Mi piace parlare di queste donne. Donne eccezionali, fuori dal comune, capaci di perseguire una propria idea fino a realizzare qualcosa di grande. Edwina Froehlich, la donna della foto qui a fianco, è morta qualche giorno fa a 93 anni lasciando dietro di sé un’eredità enorme: la Leche League.  Attivista in associazioni di matrice cattolica, intorno ai 30 anni Edwina diventa madre. Siamo negli anni 50, negli Stati Uniti. Boom di ospedalizzazione e prima grande ondata di latte artificiale. Edwina decide di partorire a casa e di allattare a oltranza. E un po’ alla volta si rende conto della necessità di aiutare anche le altre donne della sua epoca a non perdere queste fondamentali capacità. “Non avevamo alcuna informazione” racconta Mrs. Tompson, un altro membro del gruppo originale delle sette fondatrici della Leche League. “Non c’erano libri sull’argomento, e le donne non parlavano di queste cose. Solo il 18 percento delle donne americane in quegli anni lasciavano l’ospedale allattando i propri figli”. Non è difficile rendersi conto di quanto quel gruppetto di sette pioniere sia riuscito ad allargarsi e a diffondersi, basta guardare qual è l’importanza e il peso della Leche League nel nostro tempo.  Per quanto riguarda Edwina, il suo spirito pionieristico e intraprendente sembra spingersi oltre la morte. Ha infatti donato il suo corpo alla ricerca scientifica dell’Università dell’Illinois.