Qualche giorno fa sull’home page del Corriere appariva in posizione piuttosto rilevante un articolo che promuoveva l’uso del ciuccio come uno dei “punti d’oro” per la prevenzione della Sids (morte in culla).
La cosa mi aveva risvegliato un certo qual sospetto. E, infatti… Di lì a poco ecco che iniziano ad arrivarmi le mail del gruppo di pediatri ed esperti di allattamento (Aicpam e Centri per la Salute materno infantile) a cui faccio sempre riferimento, che chiedono la mobilitazione di tutti per smascherare l’inganno e preparano una lettera da inviare alla redazione del Corriere online. Ne è uscito un quadretto interessante.
Iniziamo dai dati.
La Sids è una sindrome piuttosto rara, ma che fa una gran paura a tutti i neogenitori perché porta alla morte improvvisa dei neonati, in genere di età inferiore ai tre mesi, durante il sonno. Le cause fisiologiche sono tuttora piuttosto sconosciute, ma le percentuali di occorrenza di questo evento sono iniziate a calare grazie alla scoperta che alcune semplici regole di comportamento servono a ridurre considerevolmente il rischio. Tra queste, per esempio, coricare il bambino sulla schiena, senza usare cuscini, tenere la temperatura dell’ambiente tra i 18 e i 20 gradi, non coprire eccessivamente il neonato, non fumare nella camera in cui il bimbo dorme ecc…
Tra le varie regole, c’era anche quella di favorire quanto più possibile l’istinto di suzione notturna del bambino. Tradotto in termini corretti, questo significa allattarlo a richiesta anche durante la notte! Non è uguale a dargli il ciuccio.
Certo, il ciuccio produce più o meno lo stesso risultato proprio perché imita (e imitare non significa essere uguale) la suzione del seno materno e impedisce che il sonno del bambino si faccia troppo profondo, aumentando il rischio di apnee.
Ma… di qui a consigliare di dare il ciuccio ai bambini per prevenire la Sids ne passa. Tanto più che questo consiglio comporta una serie di conseguenze negative, per esempio, la riduzione delle poppate notturne, con il rischio di una compromissione dell’allattamento, magari in una fase già delicata come quella dei primi mesi, in cui basta una minima alterazione dell’equilibrio domanda-offerta per sbilanciare l’alimentazione del neonato.
Ma i medici e gli esperti che hanno firmato la lettera di segnalazione rivolta al Corriere hanno anche scoperto qualcosa di più.
La notizia riportata dal giornale, infatti, non nasceva da indicazioni di organismi indipendenti come l’Oms, ma da Sids foundations, associazioni che, spesso e volentieri, vivono grazie al supporto di sostenitori privati dagli obiettivi non sempre del tutto disinteressati. In questo caso specifico, uno dei firmatari dello studio riportato è il il signor Peter Rohrig, presidente onorario di un’associazione fondata dalla Mam, industria che, tra le altre cose, produce ciucci e, in particolare, produce proprio il modello di succhiotto che il Corriere ha scelto come immagine per illustrare l’articolo.
Aggiornamento importante:
la redazione del Corriere ha prontamente risposto e mi sembra onesto riportare la loro replica:
Gentili dottori, grazie per la segnalazione
La notizia ci sembrava socialmente utile e abbiamo scelto collegialmente di darle rilievo proprio anche in forza del fatto che nessun “trattamento” sospetto veniva proposto “in vendita”. Del resto dietro ogni associazione, e persino società scientifica, si possono celare finanziamenti più o meno interessati. E’ oggettivamente impossibile conoscerli e soppesarli tutti dovendosi occupare praticamente di tutto ciò che capita. Dopo la vostra segnalazione ho provveduto personalmente a togliere l’immagine del ciuccio in questione, ho aggiunto la sostanza della vostra obiezione nel pezzo e l’allattamento al seno al primo posto fra le regole anti-sids.
Ci è sfuggito il nesso con l’allattamento al seno e le assicuro che siamo i primi a esserne dispiaciuti.
[...]
Il pronto accoglimento delle vostre precisazioni crediamo faccia giustizia da solo dei vostri dubbi atroci.
Bella risposta, a dimostrazione che, a volte, far sentire la propria voce – quando è competente – è utile a tutti.
May 19th, 2008 at 11:12 pm
la “mancata chiusura del piloro” è fisiologica nei primi mesi di vita, vale a dire, non si tratta di una malattia ma di una non ancora completa maturazione di questa valvola, quindi presente nella maggior parte dei bambini a questa età. Di solito non comporta nulla di più che buttar furi quel che in eccesso è entrato.
Leggi. non c’è niente da diagnosticare.
La malattia da reflusso è un’altra cosa.
March 11th, 2008 at 10:58 pm
Da quasi profano della cosa posso solo aggiungere che se aumenti le poppate notturne con esse aumenta il rischio di rigurgito, soprattutto in bambini con reflusso legato alla mancata chiusura del piloro (magari non diagnosticata). L’unico rimedio vero per la sids è la prevenzione: in tutti quei casi in cui alcuni disturbi possono essere associati al soffocamento notturno il bimbo andrebbe monitorizzato fino ai 9/12 mesi.
February 26th, 2008 at 7:46 pm
Yhuuuu…. Dove sei scappata?
February 19th, 2008 at 8:02 pm
Pensiamo sempre che i nostri piccoli siano protetti finché in culla… mamma mia…!