Arrivo un po’ tardi, però mi autogiustifico perché tra università e tetta-nanna e studio singhiozzante non mi resta molto tempo per il blog. Però mi sembra giusto che su Ecomamma ci sia notizia di questa iniziativa che da un po’ gira sui forum e sulle mailing list dedicate all’allattamento, ai pannolini lavabili e agli altri temi di una "crescita eco-sostenibile" dei nostri bambini.
A me sembra una buona idea, tanto più che ultimamente pare con l’"epidurale per tutti" si sia concluso il momento di attenzione per l’insieme mamma-bambino… ci tornerò prossimamente…
Chi può e condivide faccia girare:

Al Ministro della Salute On. Livia Turco
Eur, Piazzale dell’Industria 20
00144 Roma
l.turco@dsonline.it
ufficiostampa@sanita.it

Al Ministro del Lavoro On.Cesare Damiano
via Veneto 56
00187 Roma
ufficiostampa@lavoro.gov.it
lavoro@dsonline.it

Al Dipartimento per i Diritti e le pari opportunità On. Barbara
Pollastrini
L.go Chigi 19
00187 Roma
b.pollastrini@dsonline.it
serep@pariopportunita.gov.it

Al Dipartimento politiche per la famiglia
On. Rosy Bindi
P.zza Montecitorio 115
00186 Roma
ministroperlafamiglia@governo.it

Gentt.li  Ministri,
sono…………., anni…., di…….,
Faccio parte di un gruppo di mamme e papà  desiderosi di sottoporre alla Vostra gentile attenzione alcuni problemi su un tema che ci sta molto a cuore, approfittando anche del fatto che la settimana dal 01 al 07 ottobre è la Settimana per L’Allattamento Materno.

La natura ha fornito tutti i mammiferi del latte specie-specifico per nutrire i propri cuccioli e lo ha previsto per tutte le specie compresi gli uomini. Quindi l’alimento previsto per nutrire i neonati è il latte della propria madre.
Eppure da ormai 30 anni il latte artificiale è considerato un ottimo sostituto del Latte Materno quando in realtà non è così. Sicuramente la situazione non è più così disastrosa (grazie anche a tante associazioni ed esperti che hanno addirittura dovuto fare degli studi scientifici per dimostrare quello che la natura aveva già previsto dall’inizio dei tempi, e cioè che il Latte Materno è quello previsto per i neonati) come negli anni 70 in cui questa moda prese piede, ma siamo ancora ad un punto in cui il suo utilizzo è molto diffuso e con gran facilità si tende a "dare l’aggiunta" o addirittura a passare totalmente al latte artificiale.

Nella nostra esperienza di mamme abbiamo constatato che molti operatori sanitari (pediatri, ostetriche, puericultrici) si dichiarano "sostenitori" dell’allattamento al seno a parole quando
poi al lato pratico questo si dimostra non vero. Ad una mamma che ha "poco latte" anziché consigliare una strategia per aumentare la produzione (gli esperti di allattamento materno
assicurano che ne esistono di  molto efficaci e molte di noi possono testimoniarlo per averlo provato) la maggior parte dei pediatri prescrive un’aggiunta di latte artificiale (che probabilmente
pregiudicherà definitivamente l’allattamento al seno) anche se la mamma si dimostra desiderosa di allattare.

Noi crediamo fortemente che i genitori dovrebbero, invece, essere aiutati a mettere in pratica le raccomandazioni dell’OMS (che ricordiamolo valgono per TUTTE le donne e non solo per quelle dei
paesi poveri), vale a dire:
a)      allattamento esclusivo al seno per I primi sei mesi;
b)      introduzione graduale di cibi solidi e semisolidi;
c)      proseguimento dell’allattamento almeno fino al secondo anno di vita e oltre se la mamma e il bambino lo desiderano.
Nonostante ciò, la maggior parte dei pediatri ancora invita a sospendere l’allattamento al seno dopo pochi mesi o al massimo un anno.
E addirittura in molti consigliano di iniziare lo svezzamento verso i 4-5 mesi quando invece le raccomandazioni OMS -sopra citate- dicono di allattare ESCLUSIVAMENTE al seno fino a sei mesi, in quanto supportate da studi scientifici che dimostrano che fino a quell’età lo stomaco del neonato non è pronto a ricevere altri cibi che non siano latte materno. Un divezzamento precoce espone il neonato a rischi di allergie future che poi peseranno sul suo stato di salute a lungo termine.

