Ci sono un paio di notizie che meritano un futuro approfondimento. La prima riguarda i tempi di conservazione del latte materno. Fino ad ora si riteneva che il latte congelato nei freezer casalinghi potesse essere utilizzato a distanza di tre/sei mesi a seconda della temperatura di refrigerazione.
Ma uno studio di un’Università di Madrid (dipartimento di Producción Animal, Ciencia y Tecnología  Universidad CEU Cardenal Herrera) sembra portare alla necessità di accorciare di parecchio i tempi di conservazione se si vogliono mantenere intatte le proprietà del latte materno.
In particolare, sembra che queste caratteristiche si mantengano invariate  a lungo solo se il latte viene portato alla temperatura di 80 gradi sotto zero. Se si sta a temperature intorno ai -20° già dopo 24 ore le proprietà antiossidanti del latte cominciano a diminuire. Sia chiaro che il latte non diventa "cattivo" e non fa male, semplicemente non è più intatto e non mantiene tutte le sue preziosissime qualità.
Argomento che voglio approfondire con la mia guru speciale per l’allattamento .
Notizia numero due: gli ultrasuoni potrebbero risultare dannosi nello sviluppo neuronale del feto. Tradotto in altre parole, troppe ecografie potrebbero essere alla base di disturbi o deficit del sistema nervoso del nascituro. Già da tempo c’erano ricerche che dimostravano come l’ecografia costituisse una fonte di stress per il feto e che abusarne fosse un errore, ma ora un altro tipo di studio sembra andare ancora oltre. In pratica, pare che l’esposizione prolungata agli ultrasuoni produca delle variazioni o degli ostacoli alla corretta migrazione delle cellule neuronali nei siti a loro destinati.
Anche in questo caso, nessuno ha detto che fare le ecografie in gravidanza sia sbagliato, semplicemente si esorta a fare esclusivamente quelle necessarie dal punto di vista clinico e a non considerarle una "finestra" sull’utero a cui ricorrere per piacere dei genitori o per registrare le cassette da riguardare poi con i parenti. Insomma, in medio stat virtus.