Il primo ad accorgersene è stato, ovviamente, il New York Times.
Poi sono arrivati anche i nostri giornalisti.
Si parla di Ecomamme e, come dire, mi sento un po’ chiamata in causa, anche perché sembra che si sia aperta una sorta di “caccia” alla super-ecomamma, quella da portare in giro in televisione, da intervistare sui giornali, da mostrare a tutti.
Che l’ecologia sia anche una moda è un fatto assodato. Non conosco un solo “movimento” o, meglio, scuola di pensiero che non diventi in qualche modo una moda, un fenomeno. Non che la cosa mi piaccia particolarmente, ma è così che funziona la nostra società e, se essere di moda porta un numero maggiore di persone a riflettere sulle piccole azioni quotidiane che possono rendere questo mondo un posto più pulito e vivibile, ben venga anche la moda. New York, capitale del cool, ha fatto delle EcoMoms un fenomeno mica da poco, con il suo annesso e connesso giro di affari, ovviamente.
In Italia, quando si parla di Ecomamme ancora non si è ben capito che cosa si sta dicendo.
Credo che sia doveroso fare qualche puntualizzazione.
A parte il nomignolo, che può essere anche carino e accattivante, una non è che una mattina si sveglia e diventa ecomamma! Semplicemente diventa mamma (e spesso accanto ha anche un papà) e applica le idee che fino a quel momento aveva considerato importanti anche al fatto di essere diventati genitori. Che significa?
Secondo l’idea comune, significa essere un po’ folli, un po’ estremisti, nella migliore delle ipotesi, un po’ idioti, terribilmente arretrati e parecchio emarginati nelle peggiori opinioni.
Quando iniziavo a parlare di queste idee circa quattro anni fa (maronna santa!), le persone che mi circondavano mi guardavano in modo strano. Pannolini lavabili? Ma perché lavorare il doppio quando si possono usare e buttare! Un lungo pezzo di stoffa dal costo di 20 euro al posto di un costosissimo passeggino? Ma perché stare scomodi e spezzarsi la schiena, mamma e bambino! Niente omogeneizzati e liofilizzati? Sono tanto comodi e buoni… e via di questo passo.
Secondo chi mi circondava, se avessi applicato alla lettera le mie insane idee riguardo alla possibilità di conciliare una visione un po’ ambientalista (non molto, credetemi, si potrebbe fare ben di più) e la voglia di allevare la mia bambina in modo più istintivo e naturale possibile, mi sarei condannata ad una vita assolutamente allucinante, reclusa, tra lavatrici di pannolini e pappette fatte in casa. Addio a una vita sociale, impossibile pensare a un’attività fuori casa. Insomma, prospettive catastrofiche.
Non che non fossi un po’ preoccupata anch’io. Invece…
La lavatrice è una grande trovata della tecnologia moderna, e una volta che l’hai riempita di pannolini lavabili fa tutto da sola e puoi tranquillamente andare a passeggio. Idem, per i frullatori che, le cose che cucini per gli adulti, fatte leggerine e senza tanti condimenti, te le riduce in pappette che vanno benissimo per bambini svezzati al momento opportuno e non a tre mesi e mezzo e che puoi sbattere in barattolini e portarti in giro senza problemi. Se poi allatti ancora per un bel po’, hai risolto buona parte dei problemi. Portarsi un bambino addosso, ti permette di salire su un autobus senza dover mobilitare la forza pubblica, di portare le buste della spesa, di avere le mani libere, di sentire se il pupo ha caldo o freddo, di salvaguardare la tua spina dorsale perché la postura è molto più corretta che portare semplicemente il pupo in braccio e mettere le buste della spesa nel passeggino come fanno tutti. Un po’ alla volta i commenti intorno a me sono cambiati. Anche gli sguardi delle persone che mi vedevano in giro con la bambina fasciata addosso dentro stoffe multicolori, magari abbinate ai miei vestiti, sono diventati da scettici a interessati e addirittura si è cominciata a vedere qualche altra neomamma con amachine e portabebé di vari tipi.
Mi sono iscritta a medicina. Frequento l’università, studio, faccio esami. E’ vero, non ho il televisore, lo detesto e mi infastidisce quando lo trovo acceso in un’altra casa. Ma questo non mi impedisce di vedere tutto quello che mi interessa quando mi interessa (e senza pubblicità), e lo stesso vale per mia figlia che, a tre anni, va all’asilo e condivide con gli altri bambini cartoni animati e canzoni, ma che non si impunta in mezzo alla strada per farsi comprare l’ultimo winx-prodotto con cui vengono infarciti i programmi per bambini in tv.
Uso il computer, il cellulare (con moderazione e mai all’orecchio di mia figlia), il telefono skype, l’adsl, la lavatrice… insomma sono una donna “moderna”, non una specie di quaqquera che rifiuta di mettere i bottoni sui vestiti perché “tecnologia diabolica”. E ho conosciuto tante altre ecomamme, alcune moooolto più “eco” di me. Tutte donne che lavorano, che vivono nel loro tempo, che non sono votate al sacrificio, che vivono la loro maternità con una certa serenità e allegria, che fanno scelte a volte anticonformiste ma senza estremismi, senza voler imporre niente a nessuno se non la loro semplice esistenza, il fatto che si può fare e che è meno difficile di quello che sembra.
