Foto023Ci sono tante cose di cui non mi ero mai accorta "prima". Ho sempre usato i mezzi pubblici per spostarmi soprattutto in centro, soprattuto a Roma. Adesso che vado a "scuola" tutte le sacrosante mattine mi sottopongo a una duplice full-immersion  in praticamente tutti i mezzi della capitale: bus-trenino-metro-bus…
Per una che predica ecologismo e ecocompatibilità non è che ci siano molte alternative, e anche se non me ne fregasse nulla dell’ambiente, a fare il tragitto casa-Sapienza-casa in macchina non ci penserei nemmeno lontanamente. Comunque, mi sono improvvisamente accorta di quanto sia complicato muoversi con i mezzi con dei bambini piccoli.
La mattina presto la metropolitana è così affollata che alcuni dormono tranquillmente senza doversi nemmeno appoggiare a un sostegno. In quella massa unica di corpi fusi si possono intravvedere a volte delle specie di bolle,  sul cui fondo puntualmente sono sprofondati dei passeggini con  bimbi mezzo intontiti, non si sa se dal sonno o dalla mancanza di ossigeno.
Entrare e uscire dalle stazioni è un problema che passeggini e carrozzelle condividono drammaticamente, così come salire e scendere dai mezzi. Se si fa conto sulla gentilezza di qualche passeggero è meglio lasciar perdere. E’ più facile che qualcuno tenti di passare sopra al passeggino con il suo contenuto piuttosto che si offra per aiutare a caricarlo sul mezzo.
I bimbi più grandicelli stanno messi anche peggio. Almeno i loro colleghi "carrozzati" hanno un posto a sedere. Se sei abbastanza cresciuto da deambulare senza rotelle il viaggio sui mezzi pubblici può trasformarsi in un incubo. E’ estremamente improbabile che qualcuno ceda il suo posto a sedere a una madre con bimbo o anche solo al bimbo. Perciò il malcapitato bassetto dovrà rassegnarsi a fare il viaggio imbottigliato in pochi millimetri cubici, e ad essere ignorato, calpestato, spinto e controspinto.
Autobus e tram non fanno eccezione, soprattutto nelle ore di punta.
Ultimamente poi, sarà l’effetto della facoltà di Medicina, mi capita di pensare alla quantità di germi, virus, batteri o anche solo cattivi odori che i piccoli viaggiatori sono costretti a inalare; agli sbalzi violenti di temperatura e tasso di umidità… insomma, ogni volta che vedo un bambino sulla metro o sull’autobus delle otto e un quarto o giù di lì mi chiedo se sia davvero necessario o se non sarebbe meglio trovare un’alternativa o in termini di orario o in tipo di trasporto.  Ovviamente, immagino che la risposta nella maggior parte dei casi sia negativa, a chi verrebbe in mente di mettere i propri figli su un carro bestiame alle otto del mattino se non fosse obbligato?
Allora, forse bisognerebbe ripensare qualcosa nel trasporto pubblico…