoli a seguito. Tra queste anche andare a lezione all’università. O andare in ufficio, per esempio. O andare a una seduta del parlamento europeo. Sì, si può fare e si fa. Guardate la foto. E’ la deputata danese (se non ci pensano i nordici) Hanne Dahl con la sua figlioletta, che fa il suo mestiere di deputata senza rinunciare a stare con la sua bambina. Mica male come esempio no? Scommetto che qualcuno sta pensando che per i bambini sia una sorta di tortura o di orrida imposizione seguire la madre in queste attività. Io non credo proprio. Quando sono cosi piccoli si suppone che siano allattati dalla madre, si suppone che sia della sua presenza che abbiano fondamentalmente bisogno e che di quello che sta attorno in sostanza se ne freghino altamente. Quando sono un po’ più grandini tipo la mia - che aveva meno di sei mesi quando è venuta a lezione la prima volta – si è goduta il cambiamento di panorama come una qualsiasi gita fuori casa, rassicurata dalla mia costante presenza, divertita dalle attenzioni che le venivano rivolte dagli altri. Nessun trauma, dunque, nemmeno una minuscola lacrima. Sarebbe andata così se l’avessi lasciata a casa anche con il papà e con un biberon? O con una baby sitter? O al nido? Sarebbe opportuno che si riflettesse su questo fatto per cercare di modificare radicalmente la tradizionale politica di sostegno alle famiglie. Si potrebbe smettere di parlare solo di aumento di posti agli asili nido – che sono per molti un’inevitabile necessità, ovviamente – e cercare magari di sostenere non solo gli asili aziendali, ma la presenza dei bambini lattanti accanto alla madre lavoratrice, dovunque sia possibile, per esempio attrezzando una stanzetta per l’allattamento e il cambio. Ma soprattutto smettendo di considerare i piccolissimi un fattore di disturbo, quando invece si potrebbe in questo modo ottenere un rientro più soft delle neomamme e una maggiore concentrazione sul lavoro, senza il pensiero di orari del nido, del bimbo in lacrime in braccio ad estranei, degli orari serrati da rispettare…Se Hanne Dahl lo ha fatto, se io lo faccio, altre sicuramente lo stanno facendo… allora si può fare! Basterebbe un minimo aiuto…
October 19th, 2009 at 5:40 pm
Oggi è on line un art. secondo cui lavorare fa bene a mamma e bambino, è il risultato di un sondaggio in Gran Bretagna.
forse quando dormirà ogni notte di fila e andrà al nido sarà meglio ?!?)
Ciao Ecomamma tutto bene? Non ti sentiamo da un po’… mi domandavo come fai a conciliare tutto (2 bimbe, casa, studio, un blog… io con uno solo sto sempre indaffarata
May 20th, 2009 at 5:46 pm
ah si certo @giorgia,
ne conosco pure io di genitori che a parole per carita’, i bambini sono i re del mondo, e poi in realta’ li appiccicano alla tele, li riempiono di aggeggi, ma si vede chiaramente che non e’ che granche’ ci godano ad occuparsi di loro, e soprattutto a farlo mettendosi nella prospettiva del bambino.
Poi va a finire che i genitori sono isterici, i figli insopportabili e in definitiva si annoiano tutti un sacco.
Che gran peccato!! Perche’ un bimbo rispettato nelle sue necessita’ e nei suoi spazi e’ in generale una compagnia piu’ che piacevole, un piccolo essere interessante e niente affatto molesto.
May 20th, 2009 at 5:37 pm
io infatti sono rimasta sconvolta dall’atteggiamento dell’adulto, credo fosse la bambinaia, perchè vedo male una mamma scappare via quando una energumena urlante si avvicina al figlio.
P.S. quando vedo un bimbo di 3 anni che rompe alla posta anche io sto zitta e cerco di avere pazienza e se sono in buona sorrido pure e cerco di distrarlo (ma devo essere proprio in buona pero)
May 20th, 2009 at 5:19 pm
@ Maria Giulia
Io mi riferisco non a chi lascia i figli a qualcun’altro sporadicamente, anche io lo faccio, sono un essere umano e sono una persona, oltre ad essere una mamma!!!
Parlo di chi lo fa sistematicamente e purtroppo ho dei casi vicini e caso strano i loro bambini sono i più movimentati e i più disubbidienti… Casualità?
Sono d’accordo con te, nemmeno io porto mia figlia in posti in cui so che non starebbe bene e disturberebbe il prossimo…
Per quanto riguarda la spiaggia, mi sono ricordata ora di aver letto un commento di qualcuno: è vero, i bambini alzano la sabbia e non lasciano abbioccare il vicino sotto l’ombrellone… Ma se non si divertono in spiaggia dove lo fanno???? In cortile no perché ci sono le macchine parcheggiate, per strada come facevo io da piccola cresciuta in un paese, ormai non se ne parla… E allora, dove?
May 20th, 2009 at 4:53 pm
mah, @giorgia…
io onestamente non ho rinunciato a fare una vita sociale e neppure a farmi un po’ di affari miei da quando e’ nata mia figlia. Di certo lei e’ diventata il cardine del nostro mondo, ma non e’ in lei che si esaurisce tutto il nostro mondo. Alcune cose che facevo prima, non le faccio piu’, e non mi vergogno a dire che un po’ mi mancano.
Non ne faccio una tragedia, mia figlia e’ un miliardo di volte piu’ importante, ma la crociera subacquea di 15 giorni, mi manca, che ce posso fa?
Se poi riesco a ritagliarmi un po’ di spazio per noi con una cena fuori, magari anche un week end lasciando la bimba in mani fidate, non ci vedo niente di male. Quello che non voglio fare e’ trascinare la bambina in situazioni inadatte a lei. In cui non solo starebbe male lei, ma inevitabilmente diventerebbe fastidiosa per tutti.