Per questi motivi (appena accennati, non vogliamo sostituirci ad esperti ma solo offrire la nostra esperienza concreta), riteniamo di dover sottolineare che l’allattamento al seno non è "solo" una
questione di scelta personale a breve termine, ma di salute pubblica a lungo termine. E’ stato dimostrato, infatti, che I bambini allattati al seno hanno meno probabilità di sviluppare una serie di
problemi sia nell’infanzia che nell’età adulta, come disturbi dell’alimentazione e del peso, diabete, malattie cardiovascolari, allergie, ecc ecc. con conseguenti minori oneri sulla sanità pubblica.
A questi problemi si potrebbe ovviare, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: con corsi di aggiornamenti obbligatori per operatori sanitari; con corsi pre-parto per gestanti in cui vengano fornite informazioni esatte; promuovendo la nascita e/o il funzionamento di attività che sostengano le madri durante l’allattamento (come la, ormai conosciuta, Leche League: http://www.lalecheleague.org/ ) e che offrano un sostegno alla genitorialità

-      Riteniamo opportuno, inoltre, denunciarVi –uno tra tanti altri esempi possibili ma decisamente grave per la fonte dal quale proviene- un opuscolo che la Regione Lombardia sta diffondendo
attraverso il suo sito internet gia da qualche giorno :
(http://www.sanita.regione.lombardia.it/edusalute/hph/osp_intercultura
le/neonato/neonato.htm)-, in cui vengono date informazioni "completamente" errate sull’allattamento (che – probabilmente- si rifanno ai canoni dell’allattamento artificiale,
completamente diverso) e che (caso strano!!) pubblicizza il logo della DICOFARM, ditta che produce alimenti per l’infanzia, tra cui il latte artificiale (http://www.dicofarm.com/default2.asp). Per
precisione: il logo Dicofarm, dopo segnalazioni provenienti da più parti, è stato rimosso.

-      Un’altra "chicca" dell’ultimo momento, è il volantino di suggerimenti Plasmon che viene pubblicizzato e distribuito ora in tutte le nostre farmacie. Anche in questo vengono fornite informazioni errate (tra cui ad esempio: allattamento fino a 4 mesi e poi introduzione di cibi solidi – somministrazione di tisane in caso di diarrea o per favorire il sonno –per accattivarsi il favore di
poveri genitori stanchi e poco informati che ad esempio non sanno quanto siano importanti e fisiologiche le sveglie e l’allattamento notturno per la crescita del neonato-, consigli –ormai largamente superati perché dannosi- sul non cullare, allattare, consolare i nostri figli in caso di pianti notturni). Sicuramente la Plasmon, così come la Dicofarm, hanno un grande interesse alla divulgazione di simili consigli ma gli stessi, non troverebbero un terreno così fertile, se le famiglie fossero preventivamente e giustamente informate e tutelate.

Un’altra problematica -collegata alla precedente- che vorremmo porre alla Vostra attenzione è la legge sulla tutela della maternità. Posto che, comunque, l’Italia è tra i paesi che la tutelano maggiormente, crediamo si potrebbe fare qualcosa in più, dato che i 3 mesi successivi al parto – di astensione retribuita dal lavoro, previsti dalla legge- (che diventano 4 solo se la donna ha potuto
lavorare un mese in più prima del parto, cosa per altro spesso impossibile per motivi di salute) sono davvero pochi, specie e soprattutto se considerati in relazione all’allattamento. A 3 mesi il
neonato è talmente piccolo e bisognoso di cure e poppa così frequentemente che spesso le madri sono scoraggiate nel proseguire l’allattamento al seno; questo comporterebbe, infatti, allattare e
tirarsi il latte con un ritmo piu intenso che non come intorno ai 6 mesi, quando verranno introdotti i primi cibi. Certo esiste l’astensione facoltativa di 180 gg ma spe sso questa opportunità, oltre che essere penalizzante dal punto di vista economico (non tutti possono permettersi di percepire solo il 30% dello stipendio) nel settore privato viene di fatto "osteggiata", mettendo la madre in
condizioni di dover per forza tornare al lavoro.
Inoltre potrebbero essere incrementate ed incoraggiate azioni positive caratterizzate da estrema flessibilità, quali il Telelavoro, come valido supporto ai genitori in occasione dell’evento
maternità/paternità.
Naturalmente questo  discorso è sempre inquadrato nell’ambito delle raccomandazioni OMS sull’allattamento (esclusivo fino al sesto mese e poi gradualmente integrato con alimenti solidi e semisolidi).

Alla luce di quanto esposto, seppur in modo sommario, riteniamo che la scelta di allattare e di essere presenti per i nostri figli – sull’onda dell’evoluzione delle teorie scientifiche moderne, nonché nel rispetto concreto della "tutela della maternità" sancito nella nostra Carta Costituzionale- siano da ritenere dei diritti e come tali, meritevoli di una maggiore e urgente tutela.

Confidiamo –pertanto- nella Vostra disponibilità a prendere in considerazione quanto da noi scritto,  in quanto specchio di una situazione molto diffusa, oltre che di vitale importanza per la
salute psico/fisica dei nostri figli.

Cordiali saluti.