Parliamo di dentizione. Un altro bel tema di salute infantile in cui si concentrano e si sovrappongono detti, pregiudizi, leggende, passaparola e consigli, alcuni con qualche appiglio di realtà, altri totalmente campati in aria.
La dentizione è stata anche per me, a suo tempo, un tema di una certa importanza familiare, dato che la mia bimba non ne ha voluto sapere di far uscire un solo dentino fino a oltre un anno di età. La cosa, si può immaginare, creò un certo scompiglio familiare perché, ovvio, i bambini “devono” mettere i denti tra i sei mesi e l’anno… Chi diceva di parlarne con il pediatra, chi mi consigliava di portarla subito dal dentista e di fare una radiografia… tutti preoccupatissimi.
Ora mia figlia ha tutti i suoi bei dentini e non se ne parla più.
Nel frattempo, un paio di studi portati a termine più o meno contemporaneamente hanno sfatato un altro dei grandi miti legati alla prima dentizione: quello della febbre.
C’è un momento nella vita di un neonato in cui qualsiasi disturbo sembra dover per forza essere attribuito alla dentizione. Irritabilità, pianti più frequenti, eruzioni cutanee, diarrea  e, infine, la febbre. Bene, pare che almeno quest’ultima con i denti non c’entri proprio niente e che, quando ci si trova ad avere un bimbo in età compresa tra i sei mesi e l’anno con la febbre sopra i 38 gradi è sempre meglio pensare ad una malattia in corso piuttosto che sorvolare dando la colpa ai denti.
Due gruppi di studiosi hanno seguito passo passo lo sviluppo di un nutrito gruppo di lattanti e la loro dentizione e, su 475 eruzioni di denti nessuna è stata correlata ad un aumento significativo della temperatura. Sono stati, invece, evidenziati i disturbi più ragionevolmente collegati allo spuntare dei dentini: aumento del desiderio di mordere, di strofinare le gengive, aumento della salivazione, una certa perdita di appetito, qualche eruzione cutanea. Ma febbre, no.