O ci rinuncio, o la lascio a casa. Dipende.
May 20th, 2009 at 4:37 pm
Ci sono purtroppo bambini a cui non gli si insegna a comportarsi, come quello dello scooter di Donna allo specchio, purtroppo per colpa dei genitori, non perché i bambini siano maleducati in sé.
Condivido con Maria Giulia che la nostra società non è assolutamente a misura di bambino (né di anziano, né di handicappato…), e anche io vedo e so distinguere tra i capricci normali e le “monellerie” normali in un bambino e certi atteggiamenti frutto del menefreghismo dei genitori, anzi, molto spesso un bambino che si comporta male fuori (e anche dentro) casa sta cercando di richiamare l’attenzione dei genitori, troppo occupati con le loro cose.
Spesso per colpa del lavoro che ci costringe a separarci molte ore dai nostri piccoli, ma purtroppo anche colpa dei genitori che non perdono occasione per sbolognare i figli a scuola, alla baby sitter o ai nonni per stare tranquilli e farsi gli affari loro, uscire con gli amici, fare vita sociale, etc.
Purtroppo ne conosco tanti e mi fanno tanta pena, perché si nota la loro necessità di attenzione, di affetto, di considerazione. A volte mi chiedo perché la gente fa figli, se appena ha l’opportunità li molla dalla mattina alla sera a qualcun’altro…
Occhio, tutti abbiamo un lavoro e purtroppo dobbiamo adeguarci al ritmo di questa società che non perdona e non lascia spazio ai più deboli, io ho avuto la “fortuna” di poter stare a casa, almeno fino a settembre quando mia figlia avrà 15 mesi, non voglio incolpare nessuno, ci mancherebbe altro… Sto criticando chi molla i figli agli altri perché non li vuole tra i piedi.
Spesso mi capita di riprendere i bambini degli altri al parco, che tirano sabbia in faccia a mia figlia, o le danno colpi con i giochini, o la spintonano… E le mamme? A chiacchierare e a fumare sedute sulla panchina.
La maleducazione è dei genitori, non dei bambini.
Donna allo Specchio, io lo farei presente quando portano i bambini a casa tua… D’altronde io a casa mia permetto delle cose a mia figlia che a casa d’altri o al parco non permetto.
May 20th, 2009 at 4:31 pm
ma si , dai Donna allo specchio! E’ chiaro che ci sono dei bambini che ti verrebbe da attaccarli al muro, e i genitori con loro. Devo dire poi che forse tu ti sei imbattuta in un caso limite. Non e’ mica normale che una mamma lasci avvicinare un bimbo di 2 anni ad un motorino con il rischio che il medesimo gli si ribalti addosso, o che si bruci con la marmitta, o si insudici con il grasso.
Quando poi una mamma resta impassibile e addirittura si allontana quando il figlio viene avvicinato da un adulto sconosciuto, siamo al limite del disagio mentale. Mi pare proprio un caso limite. E questo a parte la maleducazione di lasciare che un bambino rovini cose altrui.
L’importante e’ non fare di tutta l’erba un fascio e mettersi un po’ nei panni degli altri. Se vedo un bambino di 3 che obiettivamente rompe mentre sono in fila alla posta, penso che e’ un po’ difficile per un bimbo di 3 anni, anche educato, reggere un’attesa di un’ora in un ufficio postale. Penso che la madre magari non ha una baby sitter, un tot di nonni e altri parenti ed amici a cui lasciare il bambino come li ho io.
E’ innegabile che il bambino e’ fastidioso, ma prima di tacciare di maleducazione lui o la madre, penso che non e’ cosi’ facile e porto pazienza, faccio finta di non vedere e non sentire e mi faccio un sudoku.
May 20th, 2009 at 3:53 pm
@Donna allo specchio:
certo che hai ragione, anche io mi scoccerei se succedesse a me quanto accade con i tuoi nipotini.
Se mio figlio facesse così a casa d’altro (ma anche a casa nostra) cercherei di fargli capire che non deve farlo.
Volevo solo dire che, a prescindere da molti genitori cafoni, quando vivi sulla tua pelle alcune situazione, poi si cambia idea!
May 20th, 2009 at 3:12 pm
@maria giulia: qua se permetti quella che sta sclerando mi sembri tu! non capisco perchè te la prendi cosi a cuore!!!
Hai ragione a voler andare in vacanza senza permettere ad estranei di rovinartela!!
Io continuo a ribadire che occorre fare una distinzione fra semplici “cose da bambini” (un capriccetto) e cose maleducate (correre in giro per la banca o i ristoranti, dare in continuazione calci in aereo o in treno alla persona che sta davanti il tutto sotto gli occhi ignare dei genitori che se ne fregano.
A me è capitata una cosa simile alla storia di eleonora. Avevo parcheggiato il motorino e mi ero assentata un ‘attimo; al ritorno ho trovato un piccolino di 2 anni che mi aveva fregato la pippetta del motorino (riuschiando di lasciarmi anche a piedi)e ci stava giocando sotto gli occhi di un adulto (mamma, bambinaia o che so io). Dapprima ho usato le buone: “CHe fai giochi? posso giocare con te? mi dai la pippetta? E ilpiccolino ha rifiutato dicendo che era sua. Nessuna reazione da parte dell’aadulto. Al che sono diventata furiosa: ho afferrato il braccino del bimbo e gli ho strappato la pippetta dalle mani cercando di usare la minore violanza possibile. L’adulto è SCAPPATO a rifiugiarsi in un portone, lasciando il suo piccolo in balia di una pazza (me) che avrebbe potuto anche far del male( non l’avrei fatto, ma lei non lo poteva sapere). Naturalmente la mia rabbia non era rivolta contro il bambino, ma contro la madre o la bambinaia che aveva lasciato sfilare la pippetta (oh sono giochi, sono cose da bambini) e che poi era scappata.
