L’”atopia” è una definizione con cui abbiamo imparato a fare i conti fin dai primissimi mesi di vita della “nana”. Ancora prima di capire meglio, dal punto di vista scientifico, di cosa si trattasse, ho imparato a conoscerne i segni e gli effetti su tutta la famiglia. Per noi, atopia ha significato soprattutto dermatite. Ma non è detto che sia così per tutti. Più che di una patologia, infatti, si tratta di una condizione genetica che porta ad una serie di conseguenze, a volte manifeste, a volte no.
Sono ancora poche le certezze mediche riguardo a questa situazione, che riguarda una percentuale sempre maggiore di bambini (e di adulti, visto che si tratta di una condizione permanente), ma quello che si è riusciti a scoprire ha demolito alcune delle precedenti convinzioni, (un po’ la storiella dell’uovo e della gallina) per esempio, il caposaldo che la condizione di atopia fosse legata alla risposta immunologica di tipo allergico e che, quindi, il trattamento di un bambino atopico dovesse seguire gli stessi standard del trattamento di un’allergia.
Il New York Times ha pubblicato in questi giorni un interessantissimo articolo riguardante gli ultimi avanzamenti nella ricerca sull’eczema cronico e l’atopia.
La cosa più interessante in assoluto è la conferma del possibile rovesciamento della relazione causa-effetto che fino ad oggi aveva prevalso.
Se l’opinione corrente era che la dermatite fosse una conseguenza di una condizione di tipo allergico oggi sembra vero il contrario: ossia che la dermatite atopica sia causata da variazioni nella sequenza genetica che codifica per una importante proteina della pelle, che permette di mantenere una corretta idratazione e consente quindi di creare una barriera praticamente impermeabile alla penetrazione di agenti esterni di ogni tipo.
La pelle atopica sarebbe priva o carente di questa proteina e quindi tendente alla disidratazione. Conseguenza della disidratazione è la soluzione di continuità della barriera epidermica e quindi l’ingresso facilitato di agenti irritanti, allergeni, inquinanti ecc.. nell’organismo. Da qui, la risposta immunitaria e gli eventi di tipo asmatico, le riniti allergiche e tutti i vari problemi che chi soffre di atopia conosce bene.
Ovviamente, il cambiamento radicale di prospettiva potrebbe portare in futuro ad importanti novità dal punto di vista terapeutico. Per il momento, però, non c’è granché da fare. Chi ha un bambino affetto da dermatite atopica può tranquillamente risparmiarsi inutili prove antiallergiche o deprimenti privazioni alimentari in nome di supposte intolleranze, e deve rassegnarsi ad una vita di spalmalacrema-rimettilacrema, perché l’unico modo per limitare i danni è quello di mantenere l’idratazione della pelle e calmare il prurito.
Nelle zone più irritate si ricorre ad antinfiammatori locali e, solo nelle situazioni più resistenti, agli antistaminici, più che altro per aiutare i piccoli affetti a dormire tranquilli e a non grattarsi.
Ecco la traduzione della sinossi dell’articolo:
“La teoria prevalente che l’eczema cronico sia soprattutto una malattia allergica è stata messa di recente in discussione.
Studi genetici suggeriscono che la causa iniziale per almeno la metà dei casi di eczema studiati dai medici sia una barriera epidermica difettosa o mancante.
I farmaci locali che riducono l’infiammazione sono ancora il principale trattamento delle affezioni cutanee, ma le scoperte genetiche mettono in evidenza l’importanza di mantenere la barriera epidermica intatta attraverso l’uso frequente di idratanti”.
Infine, uno dei possibili sviluppi di questa strada di ricerca potrebbe essere quella destinata alla prevenzione degli effetti più pesanti dell’atopia: ossia, mantenere una costante idratazione della pelle nei primissimi giorni di vita dei neonati potrebbe essere un modo per prevenire future situazioni di allergia e addirittura di asma.
Intanto, spero che qualcuno riesca a progettare la “crema delle creme” quella che potrà salvarci da estenuanti sedute di “gratta-gratta” serali e da nottate di spalmamenti di costosissime misture che oggi funzionano e domani chissà…
March 11th, 2009 at 8:06 pm
ciao io sono alessio e fin da bambino ho sofferto di eczema…..sono stato ricoverato all ospedale san lazzaro di torino…reparto dermatologico e poi fino ai 19 anni sono stato ripulito eccetto qualche sfogo sulle giunture e sui polsi che pero dopo qualche giorno andavano via ora da due anni a questa parte la cosa e peggiorata in molte parti del corpo ho sempre il rossore le creme nnn mi aiutano…………..non rieso a limitarla….aiutoooooooooooooo grazie
March 3rd, 2009 at 1:11 pm
anche la mia nipotina soffre da tempo di dermatite atopica, e le diete suggerite dal pediatra hanno sempre sortito un effetto provvisorio.
alla fine era sempre necessario ricorrere a farmaci cortisonici (che non mi fa piacere utilizzare a lungo…).