Forse non sono Ecomamme buone da Costanzo show o da Invasioni Barbariche o da D di Repubblica, non lo so. Ma queste siamo… e sono contenta che siamo tante.
March 2nd, 2009 at 9:23 am
Sono sempre interessata ai testi sul consumo critico e mi piace molto il sito de “il bambino naturale” che ti permette di leggere in anticipo parti dei libri che presentano.
))
Soprattutto sono daccordo sul fatto che ci sono mille cose che cercano di venderti come necessarie per la cura di tuo figlio che non servono affatto!!!! Un esempio sono tutti i gadgets pe lo svezzamento…ammettiamolo che i piatti piattini e forchette colorate piacciono a noi genitori!
Oramai con il Bebone sono diventata esperta di superfluo e utile
March 1st, 2009 at 10:30 am
Ciao
vorrei segnalarvi questo libro, che affronta molte delle tematiche di cui si sta discutendo in questo spazio!
Si chiama Bebè a costo zero, non so se lo conoscete.
Questa la presentazione
Pannolini, omogeneizzati, latte artificiale…
ma quanto costa avere un bebé oggi?
A guardare la quantità di accessori e gadget per l’infanzia, che la pubblicità definisce indispensabili, la gravidanza e l’accoglienza del neonato incidono pesantemente sul bilancio familiare…
Secondo l’autrice di “Bebé a costo zero”, giornalista e mamma di tre bimbi, i veri bisogni di un bambino non trovano soddisfazione nei negozi per l’infanzia e possono essere accolti a… costo zero!
E questo, rispettando l’ambiente, le risorse, il Pianeta in cui questi bimbi dovranno diventare adulti.
Provocatorio sin dal titolo, la Guida al consumo critico per futuri e neogenitori edita da Il leone verde, si avvale della consulenza di medici ed ostetriche ed è arricchita dalla testimonianza di vita vissuta di decine di genitori.
Una lettura che può fornire spunti interessanti ai futuri genitori (in merito a tutti gli aspetti della cura del bambino, dall’alimentazione, al gioco, alla passeggiata, al’igiene) per fare scelte consapevoli, vantaggiose ed ecocompatibili.
Questo il link della presentazione di “Bebé a costo zero”
http://www.bambinonaturale.it/scheda.asp?idv=1430
Dianora
October 22nd, 2008 at 8:41 pm
beh,”talebana” era una citazione della ecomamma che tale si definiva rispetto all’allattamento!:-)
io,semplicemente,non ho vaccinato mio figlio perche’,dopo varie ricerche in rete e diversi colloqui con pediatri che usano l’omeopatia (ma anche una di formazione classicissima),sono arrivata alla conclusione che i vaccini sono piu’ rischiosi che il non farli.consapevole che sono stati una tappa fondamentale e che hanno salvato le vite di molti non credo che oggi siano necessari,anzi.un grande peso per me ha avuto il pensiero dei guadagni delle case farmaceutiche che mi ha reso ancora piu’ sospettosa.e poi il pensiero che cosi’ non lasciavo che l’organismo del bambino si stabilizzasse da solo,diventasse forte.
mi prendo il rischio di dover affrontare e curare un eventale tetano etc.,lo so,e davvero non e’ stata una decisione presa alla leggera ma credo di aver fatto bene e lo rifaro’ con il secondo.
October 21st, 2008 at 1:32 pm
Sarebbe davvero interessante un post sui vaccini, scritto da qualcuno con le competenze ma anche in modo obiettivo. A posteriori forse non avrei fatto fare al Bebone tutti i vaccini consigliati. Quando mi sono posta il rpoblema ed ho cercato info ho trovato solo vaghi tentativi di spiegazioni dall’aria molto “new age” (chiassa se mi son spiegata). Per esempio perche` anna sei una talebana della non vaccinazione?
October 20th, 2008 at 10:07 pm
Ciao Ecomamma.
Hai visto che alla fine ci sono andate le Ecomamme da Invasioni Barbariche? Spero tu non ti sia persa la puntata
(trovi qui il mio parere e il link al video http://www.patatoni.com/la-pappa/ecomamme-dalla-bignardi/) (spero non ti dispiaccia che metto un link, fammi sapere). Grazie
August 2nd, 2008 at 11:47 am
Sono una eco-mamma “in fieri”. La mia Rebecca è nata il 6 aprile e la preparazione all’evento mi ha portata a documentarmi su tutto o quasi.
Usiamo la fascia, o per meglio dire le fasce visto che mi sono specializzata e le faccio sia lunghe che con gli anelli che le “pouch” anche per le amiche. Metto in guardia però dal fanatismo nell’uso di questo mezzo: l’esperienza di molte amiche è positiva ma con un punto molto negativo, ossia la difficoltà poi a usare in caso di necessità carrozzine e passeggini. Non dimentichiamo che può succedere di dover lasciare i pupi a nonni e parenti che non sono in grado o non possono usare la fascia. Inoltre difficilmente poi accettano di rimanere da soli sul seggiolino posteriore dell’auto. Quindi, sì all’uso, ma non esclusivo.
Ho usato sin dall’inizio solo eco-detergenti per l’igene della piccola e ora mi sto cimentando con gli eco-detersivi.
Il prossimo passo, dopo lo svezzamento bio e autarchico, saranno i pannolini lavabili.
Sono invece fautrice dei vaccini. Grazie Sabin & Co.!