Ci voleva tolleranza? con la scusa che era un bambino dovevo forse porgere l’altra guancia e restare a piedi a dei km da casa in una zona isolata di Roma?
@sara
Io non faccio l’educatore di nessuno, ma è chiaro che quando i miei nipotini vengono a casa e con le manine sporche di unto perchè mangiano e poi non si puliscono e poi le mettono sulle pareti lasciando le orme di unto sul muro bianco, oppure scuotono la sedia, oppure pretendono di aprire i cassetti dei miei vestiti, il tutto sotto gli occhi della mamma e della nonna a cui la situazione sta bene, mi permetti che posso non essere contenta e ritenere che la mamma non abbia alcuna autorità? (con questo non dico che debba prenderli a sberle, ma almeno dire loroqualcosa …)Proprio perchè spetta alla madre educare i figli non dico nulla, ma certo contenta non sono. Mi pare che avrei tutti i diritti di sclerare e non lo faccio, poi mi sfogo via internet
May 20th, 2009 at 2:27 pm
Come giustamente dice Sara, ci sono delle cose maleducate e delle cose semplicemente da bambino.
Fare un capriccio, e’ una cosa da bambino. Un capriccio di quelli grossi non e’ molto coreografico, ma e’ una cosa da bambino. E nessuno mette fine ad un capriccio assestando schiaffoni a destra e a manca. In generale alzare le mani non fa che peggiorare le cose, soprattutto con bimbi piccoli. Certo, si potrebbe alle volte mollare il colpo, e accontentare il bambino capriccioso, ma cosi’ si mettono le basi per avere un bambino maleducato sul serio. Magari non si disturba la vista e l’udito altrui, ma non va bene lo stesso.
E’ chiaro che ci sono bambini impossibili resi ancor piu’ impossibili da genitori maleducatissimi. Ma resta il fatto che un bambino non puo’ e non deve essere silenziato come se fosse un rompiscatole e basta. A giugno porto mia figlia in Tunisia, avra’ 11 mesi, e’ un’ora di volo, dovrebbe essere alla sua portata, ed e’ una bimba buonissima: mi premuniro’ di giochini nuovi e generi di conforto per intrattenerla in aereo ed in aereoporto, ma e’ possibile che trasportare una bambina non sia come trasportare un pacchettino. Potra’ chissa’… agitarsi un pochino, fare una piccola lagna, addirittura fare una popo’. Mi premuniro’ attentamente che tutto cio’ avvenga con il minor disturbo -anche per me, nessuno si diverte ad avere un bimbo urlante da gestire-, ma se ci fosse qualcuno che sclera perche’ la bambina fa delle cose normali da bambina, mi dispiace, e’ un problema suo, non mi sento il colpa e non lo vedo un buon motivo per rinunciare ad una vacanza.
May 20th, 2009 at 10:10 am
Un messaggio per chi non è ancora mamma:
anche io quando ero non-mamma ero piena di idee e convinzioni… che poi sono miseramente crollate nel momento in cui sono diventata mamma!
Non sto dicendo che avete ragione o torto, è solo che quando poi ti trovi ad avere un figlio la prospettiva viene stravolta.
E’ molto facile fare gli educatori dei figli altrui…
Anche io non starei a chiaccherare con l’impiegato in banca se mio figlio stesse mettendo a ferro e fuoco la stanza, per carità. Ed è vero che è pieno di genitori maleducati che quindi di riflesso crescono figli maleducati.
Ma alcune situazioni quando le vivi sulla tua pelle sono diversissime.
Mia mamma da sempre quando vede un bambino che fa “scenate” per strada o in un negozio, dice “Erode! Erode!” (nel senso di “bisognerebbe ammazzarlo!”) e ovviamente sono cresicuta anche io con questa idea.
Poi è successo anche a me che mio figlio facesse scene, capircci, numeri da circo per strada.
L’altro giorno voleva assolutamente camminare da solo (non a manina) su un marciapiede che costeggia una strada trafficata. Ovviamente non se ne parla, era troppo pericoloso (mio figlio ha 2 anni e mezzo). Si è buttato per terra, urla e pianti. I passanti mi guardavano con riprovazione della serie “dagli due sberle così si calma”. Mi sono armata di santa pazienza e dopo un bel po’ sono riuscita a convincerlo. Mi sono successe cose simili anche in negozi e non stento a credere che i presenti avessero pensato di tutto su me e mio figlio (bastava vedere le loro facce).
E io non sono una che lascia fare a suo figlio quello che vuole, ma i bambini sono bambini, queste cose possono succedere. Mi rendo conto che possano dare fastidio al prossimo, ma non intendo certo malmenare mio filgio o impedirgli di uscire per questo.
Pian piano sta crescendo e sta imparando anche lui le regole di convivenza sociale. Certo è che una maggior tolleranza verso i bambini sarebbe gradita.
Tant’è che ha volte ho usato la squallida scusa del “Sa, sta male, ha mal di denti, ha mal di orecchie” eccetera, e immediatamente ho trovato comprensione e anzi la gente mi diceva “signora, non si preoccupi, povero piccolino…”
May 20th, 2009 at 9:30 am
Concordo in pieno con Eleonora che ha espresso con parole più diplomatiche delle mie il mio pensiero. Quanto alla “battuta sulle mamme” l’ho fatta perchè :
1. Mi è stato rinfacciato in un commento ad un altro post qualcosa di stile: “tu non sei mamma, che cosa ne vuoi sapere”
2. Noto nei commenti a questo blog una certa supponenza da parte delle mamme che pretendono di sapere tutto (lo so sono poco diplomatica, ma dico quello che penso).
