Dai primissimi giorni di vita del bambino tutti i genitori dei paesi industrializzati imparano una parola: percentile!
I percentili, o curve di crescita, sono uno degli strumenti di lavoro dei pediatri per valutare lo stato di salute generale del bambino da diversi decenni. Si tratta sostanzialmente di dati generali di riferimento, ma nel corso del tempo si sono trasformati per molti pediatri in una sorta di bibbia assoluta e per molti genitori in un modello di perfezione o in un incubo, a seconda se la curva di crescita del proprio bimbo si piazzi sotto o sopra il famigerato 50° percentile.
A dimostrazione di quanto possano essere labili queste certezze basate su medie statistiche, l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato proprio in questi giorni un nuovo modello statistico per la compilazione delle curve di crescita. Un piccolo aggiustamento? NO, tutt’altro. Una piccola rivoluzione che, se ben pubblicizzata, potrebbe rasserenare i sonni di una foltissima schiera di madri e padri di bimbi non proprio corpulenti.
Ci sono voluti quindici anni per arrivare a questo nuovo modello antropometrico e uno studio su un campione di più di ottomila bimbi.
Dove sta la rivoluzione? Primo: tutti i bimbi considerati per la formulazione del modello sono stati allattati al seno. L’allattamento materno, quindi, diventa il nuovo standard di riferimento delle curve di crescita, finora, invece, modellate sull’alimentazione artificiale o mista.
E questo già non è poco. Secondo: i bambini non sono più tutti nordamericani figli del benessere industriale, di madri pompate a proteine di manzo e coca cola. Il campione considera bimbi di tutte le etnie e di diversi paesi e aree geografiche.
Risultato? Una scoperta davvero interessante: gli standard di crescita, ossia i livelli di peso e altezza da considerarsi "normali" per bambini da 0 a due anni e oltre, sono decisamente inferiori rispetto a quelli utilizzati finora.
Il che significa che chi si affannava a rimpinzare il proprio pupo per fargli raggiungere quota 90° centile può rilassarsi e forse, addirittura, considerare una piccola dieta. Insomma, il "bimbo ideale" non è né grasso né enorme e, soprattutto, è cresciuto con il latte di mamma quando e quanto voleva. Adesso spiegamolo anche al nostro pediatra
June 1st, 2008 at 2:13 pm
eheh no non mettere il tuo pupo a dieta, l’importante è che sia equilibrato tra peso, altezza ecc… cmq sì anche in italia sono in uso questi nuovi parametri e che io sappia sono stati distribuiti a tutti i pediatri dall’Associazione di categoria a cui sono iscritti e dalla società pediatrica italiana. quindi, dovrebbe averli ricevuti anche il tuo! che poi lui li utilizzi o preferisca continuare con quelli a cui era abituato… è un altro paio di maniche. cmq, i percentili sono sostanzialmente uno strumento di orientamento per il medico. l’importante è che non diventino un incubo per le madri dei bambini più piccolini del tuo
May 31st, 2008 at 11:37 pm
ma questa nuova scala dei percentili è già in uso in Italia??
Sono appena stata dal pediatra per una visita e gli ho chiesto (prima di leggere questo articolo) è vero che i percentili sono basati su un campione di bambini americani allattati artificialmente? e LUI (anziano e con poca voglia di rinnovarsi). “americani sì, latte artificiale non so” Fatto sta che non mi ha parlato di questa nuova scala….
detto questo quello che mi preoccupa adesso è che mio PE è nel 97 percentile “americano” e sencondo questi nuovi percentili di cui parli mi sa che esce dalla scala!!!!! da domani dieta
May 11th, 2006 at 6:46 pm
Cara Alessandra,
quello di cui tu parli è proprio il nocciolo del problema che noi che promuoviamo a oltranza l’allattamento al seno cerchiamo di rimuovere. Credimi, il problema non è non avere il latte, ma trovare qualcuno che sia capace di aiutarti correttamente ad avviare l’allattamento al seno. E non è mica solo questione di volontà. Ci sono tanti fattori da considerare, tante cose che all’inizio possono non funzionare correttametne. Nessuno vuole demonizzare le donne che non hanno allattato, assolutamente. Sono, invece, da demonizzare i comportamenti sociali e le condizioni che hanno portato a far sì che tante mamme tuttora non riescano ad allattare serenamente i loro figli, e non certo per colpa loro o per mancanza di desiderio di farlo.
May 11th, 2006 at 11:17 am
Condivido tutto quello che si dice sui nuovi modelli di crescita e sulla riscoperta dei grandi vantaggi dell’ allattamento al seno, ma…..
Ma se non si riesce ad allattare?