June 28th, 2008 at 1:44 pm
bene bene,aspetto con ansia!
anna, talebana del non vaccinare.
June 27th, 2008 at 7:56 pm
ahah anna, il post sulle vaccinazioni… è dal primo giorno di questo blog che ci penso, ma ancora ho le idee poco chiare. adesso sto per dare microbiologia e tra virus e batteri ho imparato un sacco di cose che non sapevo sui vaccini. mi sa che fra un po’ sarò pronta per un post su questo argomento che mi ha fatto davvero dannare….
June 27th, 2008 at 2:58 pm
ecomammaaaa…..mi scrivi un post sulle vaccinazioni?eddai!
June 25th, 2008 at 12:18 pm
ops, scusate, il messaggio era di Simona, non di Serena
June 25th, 2008 at 12:17 pm
sono capitata oggi per la prima volta su questo blog e lo trovo molto interessante! ho cercato di diventare un po’ più eco-mamma con l’arrivo dei gemelli (2^ gravidanza), ovviamente non ho potuto usare la fascia, ma mi sono impegnata soprattutto con lo svezzamento o con l’utilizzo un po’ più consapevole di detersivi vari (cosa che sto portando avanti ancora oggi che i piccoli hanno 4 anni e il grande 6)
Una cosa però non condivido con il messaggio di Serena, cioè il rifiuto delle vaccinazioni, che invece secondo me sono una grade conquista.
Tornerò a trovarti!
June 21st, 2008 at 10:53 pm
Ecomamma anch’io!
Il mio bambino mi ha fatta diventare una ecomamma.
Prima di avere lui non avrei mai immaginato che un giorno avrei allattato al seno a richiesta e ad oltranza, usato pannolini lavabili, fascia, cercato e comprato solo alimenti ed indumenti biologici..
non avrei mai immaginato che dormire in tre nel lettone fosse così bello, così come non sapevo che sarei stata capace di ribellarmi ai medici che volevano che lo svezzassi a 4 mesi e che tentavano di convincermi a vaccinarlo.
Tanto è stato il mio entusiasmo che nel centro “il Melograno” che frequentavo, da semplice mamma, mi è stato proposto di condurre degli incontri per parlare di pannolini lavabili, fasce, cosmetici naturali, insomma, di bambini ecologici..
Certo, le mamme erano e sono poche, ma mi sono detta; anche se una sola mamma comprerà una fascia per portare stretto stretto a sé il suo bambino, potrò dirmi soddisfatta!
June 9th, 2008 at 8:23 am
Grazie x i consigli guarderó quel blog; il fatto é che nn sn brava a parlare e convincere la gente che spesso é cosí ottusa su quste cose (neanche fanno la raccolta differenziata figuratevi), e mi fa rabbia perché temo che i loro sbagli poi li pagheranno anche i ns figli (dal p. di vista ambientale).
June 7th, 2008 at 4:07 pm
condivido e sottoscrivo su tutta la linea. si tratta di trovare le soluzioni che meglio si adattano alle varie situazione. insomma, è sempre una questione di organizzazione, esattamente come per tutte le altre mamme (o no?). sulla fascia, ho una bellissima foto di mia suocera che per la prima volta “indossa” la nipote… estasiata! in braccio la prendeva comunque, malgrado il peso non più dolcissimo, quando ha scoperto che con la fascia la fatica era dimezzata il suo sguardo nei miei confronti quando giravo con la bimba addosso è cambiato… tentar non nuoce. a volte anche i nonni sono capaci di sorprenderci e di sorprendersi.
June 7th, 2008 at 1:47 pm
ci sono,ci sono.una ha anche un bel blog e mi permetto io di consigiarlo:momatwork.splinder.com.
fai 2 lavatrici in piu’ a settimana e non credere che produrre spazzatura non influenzi anche il consumo d’acqua.a fine maternita’ si rimane una ecomamma,il bambino andra’ dai nonni o all’asilo,altri impareranno l’uso dei pannolini di cotone o ripiegherai per qualche ora su quelli biologici.mica si sta parlando di alienate,eh!
io ho preso un passegino verso i due anni perche’ l’asilo era lontano,lui era pesante e a piedi non ce la faceva ancora,non mi sento meno “ecomamma” di prima.comunque la fascia,superata una diffidenza iniziale,e’ stata apprezzata anche dalla nona sessantenne,il peso si distribuisce molto bene.ciao!
June 6th, 2008 at 9:48 am
Scusate ma ci sn eco-mamme lavoratrici full-time? Come conciliate che a fine periodo di maternitá rientrate al lavoro?
Io lasceró il pupo ai nonni, non so se potró imporre pannolini lavabili (anche se forse mia madre li sa mettere meglio di me) o fasce x portarsi chili di bebé a 60 anni, io sn sempre stata pro-marsupio fiché lo reggi, ma poi un passeggino non servirá? Poi la carrozzina, i primi mesi fa anche da lettino… anziché comprare inutili culle…
E infine = nel mio paese ogni estate c’é carenza d’acqua, é vero che i pannolini lavabili producono meno spazzatura ma quante lavatrici fai in piu?
June 5th, 2008 at 9:53 am
Ciao
quando è nato Augusto mi sono fatta prestare la fascia da una mia amica che non la usava più.
Mia madre mi ha preso per matta.
Purtroppo il pupo non ne ha voluto sapere di starci dentro e così ho dovuto rinunciare e tornare al tradizionale passeggino.