adesso utilizziamo una linea di prodotti contenenti la ceramide3, il pediatra ci ha spiegato che sono una componente importante della nostra pelle, e chi soffre di dermatite ne è carente. in commercio se ne trovano alcune ma sono abbastanze care, adesso utilizziamo quelle della envicon, vendono solo su internet, ma ad un prezzo parecchio conveniente, e per chi come soffre di dermatite atopica deve usare parecchia crema non è poco…un saluto a tutte…
November 5th, 2008 at 2:30 pm
io non ho commenti ma sono preoccupata per mio nipote che ha solo 5 mesi ed ha la dermatite atopica ho letto che non cè cura e che dovra conviverci per sempre (salvo scoperta di un nuovo farmaco) cosa cè di nuovo nella ricerca? magari risposta
June 13th, 2008 at 10:44 am
Ho 25 anni e ho la demartite atopica da quando avevo un anno. Sicuramente adesso sto molto meglio rispetto a quando ero piccola, e la dermatite mi è rimasta giusto in zone critiche come gli interni delle braccia e in rari casi dietro le ginocchia, su tutto il resto del corpo non ho nulla. Anche sul viso non ho segni, solo in momenti di crisi mi si riacutizza la dermatite sulle palpebre. L’unico segno che mi ha lasciato la dermatite è l’eccessiva secchezza della pelle che credo non si possa combattere. Ho provato tantissime creme (soprattutto per il viso) ma adesso credo di aver trovato quelle adatte me: per il viso uso “crema viso Erbolario per pelli delicate e arrossate alla camomilla, rusco e liquirizia” mentre per il corpo uso “crema corpo Avène Trixera”. Quando mi gratto eccessivamente invece uso la crema (farmaco) “Gentalinbeta” e in caso di crisi acute “Flubason” che però è cortisonica. Tutte queste non hanno un costo elevatissimo.
Ho rifatto i test per l’allergia anche ultimamente ma, come da piccola, non sono allergica a niente, giusto un pochino alla polvere che ovviamente non aiuta la dermatite.
Non vi parlo da mamma, ma da ragazza che ha sempre sofferto di dermatite e che sa cosa vuol dire averla. Il prurito purtroppo non si può togliere e l’unico modo per farlo andar via è grattarsi. Ora che sono grande ovviamente riesco a controllarmi grattandomi moderatamente ma anch’io da piccola mi massacravo e mi svegliavo in lenzuola sporche di sangue. Mi fasciavanoaddirittura le braccia per non farmi grattare (il dermatologo stesso me le fasciava), ma a parte un grande nervoso non ho ottenuto altri risultati, appena tolte le bende mi grattavo ancora.
Un saluto a tutte!
May 6th, 2008 at 8:44 am
ciao annalisa, mi sembra che la tua situazione sia proprio tipica. la reazione di tipo allergico non è data da una specifica sostanza, ma dall’alta concentrazione di tanti tipi diversi di sostanze che possono dare reazioni in questo periodo dell’anno.
per quanto riguarda i prodotti non è detto che bisogna per forza spendere tanto. prova a comprare due o tre creme emollienti di ottima qualità e soprattutto senza profumi. può essere un investimento iniziale, ma alternandole, per esempio una per settimana, otterrai risultati migliori e ti dureranno comunque un sacco di tempo.
May 5th, 2008 at 12:23 pm
Anche la mia seconda è atopica ma non allergica, abbiamo fatto le prove (secondo ciò che aveva detto la pediatra) ben sapendo che non era detto che fosse allergica…il fatto è che per molti mesi è stata bene e ora, subito dopo le prove, è tutta piena…sarà la primavera? Comunque è un bel problema…certo ce ne sono di più gravi però la fregatura è che è costoso. Conoscete buoni prodotti economici? Ciao!
May 1st, 2008 at 4:07 pm
ciao simo, può darsi che in questo caso siano presenti varie componenti tra cui quella dell’intolleranza al lattosio, piuttosto frequente nella popolazione in generale. nel caso di un atopico questo si manifesta ovviamente sulla pelle… doppia sfiga, direi, per essere un po’ chic
May 1st, 2008 at 10:39 am
cara crì, conosci bene il mio problema con niccolò per via della dermatite atopica, che perdura ancora……la solita macchietta sulla guancia in un andirivieni di alti e bassi….l’articolo è molto interessante…ed è quello che in bona sostanza sostiene il mio pediatra sudafricano….
A Roma invece una grande esperta di dermatite atopica è la dott.ssa Galli, che lavora all’ospedale San Pietro…beh lei all’inizio mi ha messo a dieta (la solita eliminazione del latte vaccino)….sostenendo anche un pò della teoria allergica..ma chi ha ragione?
io fino adesso ho visto solo un fatto importante…nick ha iniziato con le pappe: se gli metto il formaggino nel brodo vegetale e pastina, la mattina al risveglio trovo tutto il cuscinetto sporco di sangue per quanto si è grattato…e la guancia peggiorata…