Scuola_bambina_banchivuotiC’è stata una piccola rivoluzione nella mia piccola famiglia. Mamma è tornata a scuola. Non è stato un momento di follia improvvisa, ma una follia "lucida" meditata da mesi.
In un certo senso la maternità mi ha dato un nuovo slancio, anche intellettuale, e così mi è tornata la voglia di studiare. Voglia per voglia…tanto valeva tentare di realizzare un vecchio sogno lasciato per molti anni in un cassetto: diventare medico.
E mamma adesso studia medicina! Il che significa davvero tornare a scuola. Ogni giorno tra le quattro e le sei ore di lezione, insieme a tanti ragazzini tra i diciotto e i vent’anni (ma c’è anche qualche altra anima folle un po’ più "matura" grazie al cielo).
Nel caso di una piccola famiglia come la nostra lontana da tutto il resto del parentame, questo significa una rivoluzione sul serio. Significa che tutto cambia, ed è come se si ricominciasse da zero tutti quanti.
Mica male. Davvero.
Per un po’ sono stata molto preoccupata su come la mia bimbetta avrebbe reagito al cambiamento. Ma d’altra parte, come ero pronta a tornare sui banchi così ero anche preparata all’idea di rientrare tra i ranghi e posticipare ancora di un po’ la realizzazione del mio sogno nel cassetto. La nanetta viene prima di tutto… ovviamente.
Invece, per il momento, mi pare che la rivoluzione stia facendo bene a tutti i componenti della piccola famiglia.
Mamma è felice. Assonnata più che mai, ma tanto felice. Papà ha stravolto i suoi ritmi e sta passando un sacco di tempo da solo con la sua bimbetta, il che lo rende felice a sua volta e gli fa venire un sacco di belle idee per il futuro. E lei?
Per il momento (sono passate solo due settimane) sembra che tutti questi cambiamenti non la turbino. Anzi. La mattina si diverte un sacco. Fa cose che con la mamma di solito non fa. Comincia, in una sorta di progressivo ambientamento, a passare più tempo fuori dalle mura di casa in previsione, anche, di un futuro inserimento all’asilo. Addirittura, cosa che era al di là delle mie aspettative migliori, si addormenta senza tetta! Quando arriva il suo orario tipico, si accascia e dorme, senza tanti drammi.
Quando si sveglia, di solito mamma è tornata da scuola e "tettananna" è a disposizione per il resto della giornata, con i soliti ritmi di ciuccia serrata. Unico cambiamento: ciuccia serrata anche tra le quattro e le sette del mattino! Questo, a dire il vero, me lo aspettavo. Sapevo che ci sarebbe stato bisogno di una sorta di compensazione notturna per recuperare le ore di distacco diurno e non posso negare che questo renda il mio stato di assonnata cronica ancora più profondo. Ma resisto e sono ottimista.
Sono ragionevolmente convinta che anche lei senta quanto sono piena di entusiasmo e di ottimismo e quanto sono felice di essere riuscita ad avere il privilegio di una seconda opportunità per realizzare un’aspirazione della gioventù. E una mamma felice è un mezzo passaporto per un’infanzia altrettanto serena.
Spero con qualche ora di sonno in più.