Da piccola ho ricevuto qualche schiaffo e qualche sonoro sculaccione. Forse più di qualcuno…
Non credo di averne subito particolari conseguenze anche se sono ragionevolmente convinta che buona parte di schiaffi e sculaccioni fossero evitabili, ma stiamo comunque parlando di episodi abbastanza isolati e abbastanza inscrivibili nella normale amministrazione di un "normale" conflitto genitori-figli.
Adesso che sono madre mi capita di pensarci a questa cosa del ricorso alle mani. Mia figlia è ancora molto piccola e piccoli sono ancora i suoi capricci e i suoi momenti di "follia". Eppure, spesso mi ritrovo ad alzare la voce e in un paio di occasioni – sempre quando stava facendo qualcosa che la portava sul bordo del suicidio – dentro di me ho sentito l’istinto di darle uno sculaccione o comunque una sorta di "lezione" fisica che, fortunatamente, ho sempre messo a tacere.
Non voglio farne una questione di principio assoluto, ma mi sto convincendo ogni giorno di più che dovrò fare ogni sforzo possibile per evitare che accada. In fin dei conti, si tratta di una resa. Si tratta comunque di accettare una forma di violenza, per quanto blanda, di ammettere che non c’è altro modo.
In questi giorni mi è capitato più volte di assistere a scene brutte, soprattutto in spiaggia. Un litigio tra fidanzati finito a schiaffoni, un padre che ha recuperato una figlia adolescente "scappata" riportandola all’ordine con un paio di ceffoni ben assestati e una scenata umiliante di fronte a una folla di bagnanti, un altro padre che ha sculacciato più e più volte una bambina di cinque o sei anni rea di avergli rovesciato addosso della sabbia dal secchiello e altre scenette simili.
Nessuno di questi casi gridava vendetta al cospetto di dio, sia chiaro, e proprio per questo mi hanno impressionato. Le ho viste comunque eccessive, hanno attirato l’attenzione di molti, ma sono rimaste dentro quelli che vengono ritenuti i limiti della "normalità". Eppure di fronte a queste cose ho la sensazione che sia assolutamente sbagliato considerare la violenza normale quando si tratta di educazione dei figli (lascio da parte i due fidanzati perché a dire il vero un paio di ceffoni glieli avrei dati anch’io a quella pazza petulante :-p ). Soprattutto ho la sensazione che sia qualcosa che può facilmente prendere la mano, che sfugge in modo quasi totale al controllo sociale, che diventa quasi un diritto primordiale incontrastato. Penso, ad esempio, al padre che sculaccia la bimba per la sabbia. Decine di persone hanno seguito con apprensione la scena controllando che non si superasse il limite. E lui non lo ha superato. Ma quando non ci sono centinaia di bagnanti che lo osservano? Quando si è tra le mura di casa? Dove sta, allora, il limite tra gli sculaccioni "educativi" e la violenza?
Qualche settimana fa una bimba di cinque anni è morta a Roma per le percosse subite da parte del compagno della madre. Per i vicini erano brave persone, silenziose, educate. La bimba non gridava, non piangeva mai, non si sentiva un lamento. E’ un caso estremo, ovvio, e ognuno di noi può facilmente prendere le distanze e chiamarsi fuori. Ma quanto fuori? Qual è esattamente il limite tra lo sculaccione in pubblico ben tollerato e quell’abitudine alla violenza che la fa diventare normale tanto per chi la fa quanto per chi la riceve? A me anche lo schiaffo fa paura, mi fa male scoprire dentro di me l’istinto di darlo e non tollero l’idea che mia figlia impari che picchiare qualcuno, qualcuno che addirittura ami, sia legittimo, sia socialmente tollerato o perfino educativo.
Probabilmente lo farò, credo che prima o poi mi scapperà, ma quel giorno sentirò di aver fallito, di avere qualcosa a cui porre rimedio.
March 4th, 2008 at 2:15 pm
Gentili signori, ho letto da poco i vostri commenti, alcuni certamente condivisibili, alcuni forse un pò meno.
Mi sono sempre interessato di diritto minorile perchè per carattere ho sempre odiato la prevaricazione e molto spesso i fatti di cronaca ci raccontano storie di vere e proprie violenze sui minori che con l’aspetto pedagogico non hanno nulla a che fare.
