Qualche settimana fa la trasmissione di rai 3 Report ha chiuso il programma con un servizio che mi ha lasciato un po’ perplessa, come se qualcosa continuasse a infastidirmi e bisognasse fare chiarezza. Il servizio era quello dedicato alla Bamco, la banca per la donazione autologa del sangue cordonale, istituita a Mantova, unica in Italia nel suo genere.
Report ne parlava come un esempio di buona sanità, un esempio da seguire e replicare e sollecitava un cambiamento della legge che riguarda la donazione, la raccolta e lo stoccaggio del sangue cordonale in Italia. Il ronzio che sentivo nella testa mi diceva che le cose non stanno proprio così, ma questa volta non ho voluto che fosse la mia opinione a prevalere allora sono andata a chiedere a qualcuno che di sicuro ha molto da dire a questo proposito, il professor Alberto Calugi, direttore del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale sant’Eugenio di Roma, ospedale tra i pionieri della raccolta del sangue cordonale nel nostro paese.
Ho chiesto al professor Calugi se la legge Sirchia sulla donazione del sangue cordonale sia davvero così retrograda e restrittiva e per quale motivo le madri in attesa dovrebbero (o non dovrebbero) preoccuparsi di mettere da parte il cordone ombelicale per il futuro del proprio bambino e non semplicemente donarlo per il futuro di un bimbo qualunque. Ecco la risposta:
"In Italia è possibile fare tutto quello che ha una ragione scientifica ed etica in fatto di donazione di sangue cordonale. Ogni donna sana può donare il sangue cordonale al momento del parto nelle strutture pubbliche autorizzate ad eseguire questa raccolta.
La donazione a scopo intrafamiliare è consentita solo nel caso in cui ci sia effettivamente un bambino malato a cui, per esempio, possono essere destinate le cellule staminali del sangue raccolto durante la nascita di un fratello o di una sorella. In tutti gli altri casi, non vi è alcuna ragione scientifica che giustifichi le spese di una donazione autologa.
Tanto per fornire un dato statistico, si può ricordare che esiste una probabilità su 70mila che un bambino nato sano possa un giorno avere necessità delle cellule del proprio sangue cordonale. Inoltre, non vi sono ancora sufficienti prove della possibilità che il sangue raccolto e stoccato oggi sia ancora utilizzabile tra quindici o vent’anni. Dal punto di vista delle garanzie di sicurezza e di utilizzabilità, è molto più efficiente la rete mondiale a cui sono collegati anche i centri italiani di raccolta del sangue cordonale. Si chiama Net-Cord ed è un database mondiale nel quale effettuare le ricerche delle unità di sangue cordonale compatibile con il paziente, in modo totalmente gratuito. In un massimo di 48 ore si possono ottenere le unità di sangue necessarie, da qualunque punto esse partano. In Italia esistono sedici banche associate al net-cord e sottoposte ad un paio di controlli annuali che ne verificano il livello qualitativo e la sicurezza. Bisogna, inoltre, ricordare che le staminali ottenute da cordone sono altamente utilizzabili, ossia hanno un alto grado di compatibilità, superiore a quelle, ad esempio, ottenute dal midollo osseo.
Ecco un’altra ragione per cui la donazione autologa è priva di fondamento scientifico ed è eticamente scorretta.
Va detto, infine, che quando si parla di cellule staminali si tende a generare una certa confusione tra quelle che sono le reali possibilità di utilizzo su cui attualmente si può fare affidamento e quelli che, invece, sono studi in corso, sui quali non si possono ancora fare programmi di alcun tipo. Per esempio, quando si dice che la donazione autologa potrebbe in futuro permettere, chessò, la ricostruzione di un organo danneggiato per esempio da un tumore, si sta parlando di una cosa diversa. Si tratta di studi che riguardano le cellule mesenchimali della placenta e non quelle ottenibili dal sangue cordonale. Si sta parlando di studi che con la donazione del sangue cordonale non hanno nulla a che fare. Questo dovrebbero saperlo le persone che spendono duemila, duemilacinquecento dollari per stoccare il sangue in banche private.
Ecco perché considero giustissima la legge italiana che impedisce che si lucri su queste false speranze e anche se si trattasse di un servizio gratuito per l’utente, continuerebbe ad essere eticamente sbagliato, sarebbe comunque uno spreco per la comunità. Meglio, piuttosto, ricordare che donare il sangue cordonale è sempre possibile, in ormai tantissime strutture ospedaliere, che non è una procedura dolorosa e che permette di aiutare vite umane ora, quando ne hanno bisogno".