Non e’ vero, come ho letto tante volte che non c’e’ madre che non sia in gardo di allattare, che si tratta solo di avere la volonta’ di farlo, etc, etc. Ho un bellissimo bambino di 9 mesi, cresciuto con latte artificiale, magro e solido……. Avrei tanto voluto allattarlo io, sopratutto quando i primi mesi ero costretta ad alzarmi nel cuore della notte per andare a preparare il biberon, rischiando ogni volta di schiantarmi per le scale, ma non c’e’ stato verso. Ho provato per 10 giorni, senza dargli aggiunte, facendogli soffrire la fame e sopportando non pochi fastidi, dato che mi faceva un gran male, con il bel risultato di fargli perdere piu’ di mezzo chilo, che per un neonato non e’ poco. Quindi attenzione a demonizzare il latte artificiale e a far sentire in colpa le povere mamme che il latte non lo hanno. Perche’ succede e non e’ il caso di farle sentire delle mezze madri, incapaci di nutrire il loro figli. Inotre non e’ vero che il latte artificiale crea solo dei bambini ciccioni, basta stare attenti. L’unico vero grande problema e’ il prezzo eccessivo della maggior parte dei prodotti in commercio qui in Italia. Per fortuna esistono in Europa paesi civili dove acquistare il latte via Internet. Spendendo un terzo, spedizione compresa……
May 11th, 2006 at 10:01 am
Ciao, leggo il tuo blog da quando sono rimasta incinta: complimenti! Il mio bimbo ora ha tre mesi, e altro che percentili!! Veramente non me ne sono neanche interessata, lo allatto al seno, cresce, e’ sereno, dorme tutta la notte. Ho seguito un corso di yoga per gestanti dove ci hanno fortemente incoraggiate ad allattare al seno, cosa che non avevo neanche mai messo in dubbio, ed e’ stata per me una sorpresa scoprire che le donne andavano incentivate in questa direzione! Per anni sono state quasi costrette a ricorrere al latte artificiale, con le bugie piu’ fantasiose: allattare fa perdere la vista, il bimbo non cresce abbastanza, piange troppo, dorme poco perche’ ha fame, e’ allergico al latte materno, non hai i capezzoli adatti. Per fortuna, grazie anche ad organizzazioni come la Leche League, la tendenza e’ cambiata, ma purtroppo c’e’ ancora molto da fare. Comunque anche il mio bimbo e’ meta’ danese, il mio compagno e’ infatti di Copenhagen, noi pero’ viviamo in Italia. Si, ci sono molte differenze culturali: evviva la non-globalizzazione!! Tengo d’occhio le mamme italo-danesi! Un abbraccio a tutte
May 6th, 2006 at 1:52 pm
Brava ecomamma! Il mio piccolo vladimir ha 9 mesi e sta crescendo con latte della mamma a volontà e pappe dal settimo mese (inoltrato) in poi. Durante la gravidanza ho seguito un corso preparto che spingeva molto all’allattamento materno. Con le altre mamme partecipanti mi rivedo anche ora ma tutte hanno ceduto al latte artificiale: il mio vlad è, tra i bambini, sicuramente il più piccolo…però è bellissimo, buono, dorme la notte, non ha mai avuto prolemi e anche se è solo al 10° percentile, se lo vedi sembra la salute in persona. Insomma: viva il latte della mamma e basta con i piccoli buffi troppo cicciottelli.
baci
April 29th, 2006 at 1:47 pm
confermo la diversitá; anche io sono mamma e abito in Danimarca. Il mio primo figlio é nato in Italia in circostanze abbastanza drammatiche, la piccola é nata qui a Copenaghen. Ed é con lei che ho capito che il parto, se avviene in un ambiente sereno, é quasi una passeggiata di salute… ti tengo d’occhio volentieri, buon lavoro!
April 28th, 2006 at 5:32 pm
Ciao arianna,
mi farebbe piacere se ogni tanto ci raccontassi qualcosa della tua esperienza. Confrontarsi con un’altra cultura è sempre interessante e in fatto di bambini i paesi nordici mi sono sempre sembrati profondamente diversi da quelli mediterranei. grazie della visita e a presto
April 28th, 2006 at 2:46 pm
Ciao. Ho letto diverse volte il tuo blog. Ora che sono incinta con ancora piú interesse. Il mio bambino/a nascerá verso il 20 ottobre. La cosa particolare é che ho sposato un ragazzo danese e mi sono trasferita in Danimarca. Per me é il primo figlio e quindi sto sperimentando un diverso modo di vivere la gravidanza rispetto a quanto si usa in fare in Italia. Per abitudini, per il tipo di visite mediche e per cultura completamente diversa. Io ho uno zio che é primario di ginecologia e ostetricia in un ospedale veneto, quindi mi diverto a parlare con lui e a confrontare i metodi italiani con quelli danesi.
É una cosa molto interessante, soprattutto perché la sto vivendo sulla mia pelle.
Un saluto dalla Danimarca.