Posso tranquillamente affermare che il nostro sistema giuridico fissa dei principi orientativi che servono a distinguere chiaramente l’uso della forza legittimo da quello illegittimo. Secondo la Cassazione (a sezioni unite!) è riconosciuto ai genitori un ristrettissimo ambito di “ius corrigendi” cioè di uso legittimo della forza, ma solo a determinate condizioni e con determinate modalità.
Innanzitutto, affinche il comportamento di un genitore sia legittimo, è necessario che l’esercizio del sopracitato “ius corrigendi” sia circoscritto nell’ambito di una “vis modicissima” (forza moderatissima). In secondo luogo è necessario che non causi lesioni fisiche, gravi traumi psicologici e/o umiliazioni ecc.
Al contrario il comportamento di un genitore che travalichi i limiti innanzi esposti, può incorrere nei più svariati reati, alcuni dei quali molto gravi: maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli, abuso di mezzi di correzione, percosse e lesioni.
E’ inutile sottolineare che per alcuni di questi reati le procure si attivano d’ufficio, avviando una serie di procedure che possono comportare l’intervento degli assistenti sociali o addirittura l’allontanamento del minore dai genitori violenti.
Morale della favola prima di toccare i nostri figli meditiamo perchè potremmo trovarci in guai molto ma molto grossi.
February 10th, 2008 at 6:33 pm
Secondo me bisogna tornare a dare regole ai bambini.
Da piccolo sapevo che quando mio padre tornava a casa, la prima cosa che chiedeva a mia madre era se ci eravamo comportati bene a casa e a scuola.
Chi disubbidiva o tornava a casa con una nota o con un brutto voto finiva lungo e disteso sulle sue ginocchia.
Nessuno di noi è morto, anzi, siamo cresciuti sani e forti.
E vogliamo tuttora un gran bene ai nostri genitori
January 17th, 2008 at 12:39 am
Mia figlia ha gia 15 anni. E’ rarissimo che io alzi le mani sulle due mie figlie. Tuttavia una settimana fa ho scoperto che ha marinato la scuola per una settimana e poi ha firmato a mio nome il libretto delle giustificazioni. Ho chiesto spiegazioni a mia figlia Lisa, e lei sgarbatamente mi ha risposto che non erano affari miei e che era libera di fare quel che voleva e poi se ne e’ andata via sbattendo la porta. A un certo punto non ci ho visto piu’, l’ho inseguita, l’ho presa per un braccio e lo messa sulle mie ginocchia. Le ho prima abbassato i jeans e poi le mutandine. A quel punto ho cominciato a sculacciarla cosi’ forte che dopo qualche minuto il suo sedere era completamente rosso. Li ho pensato di aver un po’ esagerato, cosi’ ho smesso e dopo averla abbracciata le ho detto che faceva piu male a me che a lei. Mia figlia a quel punto si e’ scusata per quello che aveva detto e fatto dicendomi che stavolta se l’era proprio meritata la sculacciata, tuttavia aveva promesso che non l’avrebbe fatto piu’.
October 15th, 2007 at 5:55 pm
Quando sono piccoli piccoli i figli non si toccano.Bisogna farsi rispettare senza se e senza ma.Quando crescono un po’ e disobbediscono o rispondono male,allora si può passare alle sculacciate.Io una volta a 7 anni ho risposto male a mia madre e ho gettato una cosa per terra per rabbia e lei mi ha messo sulle sue ginocchia e mi ha sculacciato di brutto.Ma non le porto rancore,e sono ancora viva.L’educazione si insegna quando sono bambini,sennò poi a 16 anni se sono storti,tali rimangono.Ed è troppo tardi.
August 11th, 2006 at 12:19 pm
Lella sei sempre la più saggia
.
August 11th, 2006 at 12:05 pm
No Kekeb, scusa, non riesco ad essere d’accordo.
Le sculacciate SONO violenza. Si può superare ad andare oltre, questo sì, ma bisogna ammettere di aver sbagliato. Secondo me fai bene Baguera a chiedere scusa…senza pensare di essere una fallita, però! Se sbagli con tuo marito o con un’amica, che fai? Chiedi scusa, te ne ricordi…e vai oltre. Se la cosa non è stata gravissima resterà come un ricordo spiacevole, e come avvertimento a non sbagliare di nuovo.
