Tra le cose che non voglio dimenticare e che sono quasi sicura che mi scorderò se non le scrivo, ci sono alcune paroline che fanno parte del primissimo bagaglio verbale della bimbetta.
Sfrutto il blog a fini strettissimamente personali, d’altra parte se no non sarebbe un blog.
Credo, inoltre, che questo post sia destinato ad allungarsi mano a mano che me ne vengono in mente altre. Penso sia importante ricordarsele perché sono tenere e carine e stanno scomparendo mano a mano che la pupetta si impadronisce del vocabolario dei grandi con sempre maggiore precisione… pure troppa, a volte. Sempre a futura memoria, alcune delle parole che non voglio dimenticare sono, in realtà, la sintesi di una ripetizione a funzione rafforzativa.
Inizio da me:
io sono mammamimi;
tate? = domanda che intorno agli otto/nove mesi era accompagnata dal gesto del ditino e significava cos’è? come si chiama? Ultimamente lo usa ancora per vezzo, quando ha voglia di fare un po’ la civettuola, mentre quando è seria dice "e peto che cos’è?" che pure è molto carino.
to-toj = esempio di parola rafforzativa. Significa togli-togli e generalmente riguarda capi di abbigliamento oppure gli occhiali di papà.
memetti= metti metti…vedi sopra.
fucucina = formichina e ogni tipo di insetto che cammina.
panti, peto, pi, pa…= tutte parole che iniziano per qu…
yotti = yogurt
butaccio= formaggio, ma solo il grana, gli altri non contano e quindi non si dicono.
watio = water
acoya = ancora
pieiu/pieie = versione infantile del piede
oi vere= voglio vedere, mai fidarsi troppo di quello che dicono i grandi
ciaco enome = pozzanghera, libera interpretazione dello spagnolo charco enorme.
buaba = guagua = autobus in versione latino-americana.
queico! = que rico! = adesione entusiastica a una proposta alimentare. Viene usato lo spagnolo per rafforzare il più normale "peto piace".
Se mi vengono in mente altre cose, le aggiungo poi.
appendice no 1:
tananna= come ho fatto a scordarlo? è la crasi di tetta + nanna. Un piccolo espediente per convincermi a farla ciucciare è invocare il connubio della sisa con il sonnellino. E’ quasi sempre falso ma dal suo punto di vista funziona.ù
appendice no2:
apa-apa= acqua
teleto = telefono
catcio = casco (di papà), di solito la frase è: papà metti catcio in teta.
cucuyayo = cucchiaio
chena = crema. Essendo una bimba soggetta a dermatiti, la crema è una costante da diversi mesi. Per lei è diventata una passione. Svuota tubetti di carissime creme alla calendula come se fosse maionese. La spalma a se stessa, a noi, al gatto, a qualsiasi cosa le sembri degna di attenzione.
catcé = caffè.
November 27th, 2006 at 8:30 pm
grazie micol
consigli utilissimi. a presto!
kk
November 27th, 2006 at 5:19 pm
A proposito delle costose creme alla calendula..ci vuole pochissimo tempo per prepararla in casa e costa decisamente meno oltre che essere sicura al 100%.
Olio
25gr di fiori secchi di calendula;250ml di olio (mandorle, oliva…).Metti i fiori in un recipiente, versa sopra l’olio.Chiudi e dopo tre settimane filtra.L’olio serve anche da solo per la cura della pelle.Va conservato al buio.
Crema
30ml di olio di calendula; 2 gr di cera d’api.Mescola in un recipiente di vetro,scalda a bagnomaria fino a quando tutta la cera è sciolta.Fai raffreddare e il gioco è fatto!
Puoi aggiungere qualche goccia di olio essenziale per profumare e sommare altri principi
Le quantità sono per dare le proporzioni poi cedi tu quanta ne usi.conviene sempre prepararne non troppo perchè non essendoci conservanti l’olio può irrancidire.