September 8th, 2010 at 3:36 pm
be io invece mi sono rivolta a una banca di san marino, che è davvero vicino all’italia. SI chiama inscientiafides http://www.inscientiafides.com
November 8th, 2008 at 2:04 pm
io ero molto favorevole alla donazione e sono del parere che il fatto di donare può salvare vite umane, ma a questo punto vorrei anche sapere come mai alla nascita di mia filia nel settembre del 2006 (sono in attesa della seconda presunta per il 20 novembre 2008) non mi hanno accetato la donazione e lo hanno buttato nel bidone….inoltre con la sola risposta non idonea senza nessuna spiegazione…questo non mi sembra un atteggiamento corretto per chi credeva in questa cosa…dato che ad oggi sto cercando di fare il possibile per andare a mantova per raccogliere il sangue con la BAMCO al presso di costo( circa 450,00 euro)…comunque c’è molta troppa confusione…e tutte le banche estere che cercano di vendere il loro prodotto come se fosse l’unica sola verità…chissà forse prima o poi ci sarà più chiarezza.
September 29th, 2006 at 6:29 pm
Indicando il sito della banca a cui avevo aderito non volevo fare assolutamente fare pubblicità. Appunto perchè questo blog mi sembrava aperto a tutti coloro che avessero voglia di parlare della propria esperienza oltre che delle proprie idee, era mia intenzione aiutare e far risparmiare tempo e denaro a chi si fosse trovava nella mia condizione.
September 27th, 2006 at 9:56 pm
Vi prego di non utilizzare questo blog per pubblicizzare le banche private per la raccolta del sangue cordonale. Il blog è come una casa. Si ospitano tante persone, che la pensano anche in modo diverso dal padrone di casa, ma pubblicizzare qui questi enti è un po’ come presentarsi con un arrosto di maiale a casa di vegetariani.
Grazie.
September 27th, 2006 at 12:58 am
Be’,
dopo essermi documentata e chiesto al mio ginecologo, che ha chiesto all’ematologo che non so a chi ha chiesto… ho deciso di fare anch’io la conservazione in un istituto estero:
si chiama http://www.stembank.ch,
da quello che mi risulta é il più vicino all’italia e quello che ha un rapporto qualità prezzo migliore
September 21st, 2006 at 9:46 am
Sicuramente dobbiamo andare nella direzione di coniugare interesse privato e pubblico.
Ma leggendo quest’articolo ho scelto anch’io di conservare privatamente il mio cordone in una banca estera:
http://www.portaledibioetica.it/documenti/002110/002110.htm
Mi ha fatto riflettere perchè in 2 anni nessuno ha utilizzato il cordone di questo bambino.
In 2 anni nessuno compatibile in tutto il mondo. Quindi come sostiene n.m. trovare qualcuno compatibile puo’ essere veramente difficile.
Anch’io ho scelto il bene di mio figlio.
In bocca al lupo alle future mamme..
September 20th, 2006 at 12:51 pm
niente da aggiungere se non un link a questo articolo: per non dire sempre che la sanità siciliana fa schifo e per capire cosa vuole dire bene pubbblico e interesse privato. non è una questione di *politica* ma di etica politica
http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2006_09_03/articolo_678674.html
una nota tecnica a margine: il maiuscolo, in Rete, equivale a urlare: non è gradevole e non dà più forza alle proprie argomentazioni.
September 20th, 2006 at 11:54 am
Come spesso capita quando si trattano argomenti di questo genere, si discute del conflitto tra interesse collettivo e interesse privato. Si potrebbero aprire lunghe disquisizioni, citare testi vecchi anche di duemila anni e non arriveremmo a una soluzione. La coincidenza tra bene collettivo e bene privato dovrebbe essere un’evidenza lapalissiana. Eppure non lo è, non lo è mai stata. Alcuni, come me, come sgal e un sacco di altri, sognano un mondo in cui il bene di un bambino qualsiasi coincida con quello del proprio figlio e in cui tutti gli sforzi di miglioramento della qualità della vita siano aperti alla collettività. Certo, si tratta di strade che richiedono tempo e impegno da parte di molti, se non di tutti. Ma quanto sforzo e quanto impegno ci vuole nel cercare, come N.M, la struttura giusta, quanto sforzo econonimco, quanto tempo. Tutte risorse ed energie che n.m (soprattutto nella sua qualità di medico) e tutti quelli che la pensano come lui potrebbero spendere per tentare di ottenere che il servizio pubblico venga migliorato, per tutti.