May 23rd, 2008 at 9:55 am
eccomi all’appello…
le ecomamme sono scomode e antipatiche, perchè dimostrano che ci vuole solo poca buona volontà per cambiare.
Adoro essere scomoda!;-)
May 7th, 2008 at 11:59 am
Non passavo da tanto, non so nemmeno io perche’ ma quando passo poi rimango sempre piacevolmente colpita.
Diciamolo, su una buona volta, che le ecomamme e le econonancoramamme non sono delle befane noiose e arretrate ma anzi, spesso sono ben piu’ tecnologiche di chi dell’ecologia se ne fa un baffo ;o)
April 29th, 2008 at 9:35 am
Grazie tante! Gentilissima!!
Buona strada! Cimi
April 29th, 2008 at 8:20 am
per cimi:
le stoffe a tessitura diagonale si trovano già così, ma non è facilissimo reperirle. io ho trovato delle belle stoffe tessute a mano in diagonale in negozi di abbigliamento etnico, le vendevano come pareo o sciarpe. se non erano lunghe abbastanza facevo una doppia cucitura rinforzata al centro, direi molto sicura e assolutamente non fastidiosa, visto che la ripiegatura nasconde la cucitura all’interno. ho usato anche normalissime stoffe di cotone, con trama verticale e non ho notato grande differenza soprattutto dopo qualche lavaggio. sicuramente sono più economiche.
April 28th, 2008 at 9:39 pm
Ciao Ecomamma,
io sono in attesa del mio primo bimbo (V mese) e sono ormai convinta che userò fascia e pannolini lavabili (per entrambi ho trovato un carinissimo sito di mamme francesi che han pubblicato tutti i modelli e indicazioni passo passo x cucirseli in casa! http://larbreabebes.it.free.fr/p_schemariassuntivo.htm).
Mi chiedevo se la stoffa che hai utilizzato tu fosse con tessitura diagonale come ho letto essere raccomandata da medici ed esperti di fascie, o se hai usato semplice tessuto senza badare alla trama. Perchè, per farle con tessuto in diagonale, si spreca molto più tessuto o bisogna prevedere delle cuciture di giuntura e non so se sia il caso…
Che mi dici? Tu come ti sei regolata?
Grazie tante per la risposta e per il fatto che diffondi questi argomenti così poco trattati!! Ciao. Cimi
April 27th, 2008 at 3:08 pm
ciao, ho partorito amalia 8 mesi fa e per fortuna al corso preparto ci avevano parlato della fascia per portare i bambini, così mi sono incuriosita, sono andata a vedere in internet di cosa si trattava esattamente e l’ho comprata. l’ho pagata 59 euro, tanto, è vero, ma sono soldi spesi bene (e poi guardando i prezzi delle carrozzine è niente a confronto…per fortuna non l’ho comprata!). da quando è nata la mia bimba è la cosa che ho usato di più in assoluto! è versatile e si può usare praticamente in ogni posizione e dalla nascita! ora la sto usando tanto sulla schiena per avere più agio con le mani. mi sono risparmiata le coliche neonatali, ho avuto un ottimo avvio all’allattamento (avendo la bambina vicino potevo cogliere subito i segnali), appena tornata dall’ospedale sono subito uscita con la bimba, non ho avuto bisogno di ciuccio (a parte che sono convinta che nessun bimbo ne abbia bisogno!), amalia ha sempre dormito la notte (in parte nella culla e in parte vicino a me nel lettone) e tutto questo lo devo sicuramente alla fascia! e poi amalia è così felice di stare a contatto (come tutti i bambini!) e se è nervosa si calma subito nella fascia. ma quando ne parlo ad altre mamme mi prendono per invasata (ne ho trovata solo una che la pensa come me), per non parlare dei commenti delle persone quando vado in giro, del tipo “povera bimba con la testolina storta” (come se in pancia i bimbi stessero sdraiati dritti) oppure “guarda che la vizi, poi vuole stare sempre in braccio…” o ancora “diventerai gobba….”, e non mi credono quando dico che il peso è ben distribuito e quasi non si sente! mia mamma pediatra non la conosceva e quando mi ha vista ne è rimasta così entusiasta che la consiglia a tutti i suoi pazienti! insomma io ritengo che sia INDISPENSABILE per tutte le mamme e anche per i papà!
poi quando amalia ha compiuto 7 mesi, mi sono decisa e ho comprato i pannolini lavabili. ne avevo sentito parlare, ma mi sembrava una cosa troppo impegnativa. mi sono dovuta ricredere e mi spiace non averli presi prima: sono ecologici, economici (la spesa si ammortizza in pochi mesi) e risparmiano alla pelle dei nostri bimbi il contatto con i gel chimici e la plastica degli usa&getta, evitando così eventuali arrossamenti! li lava la lavatrice e si possono lavare insieme agli altri vestiti (per non fare mezze lavatrici) usando bicarbonato e aceto bianco come ammorbidente (garantisco che non lascia odore). insomma l’impatto ambientale è decisamente minore degli usa&getta!
ho sempre avuto un minimo di coscienza ecologica, ma da quando ho avuto amalia, mi sento davvero in dovere di garantire a lei e a tutti i bambini un mondo migliore e nel mio piccolo ci provo. se non lo conoscete già andate a vedere questo sito: http://biodetersivi.altervista.org/
contiene informazioni utili e sulla home page trovate CAMBIARE PANNOLINO Manuale di sopravvivenza per genitori ecologici o aspiranti tali. leggetelo!
sono contenta di condividere con altre mamme (e anche papà) le mie esperienze. grazie!