La più tollerante è eco-mamma che ha fatto ben notare parlando in un altro contesto che “ogni donna ha la sua situazione”
May 20th, 2009 at 12:31 am
cara maria giulia, in realtà dicendo che non sono ancora mamma non volevo contrappormi alle mamme ma solo far presente che non ho ancora figli, mi dispiace che tu l’abbia intesa come una guerra (a chi poi?)
ti faccio anche presente che in realtà sono in accordo con te, penso che se i bambini avessero più spazi sarebbero meno irrequieti e fastidiosi, ma purtroppo penso anche che se i genitori non li lasciassero semplicemente a pascolare in giro solo per essere liberi loro (potrei farti tanti esempi “buoni” e “cattivi” di figli di amici, e non sono pochi) i bambini non darebbero così “fastidio” a quelli che i bambini magari li sopportano poco. io ad esempio ho un piccolo cane di 4 chili “rompiscatole” che amo come fosse un figlio, però sono consapevole che alcuni non amano averlo tra i piedi e nonostante io me lo portì dietro il più possibile quando devo andare
dove non lo sopportano o scelgo di non andare o vado e lo lascio con la dog-sitter o se lo porto faccio attenzione che non vada annusando o saltando addosso alle persone a meno che non siano loro a chiamarlo.
è semplice rispetto verso gli altri, pensa che quando vado in banca il mio cane mi sta accanto, un pò irrequieto ma senza dare fastidio e io cerco di fare il più veloce possibile, invece ci sono mamme che permettono ai figli di correre per tutta la banca urlando e buttandosi per terra mentre loro chiacchierano e ridono con le persone alla cassa, é normale?
seondo me no!
so che potrai dirmi che un bambino non è paragonabile ad un cane ma non è proprio così, spero di ritrovarci magari qui tra 3 o 4 anni e quando magari avrò avuto la fortuna di avere un piccolo di un paio di anni e poterti dire che ho insegnato a mio figlio-a il rispetto per gli altri come i miei l’hanno insegnato a me e a mia sorella e ti assicuro che in 34 anni mi hanno davvero proibito pochissime cose ma l’educazione me l’hanno insegnata lo stesso.
spero di aver chiarito la mia posizione nel migliore dei modi.
mi scuso ancora per essere incredibilmente prolissa ma mi dispiace davvero essere fraintesa!
alla prossima!
eleonora
May 19th, 2009 at 6:07 pm
Care D.a.S. ed Eleonora,
questa tra le non mamme e le mamme, mi pare la tipica guerra tra poveri che si fanno le donne tra di loro – chissa’ perche’.
Io mia figlia l’ho avuta oltre i 40 anni, quindi ho anche un’onorata carriera di non-mamma, alle spalle.
Questa faccenda della maleducazione eccessiva dei bambini, e’ un po’ un falso problema, secondo me.
Quello che e’ un vero problema e’ che normalmente i bambini non hanno ne’ lo spazio ne’ il modo di fare i bambini senza arrecare disturbo. E questo e’ ingiusto verso di loro, e le conseguenze si fanno sentire per tutti.
Ho fatto tanti viaggi, e posso dire con certezza che nei luoghi in cui i bambini hanno spazio e liberta’, non esistono bambini che disturbano: esistono bambini che fanno i bambini, che non sono incarogniti e rompipalle come tanti nostri piccolini nella misera ora d’aria che gli concediamo. Non e’ che possiamo trasferirci in massa in Papua New Guinea per stare tutti piu’ rilassati, ma penso che sia meglio per tutti non gia’ moltiplicare i ghetti (per bambini, per vecchi, per diversamente abili) ma far si che il nostro mondo sia meno difficile per loro.
E poi, un minimo di pazienza, ci vuole. Ma come, si sopporta il bar con il dehor sotto casa, i tifosi che vanno alla partita mettendo sotto assedio la citta’ e poi se un bambino strilla in spiaggia o gioca a palla in cortile e’ un disastro?
Ma mettiamo gli ombrelloni piu’ distanziati, lasciamo un pezzo di spiaggia dove poter calciare una palla e fare le sacrosante buche. Farebbe bene a tutti!!
May 19th, 2009 at 4:46 pm
ciao, mi chiamo eleonora è ho letto con passione i vostri commenti scusate se m’intrometto, vorrei dire la mia da non mamma ma aspirante tale e come poco tollerante…
premetto che adoro i bambini, ma è veramente incredibile quanto poco attenti siano i genitori ai casini che fanno i loro figli, purtroppo mi capita spesso di sedermi davanti o accanto a dei bambini al cinema (una delle mie passioni) e sinceramente non sopporto quando continuano a prendere a calci la mia sedia ma questo comportamento non è colpa dei bambini ma dei loro genitori che pur di non essere infastiditi loro gli permettono qualsiasi cosa!
vi faccio un esempio : sono andata a trovare degli amici che hanno due bimbi e il più grande che ha 3 anni pretendeva di picchiarmi in faccia con il rastrello del mare e la mamma e la nonna che mi erano sedute di fronte non hanno battuto ciglio, vi sembra normale? io all’inizio gli ho solo impedito di farmi male e gli chiedevo di smetterla, poi alla fine stufa dei suoi “assalti” mi sono alzata in piedi l’ho preso in braccio e l’ho messo a testa in giù dicendogli però con estrema dolcezza chiedi scusa e prometti di non farlo più? ok, sarò stata esagerata e mi sono vergognata della mia reazione ma fatto sta che da allora il bambino vuole sempre giocare con me e le zie mi chiedono: “ma cosa gli hai fatto? è follemente innamorato di te e parla sempre di te”
per la cronaca la mamma e la nonna anche in quel frangente non hanno mosso un dito, e sempre per la cronaca non è che ho fatto male al bimbo, ci mancherebbe!!!
io penso che i bambini abbiano anche bisogno di un pò di disciplina, non intendo che debbano essere picchiati, ma che gli venga semplicemente insegnato quello che possono o non possono fare perchè se è vero che sono cittadini allora è vero anche che oltre ai diritti hanno anche dei doveri, o no?
per quanto riguarda il lavoro devo dire che sono molto fortunata perchè l’azienda dove lavoro è di mio padre per cui potrò portarlo con me fino al momento dell’asilo e avrà una stanzetta tutta sua per cui non faccio testo.
scusa ma sono sempre molto prolissa.
eleonora
May 19th, 2009 at 3:42 pm
@maria giulia: scusa,ma non capisco il tuo livore e sarcasmo.