La strada più breve è sicuramente quella dell’interesse privato e, vivendo in una società che su questo si è costruita, non possiamo fare altro che prenderne atto e cercare, almeno da parte nostra, di pensare in modo diverso e di vivere in modo diverso. N.M se ne faccia una ragione. Lui ha fatto la sua scelta, ma non cerchi comprensione, giustificazioni o alibi che possano farcela apparire come una scelta obbligata o addirittura auspicabile. Auspicabile è che sempre più ospedali raccolgano il sangue cordonale, che più denaro venga investito in queste strutture, che sempre più madri abbiano accesso alle informazioni necessarie e che sempre più bambini possano accedere gratuitamente, in un tempo sempre più breve a terapie che possano salvare o migliorare le loro preziose vite.
September 20th, 2006 at 10:34 am
Premetto che non ho convinzioni politiche, non sono nè di destra nè di sinistra.
Ritengo che sia giusto che a ognuno di noi sia data la possibilità di curarsi e di curare i propri figli.
Allo stato attuale NON ESISTE LA POSSIBILITA’ DI TROVARE UN DONATORE COMPATIBILE IN MENO DI 48 ORE. Chiedete a chi malato di leucemia, non trovando un donatore del midollo, ricorre alle staminali del cordone, deve aspettare non meno di 2 MESI.
In quanto la compatibilità deve sussistere per almeno 4 o 5 antigeni e quindi può portare a un rapporto di 1 a 10000 almeno.
Inoltre aspettare tempo prezioso, come dicevo anche 2 mesi, abbassa la percentuale di successo del trapianto soprattutto per i bambini appena nati (notizie tratte da studi americani).
Sicuramente bisogna verificare la sicurezza e la serietà delle strutture prescelte nel caso si decida per la conservazione autologa. Io l’ho fatto il centro a Lugano che ho scelto dispone di tecnologie (anche di moltiplicazione cellulare) superiori a quelle disponibili in quasi tutte le strutture pubbliche italiane.
COME TUTTI ORMAI HANNO APPURATO LA DONAZIONE IN ITALIA NON FUNZIONA:
- NON SI PUO’ EFFETTUARE LA DONAZIONE FUORI GLI ORARI DI UFFICIO, NEI WEEK END E NEI GIORNI FESTIVI
- LA MAGGIOR PARTE DEGLI OSPEDALI NON PUO’ O NON VUOLE PER DIVERSI MOTIVI DI SICUREZZA PER I CESAREI (CHE RAPPRESENTANO IL 30,5 DEI PARTI IN ITALIA)
- Solo il 20% dei cordoni è utilizzabile (o perché c’è poco sangue o perchè ci sono pche cellule)
QUINDI VENGONO COMUNQUE DONATI SOLO 5/6 CORDONI SU 100
Io sarei invece favorevole per la possibilità di conservare autologamente (in strutture pubbliche o private) il proprio sangue e naturalmente gratuitamente
(come anche da tempo voci al di fuori del campo politico richiedono, vedi la fond. coscioni).
AL MOMENTO TUTTO CIO’ NON E’ POSSIBILE E HO FATTO UNA SCELTA PRATICA.
VOGLIO AVERE TUTTI GLI STRUMENTI PER AIUTARE MIO FIGLIO QUALORA CE NE SIA BISOGNO
September 19th, 2006 at 9:31 pm
non mi pare che le motivazioni addotte da n.m. spostino il centro del problema. l’inadeguatezza della donazione pubblica è stata messa in risalto da tutti, ma per le motivazioni esposte da Calugi (inutilità di fatto della donazione autologa) andrebbe incentivata e forse resa obbligatoria proprio la donazione pubblica: banche di sangue cordonale più fornite = maggiori possibilità di trovare donatori compatibili. io credo che se ci si fa scudo con l’inefficenza della raccolta del sangue donato staremo sempre punto e a capo e gli unici a guadagnarci, al solito, saranno io gestori delle banche private.
September 19th, 2006 at 9:09 pm
Allora, dopo aver letto molte mail (e non so se vi siete rilette) ho deciso di intervenire..
Sono medico e mia moglie sta per partorire.