April 25th, 2008 at 3:37 am
@alfredo poveretto vada a spacciare del terrorismo sterile e infondato da qualche altra parte
IL PARTO A DOMICILIO E’ PRATICA SICURA E INDICATA ANCHE DALL’O.M.S. QUALE MODALITà IDEALE A GARANTIRE UNA DINAMICA VIRTUOSA DELLA NASCITA tanto per la madre che per il figlio. nel senso che in un ambiente che alla madre assicura tranquillità e rispetto, sotto l’occhio costante e vigile di due ostetriche dedicate ( e in ospedale la continuità dell’assistenza non avviene MAI), il travaglio non viene messo a repentaglio da controlli o operazioni con effetti iatrogeni dettate dalla routine di reparto ospedaliera.
tra l’altro il parto in casa in regioni italiane illuminate è previsto dal SSN e addirittura rimborsato. solo che nessuno lo dice e lo diffonde! sarà che faccia comodo ai cari ginecologi e primari (magari di nome alfredo?)
April 18th, 2008 at 7:03 am
Se alla signora che preferisce partorire in casa fosse capitato un qualche poblema medico a rendere necessario una galoppata in ospedale, forse sarebbe meno portata a dare suggerimenti balordi. Non si scherza con la pelle di un neonato per ridicole questioni ideologiche.
April 8th, 2008 at 11:00 pm
Eh gia’… anche a me ne hanno dette tante quando 5 anni fa ad Amsterdam partorivo il mio primo figlio a casa e compravo pannolini lavabili nei negozi… eh gia’, perche’ li sono comuni e si trovano in tutti i negozi
Poi ho osato partorire a casa anche il secondo in Italia… e questo e’ stato un po’ troppo per alcuni! Mah… alcune persone non trovano niente di meglio da fare che criticare fortemente chi agisce diversamente. Io sono molto felice delle mie scelte e molto serena, come dici tu… non mi aspetto certo che tutte facciano lo stesso e comunque non le critico per questo!
Ti ringrazio di avere descritto cosi’ bene tutto questo, tutte quelle sensazioni e tutti quei sentimenti che io come te ho provato… si, siamo tante!
Federica
April 8th, 2008 at 7:28 pm
@hua: quindi anche dietro la Brita c’è l’imbroglio!e te pareva!!! Se ripassi di qui puoi lasciare qualche link sull’argomento? Grazie…
@Valentina: hai tutta la mia solidarietà….anche io sono vegetariana e da anni mi sento domandare “Ma come? non mangi nemmeno il prosciutto?” “No, perchè secondo te il prosciutto cos’è?”
Un saluto ad ecomamma! Ciaoooooooooooo
April 8th, 2008 at 2:44 pm
Per trovare la soluzione occorre chiedersi perché, porsi delle domande, e solo se l’ipotesi è idonea la domanda sarà coerente. Alla fine, diventare ecopapà sarà naturale …
April 8th, 2008 at 12:31 pm
SCUSA SE APPROFITTO E SCUSA SE HO GIA’ SCRITTO QUESTO COMMENTO MA CON UN SEMPLICE COPIA INCOLLA SI PUO’ REGALARE UNA SPERANZA!… c’è un’amica blogger che ha bisogno di una mano VERA, è una persona eccezionale che molti di voi conoscono perchè leggono il suo blog. http://innamoratacruda.blog.kataweb.it/innamoratacruda/2008/04/05/a-voi/ Sta attraversando un periodo colmo di gravi difficoltà e ha bisogno urgentemente di trovare un lavoro. PER LEI E PER LA SUA BAMBINA Lei si è finora attivata da sola, ma non basta.
Spero di far arrivare questa bottiglia virtuale all’altro capo del mondo!!
Quello che segue, è la descrizione che lei fa di se stessa e di cio di cui ha bisogno:
16 anni di esperienza in uffici commerciale estero e come Segretaria di Alta Direzione, con mansioni che vanno dalla gestione totale delle pratiche Import ed Export alla gestione operativa della documentazione relativa all’ufficio commerciale interno; dai viaggi in Cina, USA, Europa, Asia presso fornitori per trattative ed acquisti, o in ogni parte del mondo per visitare clienti; dall’organizzazione alla partecipazione effettiva alle fiere internazionali.
Cerco un lavoro simile, se possibile, ma anche semplicemente come Segretaria di Direzione o quant’altro.
L’unica condizione imprescindibile è che sia a Bologna o provincia e che sia a tempo indeterminato.
Sono disponibile a trasferte e turni di qualsiasi genere.
Vi lascio il mio indirizzo e-mail: innamoratacruda@hotmail.it
Non so che altro dire,
Ancora grazie per quanto riuscirete a fare e baci!
Ecco qua. Chi altro è disponibile a dedicare un post sul suo blog alla nostra amica?!!! Fatevi sotto e vediamo se è vero che l’unione fa la forza.
April 8th, 2008 at 11:47 am
http://angien.blog.kataweb.it/
mah?