Quanto al treno, non è il fatto che “si muovano perchè sono viventi”. Ti auguro di passare un viaggio di 3 ore con un bimbetto che ti lancia dei calci sulla schiena. E poi vedrai se dici o con un bimbo che scuote la tua sedia quando hai un attacco di emicrania e poi vedrai se dici che si muovono perchè sono “viventi” (pure troppo viventi…). io ho resistito un’ora e 30 prima di protestare con la madre.
Ah ma tu sei mamma: hai un senso di sopportazione che le “senza figli ed in carriera” forse non abbiamo.
E’ vero che in spiaggia muovono la sabbia, e fanno casino, ma per ovviare a questo esistono i genitori che dovrebbero controllare i loro figli affinchè evitino di disturbare il prossimo.
Quanto agli adulti, ce ne sono anche di adulti che rompono(e parecchio anche). Sartre diceva giustamente :’L'inferno sono gli altri”. Io in genere riesco solo ad avere pazienza con gli anziani perchè li trovo più indifesi (fisicamente e spesso anche metalmente) memtre con i bambini ne ho meno perchè dovrebbero avere dei genitori per controllarli. Per il resto è “tolleranza zero” verso qualsiasi molestia (o quasi). Sono fatta cosi.
Prima di leggere il post di ecomamma non mi sono mai posta la questione se i bambini socialmente disturbano (privatamente è un altro conto, ma dipende dai genitori).
Qui ci sono certe strutture per l’infanzia che funzionano, i bambini sono presenti nei luoghi pubblici (ho fatto l’esempio del teatro), anche al ristorante, a volte fanno casino a volte no, la maggior parte degli autobus sono attrezzati e c’è sempre qualcuno (a cominciare da me) disposto ad aiutare una mamma con una carrozzina. C’è ancora molto da fare: non tutte le grandi imprese hanno un asilo nido e a livello di orari perchè una mamma che lavora è costretta ad uscire presto per prendere la sua bambina all’asilo e, spesso, a non fare pause troppo lunghe.
May 18th, 2009 at 4:04 pm
@D.a.S,
proprio a te pensavo… Quando sabato alle ore 17 la simpatica signora del piano di sotto (35enne apparentemente in ottima salute) e’ salita a lamentarsi che mia figlia “disturbava” e di “farla star ferma”.
Mia figlia ha 10 mesi, ancora non cammina -tantomeno con tacchi a spillo- e stava giocando con le costruzioni: riesce ad impilare due cubetti e poi butta giu’ la “torre”. Ma no, non si puo’ “disturbare” in modo cosi’ osceno al sabato pomeriggio. Allora, i bambini: In treno no, perche’ essendo viventi, dopo 3 ore puo’ essere che si mouvano, con cio’ disturbando. Nei cortili e’ “severamente vietato” fare qualsiasi cosa che non sia parcheggiare la macchina. In spiaggia alzano la sabbia, e talvolta parlano o pretendono di giocare a palla. I parchi son pieni di cacche di cani se non di siringhe
Teniamoli in casa, allora, ma legati, senno’ disturbano. . L’unico posto dove sono piu’ o meno benvenuti e’ al centro commerciale e all’ikea. Intendiamoci, i bimbi rompono anche li’, ma almeno la mamma compra, e per questo li si tollera.
Sai che ti dico? Che se penso alla mia vita, in oltre 40 anni, le scatole me le hanno rotte enormente di piu’ i grandi che i bambini.
Io in ufficio mia figlia non ce la porterei principalmente per non farla stare in un posto a lei del tutto inadatto. Per lo stesso motivo non la porto ne’ al ristorante, ne’ ai matrimoni ne’ alle cene dagli amici. Pero’ alla fin fine, i bimbi rompono anche troppo poco: non so come sia nei paesini francesi, nelle nostre citta’, stringi stringi, non sono benvenuti quasi da nessuna parte. Rompono? Fanno bene!!
May 14th, 2009 at 5:10 pm
dicevo:
E’ chiaro che occorre avere pazienza con i + deboli (anziani, handicappati, etc), ma non a costo di se stessi e della proprio incolumità fisica (e mentale, a volte). Parlando di handicap fisici, per esempio mettere una bimba con la sindrome di turette al banco accanto ad una bimba che soffre di emicranie (come è successo a me), significa condannare la seconda a stare male, visto che l’altra per ore le urla nell’orecchio. (ma qui andiamo completamente fuori tema )
A me hanno semrpe detto che “la carità incomincia da se stessi”. E penso sia giusto. Perchè solo se si sta bene con se stessi, si puo dare agli altri. E stare con bebe che mi frigna nella stessa stanza in cui lavoro non mi fa stare bene per niente, anzi.
Io vivo in una piccola città della francia e tutta questa giungla non la noto proprio. Forse la realtà italiana è peggiorata da quando ho lasciato l’italia…
May 14th, 2009 at 4:57 pm
maria giulia:
un treno è un luogo per chiunque, anche se per la maggior parte è frequentato da adulti.
il bambino ha diritto a stare comodo, ma non a costo della schiena del malcapitato che gli sta davanti. E’ una questione di correttezza ed educazione. E lo so perchè l’ho vissuto (per ben 3 ore fino a quando dopo mille volte che mi sono girata ho detto alla madre che i calci del piccolo mi davano moolto fastidio).