C’è un bellissimo capitolo sulla violenza sul libro di juul “il bambino è competente” : ve lo consiglio.
August 7th, 2006 at 11:01 pm
Eddai baguera,
)
io di sculacciate ne ho prese parecchie e non porto nessun rancore alla mamma che me le ha date
Vedrai che la tua pulce se le dimenticherà presto o le archivierà tra i ricordi di “mamma in un brutto momento”
August 7th, 2006 at 4:30 pm
non è venuto fuori tutto il mio commento…comunque ciò che volevo dire è che mi sono sentita una fallita dentro perchè l’ho fatto in un momento della vita in cui sono molto stanca e arrabbiata con me stessa e con il mio compagno…in un momento in cui sono fragile e irascibile….mi sembra impossibile che non sia riuscita a mantenere la calma necessaria per farle capire che passare attraverso un’arrabbiatura forte, sia mia che della pulce, ci avrebbe permesso di arrivare ad un punto d’incontro…non sono riuscita a non creare un precedente, non sono riuscita ad essere la mamma che vorrei per mia figlia! Scusami, pulcina!
August 7th, 2006 at 4:24 pm
a me è capitato di dare dei veri scapaccioni sul culetto senza pannolo di mia figlia che ha quasi tre anni. Sono sempre stata convinta che alzare le mani non sia educativo nè giusto. Sono convinta che mia figlia se ne ricorderà, mi ama comunque ma dentro di lei sicura si è aperto un qualcosa di difficilmente comprensibile e perdonabile. Parliamoci chiaro, non l’ho picchiata a sangue, eh
July 13th, 2006 at 4:15 pm
Ovviamente per me il problema non si pone: se alzassi le mani su una bimbetta di 7 mesi sarei altro che da denuncia!
Ma non parlo nemmeno della vera violenza domestica, in presenza della quale tutti devono, o almeno dovrebbero, indignarsi. Quello che mi turba è proprio il concetto dello scapaccione “educativo”. Educativo a che cosa?
Ed il limite, la forza, la frequenza di uno scapaccione educativo, chi lo fissa? (riflessioni che sviscera benissimo il buon Gonzales)
Perciò non trovo nè normale nè accettabile che volino schiaffi tra fidanzati (se la tua fidanzata è una pazza petulante dovevi pensarci prima di pigliartela e se te ne sei accorto troppo tardi puoi sempre mollarla al suo destino) o per una secchiata di sabbia. Io di scapaccioni da bambina ne ho ricevuti, ma mai per “futili motivi” e mai con fredda determinazione; ero una bambina ribelle ed un’adolescente inquieta con una grande abilità nel far perdere (intenzionalmente) le staffe ai miei genitori e credo perciò non solo di essermeli sempre ben che meritati, ma quasi cercati. Nè allora nè oggi hanno lasciato serie conseguenze e comunque a casa mia vigevano due regole che ritengo tuttora fondamentali: “non si va mai a dormire arrabbiati” e “se uno dei due chiede scusa, l’altro lo perdona” (vale sia per i genitori sia per i figli).
Sarei davvero felice se riuscissi a farmi amare e stimare quanto amo e stimo i miei genitori.
S.
July 11th, 2006 at 12:42 pm
non è sicuramente bello, ma qualcho volta lo sculaccione ci scappa e secondo me non è neanche una tragedia. L’importante è che sia dimostrativo, come picchiare il cane col giornale, che fa tanto rumore e niente dolore.
Io cerco comunque di ricorrere poco alla sculacciata, ma devo dire che ci sono momenti in cui devo letteralmente uscire dalla stanza e mettermi a contare, perchè se solo mi lasciassi andare, altro che sculaccione…
I bambini testano continuamente noi adulti, tirano la corda per vedere dove possono arrivare, quali sono i loro e i nostri limiti, ma purtroppo non è impossibile perdere la testa, specialmente se entrano in gioco altri problemi. Devo dire che per me è costantemente un buon esercizio di meditazione, ma non solo il non alzare le mani, ma anche il cercare di non mettermi subito a urlare, cercare di farla ragionare, di buttarla sul gioco, sullo scherzo.