April 8th, 2008 at 11:07 am
Io non sono una mamma, e neppure sono sicura che lo sarò, ma la penso come te. penso che ai miei eventuali figli non darei mai pappe industriali, che i pannolini lavabili siano una mano santa anche per il portafoglio, ho sempre sognato di portarmi in giro i figli con un fazzolettone, a contatto col mio corpo… Il mio uomo e io siamo vegetariani, usiamo solo lampadine a risparmio energetico, e anche a noi, qualche volta ci guardano storto, come il contadino che, saputi i nostri usi alimentari, ci ha detto: non potete venire ad abitare qui e non mangiare carne! (questo paese è rinomato per la carne). Non sei sola, coraggio!
Diffondiamo il “verbo”….
April 8th, 2008 at 10:12 am
Lo trovo un punto di vista molto equilibrato. E mi piacerebbe essere come te, quando mi deciderò.
Perchè gli ecologisti a oltranza mi fanno sempre un po’ paura, sempre ho il sospetto che nascondano uno schiavo in casa che lava a mano, col sapone di marsiglia, al posto loro.
April 7th, 2008 at 9:20 pm
Probabilmente vi risulterà particolare capire la storia di una mia carissima amica che ha avuto tre figli. Tutti nati in casa poiché si è rifiutata di partorire in un anonimo ospedale. Non era una questione di soldi o di figheria, pittuosto una questione – la sua – di amore per una sorta di tradizione “contadina” ereditata da una sua nonna “suditaliana”.
Di ogni nato, Lei si è mangiata la placenta, proprio come fanno i normalissimi animali in natura. Potrete immaginare – e immagino io – la forza che una placenta porta in sé: capace di portare avanti la crescita di un corpo per ben sette, otto mesi.
Non solo, ha allattato i figli fino a “tarda” età: 3 anni.
Per lei, il latte della donna è stato insostituibile per tutto quel periodo.
Siamo andate insieme a vedere il film L’ALBERO DI ANTONIA. Era felice come mai. Io, che sono “Zingle”, ho semplicemente osservato il tutto, e ve lo riporto tale e quale.
B,
April 7th, 2008 at 9:13 pm
@d andrea: io infatti ho usato il plurale!
April 7th, 2008 at 4:42 pm
Perchè i papà non possono essere eco…?
Eco genitori!
April 7th, 2008 at 4:39 pm
@ merimeri: anch’io ero entusiasta della caraffona, finché un articolo su altroconsumo non mi ha fatto riflettere un po’ (dopo mezzo annetto).
tieni presente che il risultato della filtrazione è pur sempre un alimento, e come tale va trattato (conservare SEMPRE in frigo e consumare a brevissimo).
ora, acqua di rubinetto e basta.
April 7th, 2008 at 3:47 pm
Sembrerà strano a chi non li ha provati, ma i pannolini ueg non essendo traspiranti finiscono per puzzare più di quelli lavabili, tanto da esserci risultati fastidiosi quando li usavamo in vacanza.
Mio marito era scettico all’inizio, quando pensava fosse un sovraccarico di lavoro, ma con un minimo di organizzazione ed una buona collaborazione familiare siamo convinti di aver fatto un’ottima scelta.
April 7th, 2008 at 12:45 pm
@giorgiorgio: anche il papà della mia bimba era così, della serie gli veniva da vomitare ad ogni cambio ;-P. adesso che la bimba ha un’adorazione spropositata per lui e che gli chiede di accompagnarla a fare pipì e il resto in bagno, devo dire che a volte riesce a svicolare ma per la maggior parte delle volte, incassa e la accompagna, senza lamentarsi più di tanto delle conseguenze per il suo naso!!! ;-PPP
April 7th, 2008 at 9:52 am
Scelta coraggiosa e che ti fa onore!!
Per le pappette e le fasciature non dev’essere una tragedia, poi l’allattamento al seno è la cosa migliore… ma…per i pannolini?!?! mmm…vabbè che la pupù dei propri figli profuma perché è come quella degli angeli, ma io ci perderei 2 anni di vita ad ogni cambio, ne son sicuro!! ^______^
April 6th, 2008 at 8:18 pm
@Luciana: lo so che è una svista ma i pannolini di stoffa è importante che NON vengano stirati. Lo dico perchè se qualcuno volesse avvicinarsi a questi prodotti è meglio che lo sappia, non vanno stirati, basta lavarli a 40 gradi, le macchie di pupù vanno via se stesi al sole e se proprio proprio ci sono i veli biodegradabili raccoglifeci.
E ancora: senza mai porre la cosa come una sfida e tanto meno come una coercizione, i bimbi possono avvicinarsi al vasino quando iniziano a dare dei segnali di indipendenza, non occorre attendere i due anni e mezzo/tre. ciao elena
April 6th, 2008 at 8:03 pm
Grazie ecomamma…
in effetti è un pò quello che faccio già: compro in posti differenti in base a quello che mi serve; quello del gruppo d’acquisto è un’ottima soluzione solo che da quando mi sono trasferita a Parigi non saprei a chi rivolgermi. Però un pò mi dispiace che sulla questione BIO e equo-solidale si speculi un pò troppo perchè in teoria trovo che sia un ottimo modo per dare il giusto valore economico a ciò che si consuma e quindi aumentare la coscienza sugli sprechi; in pratica, però, sembra che anche in questo campo l’unico vero intento sia “fare soldi”. E va beh….come dici tu…ci arrangeremo!
Buona domenica!