Alcuni treni francesi sono attrezzati addirittura con scompartimenti appositi per bambini, ma vuoi per mancanza di spazio, vuoi per necessità non sempre le famiglie si mettono nei luoghi per loro.
Io non dico che un bambino sia un optional, un bambino è una persona, ma non formata del tutto e come tale deve essere un minimo controllato e guidato.
Io non capisco perchè ti scandalizzi tanto! Come se il bambino fosse un re e tutto e tutti devono girare intorno a loro. Io non ho voglia di sopportare i figli degli altri specie se maleducati. Ho pazienza nella sala di aspetto di un pediatra o di un generalista o in una scuola (ci sono stata per il saggio dei miei nipotini, infernale, ma è stata una mia scelta) o quando vado a trovare mia cognata con i suoi simpatici demonietti, ma in università o in ufficio ne ho molta di meno. Quanto al treno o al’aereo non ho pazienza neanche con chi molto cafonamente mette indietro il sedile togliendomi lo spazio vitale.
Bisogna avere pazienza con i deboli (anziani, persone con difetti fisici, a volte psichici), ma
May 14th, 2009 at 11:01 am
D.a.S. Stiamo andando fuori tema ma.. non capisco perche’ in linea di principio un treno e’ un luogo pubblico per adulti e non per bambini.
I bambini non sono mica dei simpatici optional, sono persone, sono anche cittadini -hanno gia’ il loro bel codicino fiscale!!- e non vedo perche’ non debba esserci nei treni un luogo in cui possano stare piu’ comodamente, un luogo in cui agganciare un passeggino, un modo per scendere senza doverti impiccare e altre cosette. E’ una questione di rispetto. Non si rispetta il bambino, non si rispetta chi ha un problema fisico anche minimo, non si rispetta l’anziano. Le nostre citta’ sono sempre piu’ delle savane in cui l’antilope appena un po’ acciaccata finisce in pasto al leone senza tanti complimenti. Che bel progresso!!!
May 14th, 2009 at 9:50 am
cara maria giulia,
in Francia dove vivo molte delle cose che tu menzioni ci sono già (tranne i luoghi per cambiare i bimbi nei parchi pubblici, ma qui fa talmente freddo d’inverno che a nessuna madre sensata verrebe in mente di cambiare un bambino all’aria aperta con – qualche grado).
Quanto al fatto di “fare qualcosa per evitare che i bambini rompano” spetta ai poteri politici ed economici di costruire le strutture adeguate per i bimbi (vedi asili affinchè le mamme che lavoro non siano costrette a portare i loro figli in ufficio o in università); noi in quanti singoli cittadini possiamo solo tentare di fare pressione.
Spetta poi ai genitori tenere sotto controllo i loro figli per evitare che in certi luoghi pubblici pricipalmente PER ADULTI, i bambini non diano fastidio, vedi esempio del bambino che da calci alla persona seduta davanti in treno o in aereo o strepiti nell’orecchio della persona seduta accanto a teatro, all’opera etc… (ebbene si, qui portano al’opera i bambini di 4 anni e la maggior parte si comporta pure bene, ma quello dipende dai genitori)
May 14th, 2009 at 9:27 am
Cara D.a.S., non so se ti sei mai resa conto di quanto le nostre citta’ soprattutto sono ispide ed invivibili per un bambino?
Ti faccio un esempio di posti che in teoria sarebbero per i bimbi:
Che ci vorrebbe a pensare ad un posto che non fosse una fetente panchina al gelo per poter cambiare un bambino in un parco? Che ci vorrebbe a mettere una retina ed una telecamera attorno all’area giochi per evitare che i cani ci scacazzino impunemente e che i vandali rovinino i giochi?
Che ci vorrebbe a mettere due giochini ed un tavolino all’ufficio di igiene dove si attende per le vaccinazioni?
Potrei continuare all’infinito.
I bambini rompono? E’ vero. Ma cosa facciamo noi per far si’ che sentano un po’ meno il bisogno di rompere? NIENTE. A parte dire sta zitto e sta seduto. NIENTE.
E questo e’ molto triste.
May 13th, 2009 at 3:36 pm
I bambini di oggi sono gli adulti di domani, forse è ora che la società inizi a riconsiderare il ruolo dei bambini, a partire dal rispetto, che ancora oggi nella nostra supersocietà all’avanguardia è ancora molto spesso il perfetto sconosciuto.
Credo che un bambino debba essere reso partecipe della vita degli adulti, sentirsi integrato nella società e non un satellite dei genitori, spesso un peso. Ci lamentiamo degli adolescenti odierni, ma ci siamo chiesti da dove hanno origine questi atteggiamenti? Forse a causa di genitori assenti? Bambini parcheggiati tra asili, baby sitter, nonni e che non vedono i genitori prima delle 8 di sera?
Ma forse sto andando fuori tema.
In risposta a chi dice che non porterebbe mai suo figlio sul posto di lavoro, che diminuirebbe l’efficienza, etc, beh nemmeno io ce la porterei, ma credo che il punto di vista sia un altro, non abbiamo la mentalità per farlo e di conseguenza nemmeno le strutture, gli asili aziendali sono ancora davvero molto pochi e soprattutto i capi sono poco disponibili alla flessibilità delle mamme (e ancora peggio se il capo è donna e senza figli).
May 13th, 2009 at 10:05 am
si mariagiulia, non ti scandalizzare, i bambini in certi luoghi pubblici possono essere un peso, cosi come certi luoghi sono un peso per i bambini, non hai torto.
Immaginati un bambino in una sala di conferenze o in un meeting politicoo sul luogo di lavoro: deve essere insopportabile per bambini e adulti! Non puoi obbligare un bambino a stare zitto e a non muoversi e non puoi neanche obbligare un adulto a sopportare gli strilli e le corse dei bambini (se poi sono maleducati come certi genitori è ancora peggio).