April 6th, 2008 at 6:56 pm
A parte l’aspetto ecologico nell’usare i pannolini di stoffa c’e’ anche un aspetto che riguarda la salute dei bambini e le possibili allergie ai pannolini di carta o naylon – Poi si dovrebbe prestare attenzione ai detersivi che si usano, ad usare la lavatrice solo completamente carica e a non usare le asciugatrici. Anche il consumo dell’energia e’ importante.
Inoltre i pannolini di stoffa e’ importante che vengano stirati.
I passeggini e’ meglio evitarli soprattutto perche’ i bambini si trovano proprio ad altezza di tubo di scarico e con il traffico delle nostre citta’, ogni volta che vanno a passeggio si fanno l’aerosol.
Le pappa fatte in casa sono la soluzione migliore, il problema vero e’ che non conosciamo la qualita’ del prodotto che acquistiamo -
Dovremmo fare un passo indietro (in molte cose – scegliendo con attenzione i nostri polici) – meno mercato comune europeo + acquisti dal contadino vicino a casa – Si ridurrebbe il traffico di merci che vanno avanti e indietro e si troveremme la qualita’ di un prodotto locale forse piu’ controllabile e genuino.
Tanti auguri alle neo mamme – un consiglio, seguite il vostro intuito e non vi sbaglierete.
April 6th, 2008 at 6:55 pm
per merymery: in effetti la questione del cibo bio è piuttosto controversa anche perché catene tipo naturasi non è che offrano tutte ste garanzie di ecocompatibilità e hanno prezzi altissimi.
quindi, se hai la possibilità, prova a unirti a un gruppo d’acquisto. spesso sono la soluzione migliore per conciliare qualità e prezzo. per quanto mi riguarda, faccio la spesa nei normali mercati rionali, o al super, ma cerco di comprare solo prodotti di stagione, controllo la provenienza e scelgo quelli che hanno fatto meno km, la carne (poca) la prendo da un macellaio che ha solo animali allevati all’aperto in lazio e toscana. costa di più ma è buonissima e, risparmiando in quantità, la spesa rimane contenuta. da naturasi compro solo farine (hanno una scelta molto ampia e sono buone) e detersivi. Il riso e i legumi (che uso in grande quantità) li compro sfusi da un pakistano vicino casa. insomma, mi arrangio un po’…
April 6th, 2008 at 5:49 pm
Da circa un anno per l’acqua da bere uso la Brita. Mi sono resa conto solo dopo averla scoperta del risparmio in plastica e in soldi oltre al fatto che l’acqua è davvero buona (specie se lo è in partenza quella del rubinetto). Il fatto dei pannolini in tessuto mi lasciano un pò perplessa (come avevo già espresso in qualche commento) però è anche vero che al momento non sono mamma quindi vedremo….magari più avanti proverò!
Fosse per me, comprerei solo nei negozi biologici ed equosolidali ma la spesa arriva a costare tre volte tanto quindi spesso compro verdura, frutta, seitan ecc ma per altri prodotti sono costretta a rivolgermi in market “normali”. Cosa ne pensate? conoscete un modo per mangiare biologico che sia un pò più a “portata di tasca”?
April 6th, 2008 at 11:16 am
Se sono un’ecomamma, lo sono diventata perché ero un’ecopersona che ad un certo punto è diventata mamma. Proprio non sopportavo l’idea di aprire la porta di casa per farci entrare il baby-consumismo e per farci uscire un sacchetto di spazzatura al giorno.
Ma un’ecopersona, se lo sono, e a me sembra di fare appena il minimo indispensabile, quello che è alla portata di tutti, quando lo sono diventata?
Non ricordo… c’era la raccolta della carta fatta dalla parrocchia, l’acqua bevuta a canna dal rubinetto, la bicicletta passata dalla cuginetta più grande ed i vestiti delle bambole fatti dalla nonna.
E prima? Mah, forse l’insegnamento dei miei genitori che lo spreco di un bene o di una risorsa è una perdita che non ha compensazione.
April 6th, 2008 at 9:45 am
sto godendo ora i frutti del mio essere ed essere stata una ecomamma
vedendo crescere i miei figli.Ho sempre lavorato fuori casa e ho sempre scelto per la mia famiglia una vita sana pur abitando in città.una alimentazine fatta in casa piuttosto che cibi precotti e merendine,abbigliamento naturale e non griffato.una casa tecnologicamente all’avanguardia ,differenziando spazzatura non sprecando ne energia, ne acqua,svociandomi per farmi sentire…quando i miei figli tredicenni hanno potuto scegliere,spesso consigliati dalle amicizie ,dai compgni di scuola è stato più difficile controllarli…ma adesso maggiorenni,li vedi come rispondono agli stimoli esterni,li vedi come ragionano e vedi come vivono…e pensi che una educazione ecologica si può dare e si deve dare..per loro e il futuro dell’uomo.
April 5th, 2008 at 9:50 pm
sì è bello non sentirsi sole, ma io devo frequentare i blog per sentirmi in compagnia di altre ecomamme. nella vita reale ne ho incontrate pochissime, anzi forse solo un paio. la linga fascia l’ho scoperta un po’ tardi e l’ho pagata cara. i pannolini uso i reciclabili (ma per il prossimo figlio mi vorrei imporre il cotone). Beviamo acqua del rubinetto e stiamo attenti alla raccolta differenziata. Cerchiamo di limitare la “produzione” di plastica, ma, ammetto che rinunciare ai viaggi in aereo mi peserebbe un po’. rinuncio volentieri alla macchina, amo la bici (anche se me l’hanno appena rubata – mannaggia gli venisse un colpo!) e porto il mio patato in mezzo alla natura il più possibile.
le Ecomamme americane mi sanno un po’ troppo di modaiole (avevo letto l’articolo a suo tempo e i siti non mi avevano colpito).
Ma noi ecomamme italiane dove e quando possiamo incontrarci?
buona ecodomencia a tutte! (e a tutti i bimbi e i papà eco!)
Elisa
April 5th, 2008 at 9:41 pm
Sono vegetariana e anche quelli che, come me, fanno questo tipo di scelta sono visti considerati degli alieni, dei masochisti. Il conformismo è una brutta cosa, purtroppo.
Anch’io credo sia più pratico di un passeggino…Per la TV hai fatto benissimo e non ci vedo nulla di strano. Dovrebbero liberarsene tutti!
Le fasce di cui parle sono bellissime! Qui a Parigi ho visto un sacco di papà che portano a spasso i pupi in questo modo.
April 5th, 2008 at 9:24 pm
Indubbio che una mamma, in quanto donna, deve farsi il mazzo per essere ecologica. Il modo migliore (ma unisex) per essere eco è essere poveri (io faccio scuola…), non andare in giro col suv, magare usare auto a gas, mezzi pubblici, bici, niente viaggi in aereo e simili. Si, un poco provoco, ma non del tutto. poi, per certi versi (e qui sono meno bravo), bisognerebbe ridurre il tempo libero e usare il tempo per tenere l’orto, fare lavoretti in proprio, non buttare cibo, non cambiare troppe cose più o meno superate dalla tecnologia o dalla moda, essere vegetariani (ma credo non faccia per me) permetterebbe un risparmio di acqua e di energia importantissimo per il nostro pianeta. Insomma, un bel casino, ma almeno poniamoci il problema!
April 4th, 2008 at 8:32 pm
grazie per la segnalazione. firmato!!
April 4th, 2008 at 7:49 pm
Ecomamme, firmate l’appello degli scienziati per il no al nucleare
http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/ambiente/nucleare1/appello-candidati/appello-candidati.html
April 2nd, 2008 at 10:13 pm
Cara Ecomamma, come non essere d’accordo con te? E speriamo che Edoardo di Lorenzo faccia il suo dovere nella trasmissione “Le invasioni barbariche” visto che ormai mi pare di avere capito abbia sentito tutto il mondo internet dei genitori eco. Essere genitori eco non è fare cose estreme, è fare di tutto per lasciare ai nostri figli il mondo come lo abbiamo trovato noi, se non migliore. e questo significa informarsi, fare scelte responsabili nei confronti dei nostri figli e nei confronti dell’ambiente. E poi perchè solo mamme? e i papà????
April 1st, 2008 at 7:16 pm
se per rientrare nella definizione di comamma bisogna aver usato pannolini di cotone, preferire la fascia al passeggino, usre poco o niente cellulare e tv…allora posso inserirmici anche io. mi contatteranno dalla nasa per studiarmi??
a parte l’ironia e’ proprio un belpost. quando ho avuo giacomo avev 22 anni e michele qualcuno di piu’
quando abbiamo deciso che ce la saremmo cavata da soli ci hanno guardato storto. quando hanno visto in che modo ce la saremmo cavata, ci hanno dato dei pazzi, degli incoscienti, degli hippy, dei” quanfopi avrete il bambino vedrete…” con tono minaccioso.
che poi non siamo andati a vivere su un albero nutrndo giacomo di frutti tropicali.girando nudi e dormend nel letame. nossignore!
e’ vero, non essere soli e’ una bella fortuna. grazie perr il post
sara
April 1st, 2008 at 4:50 pm
per blanche: come potrei mai dire che allattare non è eco? ma se sono un’allattatrice talebana
per vale: come ha detto anna, le fasce le ho fatte da me. quelle più care sono state quelle di tessuto bio-eco-bla bla… ma la maggior parte le ho fatte usando bei pezzi di cotone. inoltre, ho usato tantissimo il kanga africano. la grandezza è quella di un pareo, le stoffe le ho portate a casa da tanti viaggi e mi sono costate il corrispettivo di mille/duemila lire di allora. Ma se ne trovano di bellissime anche qui. l’importante è che siano di cotone o lino, o un’altra fibra naturale, e che non perdano il colore.
April 1st, 2008 at 4:12 pm
le fasce pronte e vendute in negozi bio son molto care,e’ vero.si puo’,invece,comprare 4 metri di stoffa (alta 1,5) di un buon cotone (si trova anche biologico) e farci un orlino noi,costo 15/30 euro.
April 1st, 2008 at 9:23 am
non mi pare proprio che Ecomamma abbia mai detto che non è “eco” allattare, anzi!
anch’io sono interessata al “lungo pezzo di stoffa”, me lo spieghi?
April 1st, 2008 at 9:07 am
Scusa, ma il “lungo pezzo di stoffa” a 20 euro dove l’hai trovato?? Io a meno di 60 non ne ho mai visti…e dire che anch’io vorrei assortirlo ai miei vestiti, mannagg! Bel posto, come sempre
April 1st, 2008 at 7:21 am
Non capisco cosa ci sia di non eco nell’allattare