Per quanto riguarda il resto dei luoghi pubblici (bar, autobus, aereo, musei a volte) bisogna aver pazienza, cercare di essere tolleranti, e sperare nell’accortezza dei genitori.
May 12th, 2009 at 5:17 pm
Donna allo specchio, i bambini sono un peso in un luogo pubblico? Gia’ forse… ma soprattutto i luoghi degli adulti sono un peso per i bambini.
La conclusione a cui arriviamo pero’ e’ la stessa: io mia figlia in ufficio non ce la porterei neppure se potessi, neppure se me lo chiedessero in ginocchio, a dir la verita’.
Per far piacere a lei, piu’ che per far piacere a me. Invece di tenerla tra i computer appiccicata alle mie sottane, la so felice e beata al parco su un’altalena, la so con i suoi cuginetti, o a sfrecciare gattonando per tutta casa. Non si vive di sola mamma neppure a 10 mesi.
May 12th, 2009 at 5:03 pm
@micol: ricomincio e saro + fortunata
i bambini possono condividere la nostra vita, è anche un modo per pensare a noi stessi senza essere schiavi dei bambini.
Ma non possono condiverne tutti i suoi aspetti. tu porteresti tuo figlio al lavoro, in una stanza dove la gente fuma o starnutisce o dove è necessaria una certa dose di concentrazione? Non pensi che un bambino che strilla e non tace in un luogo pubblico possa essere un peso? Per me lo è.
May 12th, 2009 at 5:00 pm
@micol: i bambini possono condividere l
May 10th, 2009 at 1:18 am
Mi vengono le lacrimucce! Sono due anni e mezzo che cerco di convincere il mondo che i bimbi possono condividere (devono?) la nostra vita in tutti i suoi aspetti.Ma spesso dietro presunte preoccupazioni per i bimbi (si stancano, si annoiano ecc.) si nasconde la volontà di difendersi da loro.La maniera standard di relazionarsi con i bimbi(e con gli anziani, direi) è difendersi da loro: ci si preoccupa (prima ancora di vedere che succede) che non sporchino che non facciano rumore ecc.senza rendersi conto che se li si trattasse da persone, con lo stesso rispetto e fiducia che si dà a un adulto si otterrebbero risultati sorprendenti.l’ultima di mio figlio è stata la partecipazione alle mie lezioni di danza del ventre.Se un adulto chiede di osservare la lezione nessuno ha dei dubbi e soprattutto ‘non ci si fa distrarre’….nessuno si sognerebbe di girarsi ogni due secondi e fare versetti e pernacchiette.Mio figlio si è seduto in silenzio a guardare e tutte si fermavano a dire ‘come sei bello’ o andavano a fargli il solletico e stupidaggini simili al che lui ha cominciato a fare lo spiritoso…Ho dovuto chiedere di ignorarlo per ristabilire l’ordine.Lui si è messo accanto a me ha copiato i miei esercizi di streching e quando ho fatto pausa si è fatto una ciucciata di tetta.Poi si è fatto rapire di nuovo dalla musica sdraiato sul pavimento più concentrato di ciascuna di noi…
May 7th, 2009 at 11:16 pm
a meno di 20 giorni dal rientro al lavoro…sogno di portarmelo dietro.Il distacco sarà untrauma
April 27th, 2009 at 2:07 pm
la foto e’ deliziosa… ma posso dire che quello li’ non mi sembra il posto giusto per un bambino? Con l’asta del microfono sulla testa, un buon numero di persone che gli alitano bacilli sul viso… appena appena il posto per star sdraiata senza volare giu’ di sotto, luci fortissime, rumori e tutto quanto…
Una volta ogni tanto e’ bello, ma che gli uffici siano in generale i posti giusti per i bambini, beh, questo no.
Non e’ bello per un bambino starsene a gattonare tra i computer ed il cestino della carta. Neppure se c’e’ la mamma nei pressi.
Il discorso che per una donna e’ difficile essere presa sul serio se parla di lavoro con bimbo in braccio e’ assolutamente marginale, in questo caso.
Se noi dobbiamo o vogliamo lavorare, va benissimo, ma i bambini non sono fatti per crescere negli uffici, e neppure nei parlamenti.
Ma e’ cosi’ difficle per una mamma fare un passo indietro, non pensare: la mia presenza e’ l’unica cosa che conta per mio figlio?
Sara’, ma io un bimbo me lo vedo meglio in un parco, in una casa, in un bel nido con persone che in quel momento si occupano di lui e solo di lui, piuttosto che tirato appresso ad una madre che sta facendo altro, fosse pure la deputata in parlamento.
Piuttosto battiamoci perche’ dagli uffici usciamo in tempi umani, e non giungano di noi solo gli avanzi, ad uso dei nostri figli. Ma i figli sempre e comunque appresso… perche’? Per far bene a loro? Non ci credo….
April 27th, 2009 at 9:25 am
eh infatti dipende pure dal lavoro che fai! Nel mio ufficio tra fumo di sigaretta (Grr @#@) e parolacce che volano è meglio la nonna o il nido mille volte…
April 26th, 2009 at 7:52 pm
io la mia piccina me la porto sempre dietro con la fascia e quando lavoro (a casa) lei rimane attaccata a me. anche se a volte non e’ semplice perché lei preferisce quando cammino e nn quando sto seduta e allora caccia certi strillli! che se avessi dei “colleghi” credo che mi “frullerebbero”!
))
ps: mi piace tanto il tuo blog, t ho linkato!
April 15th, 2009 at 5:03 pm
@donnaallospecchio e silvia: tutto vero. ci sono anche un sacco di adulti che non vorrei avere seduti accanto al cinema, in aereo o in un qualunque posto. un po’ (non del tutto, ovvio) l’educazione dei piccoli dipende da quella dei grandi.
April 15th, 2009 at 3:44 pm
pero l’immagine della deputata e della frugoletta è bella
April 15th, 2009 at 3:43 pm
OK come sempre faccio la voce fuori dal coro.
Sono d’accordo con Silvia, ci sono casi in cui un bambino piccolo o grande che sia, che è talmente vivace da costituire un disturbo non per la mamma, ma per le altre persone. io se dovessi avere un piccolino che frigna accanto a me a lezione o a una conferenza potrei dare in escandescenze. Ci sono poi alcuni genitori che non si rendono conto di quanto i figli siano rompipini. Esempio classico: in aereo quando il bambino strepita e da calci al malcapitato davanti senza che il genitore di turno dica una parola o faccia un minimo gesto e cio nonostante ci si giri e si lancino sguardi di fuoco.
Detto cio, penso che il mondo purtroppo spesso non è a prova di mamma e che asili nido in azienda sarebbero veramente utili. Il parlamento europeo ne possiede uno che è aperto durante la sessione. Quindi la deputata poteva fare anche a meno di portare il piccolo in seduta, ma contenta lei…
April 14th, 2009 at 11:21 pm
Anche io ho portato qualche volta a lezione, durante quest’anno accademico, la mia bimbetta di 3 anni. è stata una esperienza felice per entrambe… per me, che non ho rinunciato ai miei corsi (ed ero in verità molto orgogliosa di averla al mio fianco) e anche per lei, che finalmente ha visto l’università della mamma.
a distanza di mesi, ancora le brillano gli occhi quando rievochiamo le ore trascorse sedute al banco. e partecipava anche agli esercizi di fonetica inglese, con grande divertimento dell’insegnante e degli studenti!
però però… non posso negare che ci sono bambini, sia piccolissimi che grandicelli, molto irrequieti e vivaci che faticano a stare fermi, e che si lamentano e protestano spesso. per molte mamme, questa foto della parlamentare danese è un fantastico ma irrealistico miraggio!
Ci sono in effetti molte situazioni in cui, con tutta la buona volontà, non è possibile coinvolgere i nostri pupi.
Comunque, vale la pena provarci… so che in Germania nelle università organizzano i progetti Erasmus anche per le mamme! E queste prendono e partono con il loro bimbo (non ho però idea di come se la cavano poi là).
un saluto a tutte,
silvia
April 9th, 2009 at 8:03 pm
Lavoro in un’azienda di circa 100 dipendenti, quindi non piccolissima, ma in cui le donne sono non più di 15. Un paio di anni fa c’è stato un boom di nascite tra le dipendenti, e contemporaneamente anche molti colleghi sono diventati papà.
Abbiamo chiesto alla titolare (DONNA) se si poteva prevedere di fare un nido aziendale.
Risposta: quando avremo gli utili della ditta XXXXXXXX allora lo faremo anche noi.
Nota: la ditta XXXXXXXXX è una famosissima azienda di livello mondiale che è a un chilometro da noi che proprio quell’anno aveva aperto il nido aziendale.
Come dire: potete attaccarvi al tram….
Cmq attenzione ai nidi aziendali: a volte sono usati come “ricatto” per far tornare prima la donna a lavoro….
April 9th, 2009 at 6:44 am
Io per esempio penserei anche a cinema che lasciassero entrare mamme e papà con bimbi piccolissimi al seguito. Magari il giovedì dalle 16:00 alle 21:00.
Ricordate però che chi lavora in studi privati come dipendente (il mio caso per es) il figlio col cavolo che se lo può portare appresso.
Bisognerebbe fare una battaglia vera sul numero dei nidi e su quelli aziendali in particolare. Prevedere sgravi fiscali all’azienda se predispone una sala per i bebè con mamma lavoratrice al seguito.
Basterebbe essere prtopositive e pensare il mondo e la nostra società anche a misura di mamma, senza pensare che le pretese e i diritti che rivendichiamo sono capricci irricevibili con la crisi che c’è in giro…
April 4th, 2009 at 8:15 am
ahahha infilare fossile dentro stampante è decisamente un’attività inconsueta
April 3rd, 2009 at 3:07 pm
Il mio secondogenito ha seguito cantieri prima di compiere un mese, ed è stato con me allo studio fino all’età di un anno è mezzo… dopodiché l’ho consegnato alle cure del personale di un asilo nido (privato), visto che era diventato incompatibile con l’attività (tipo: staccare fili, infilare fossile dentro stampante laser), con il suo grande spirito d’iniziativa!
April 3rd, 2009 at 11:29 am
Bravissima! Sono ammirata e ti incoraggio a proseguire.
L’idea dei nidi aziendali dovrebbe aiutare in questo senso…pargoli vicini vicini alle mamme, che possono allattarli e coccolarli fra una riunione e l’altra, o asciarli al nido solo proprio quando e’ necessario. In Germania ed in alcuni paesi del Nord sono una realta’ ormai consolidata, chissa’ che prima o poi non si faccia qualcosa anche in Italia, magari partendo dall’Universita’, dove nelle tue condizioni non ci sono solo studentesse, ma anche ricercatrici, insegnanti….Un caro saluto, paola
April 2nd, 2009 at 2:29 pm
Brava, hai fatto bene!
Pensa che una volta eravamo in vacanza stavamo per entrare a visitare una chiesa (non stavano facendo messa). Giovanni aveva 8 mesi ed era in fascia, sveglio e tranquillo, non stava dicendo nulla. Il sagrestano ci ha incrociati sulla porta e ci ha subito “placcati”: “Signora, metta un ciuccio al bambino che altrimenti dentro fa rumore e disturba!” Io al momento sono rimasta senza parole, poi volevo dirgliene quattro, di parole… mio marito mi ha bloccata perché sennò si scatenava il putiferio. Siamo entrati a vedere la chiesa, il sagrestano è poi rientrato con un amico e parlavano a voce altissima dei fatti loro.
Questo è purtroppo quello che molti pensano dei bambini…