Ho deciso di CONSERVARE AUTOLOGAMENTE il sangue del cordone ombelicale in una banca svizzera a Lugano per i seguenti motivi egoistici (ebbene sì è mio figlio):
- non è possibile donare il sangue cordonale almeno in più del 50% dei casi (perchè é sabato o è notte o non lo fanno per i cesarei, o l’ospedale non é attrezzato, o mille altri motivi…rileggetevi)
- di questo 30/40% dei casi 8 cordoni su 10 risultano inutilizzabili e per tale motivo vengono gettati
- di questi teorici 10% campioni di sangue rimasti solo una percentuale bassissima é compatibile (le fonti sono contrastanti ma potrebbe essere sotto l’1%) dei casi. Quindi rimane circa la possibilità di compatibilità dell’1 a 10000, ma forse é 1 a 100000
- in caso di insorgenza di eventuali patologie curabili il tempo stringe, e trovare un campione di sangue compatibile a volte richiede diversi mesi..
QUINDI CON QUESTE PROSPETTIVE (cioé rischiare di non trovare un donatore compatibile e in un tempo molto lungo) HO SCELTO LA CONSERVAZIONE A PAGAMENTO
P.S.:ricordate che il sangue del cordone di vostro figlio può essere compatibile con il vostro, con quello di vostra moglie, dei vostri figli…
July 2nd, 2006 at 5:16 pm
Anche io nel 2003 avevo chiesto di donare e/o conservare il cordone ma mi è stato risposto che in quell’ospedale (Bergamo) l’operazione era possibile solo per 2 casi l’anno!
June 10th, 2006 at 5:36 pm
Come ha detto Patrizia, probabilmente il motivo per cui l’ospedale dove ho partorito ha scelto di non aderire alle donazioni è che la pratica è incompatibile con un parto non medicalizzato. Infatti anche nel mio caso hanno atteso che il cordone smettesse di pulsare, poi l’hanno clampato e l’ha tagliato mio marito. Sono passati parecchi minuti, nei quali abbiamo riso e scherzato (ed anche un po’ pianto…).
June 8th, 2006 at 12:58 pm
mi sembra che le domande ci siano tutte. sono contenta, perché il mio post aveva come unico obiettivo quello di suscitare dei dubbi. il dubbio è che ci sia sempre qualcuno che specula sui momenti più cruciali della vita delle persone, quelli in cui siamo più vulnerabili e più disposti a fidarci e affidarci. lo spirito critico e la curiosità, ma anche la fortuna di incontrare le persone giuste al momento giusto sono la chiave, a volte, per prendere decisioni importanti. ma la cosa fondamentale resta avere accesso alle informazioni più corrette e più complete possibili. il resto sta alla nostra coscienza.
June 8th, 2006 at 12:24 am
io ho partorito un mese fa, inizialmente mi sono informata per la donazione..ma poi ho scelto di partorire in modo naturale e nella maniera più rispettosa della fisiologia per mio figlio: questo significa attendere che il cordone smetta di pulsare prima che venga clampato, cioè aspettare quei preziosi minuti in cui tutto il sangue necessario ad avviare i primi momenti di vita ritorni al bambino (per sostenere con sangue ossigenato le prime imperfette respirazioni, per reintegrare sostanze preziose provenienti dalla placenta, per evitare una perdita di sangue assimilabile ad una emorragia ). quindi le procedure di raccolta del sangue del cordone sono in conflitto con questa pratica. ovviamente, nei parti ospedalieri è ancora molto comodo tagliare subuto il cordone…per una questione logistica e tempistica.. la mia è stata una scelta presa dopo essermi informata autonomamente: chi informa compiutamente le mamme delle due facce della medaglia?
June 7th, 2006 at 6:01 pm
Conosco una ragazza che voleva andare a partorire a Mantova proprio per fare la donazione autologa e mi sono chiesta come abbia effettivamente gestito la cosa (sono 300 km di strada).
Nell’ospedale dove ho partorito io non si poteva fare la donazione perché, così rispose l’ostetrica al corso pre-parto ad una mamma che l’aveva chiesto, per poterlo fare avrebbero dovuto, come ospedale, “scendere a compromessi per loro inaccettabili”. Non so cosa intendesse e se la donazione sia incompatibile con un parto non medicalizzato, come avviene in quell’ospedale nella maggior parte dei casi. Per il resto sono perfettamente d’accordo con le tue osservazioni e con quelle di chi mi ha preceduto.
S.
June 7th, 2006 at 8:53 am
Anch’io con tutti e due i figli ho donato il sangue cordonale ma solo con la seconda la donazione ha avuto successo. La percezione che ho avuto è che si investe comunque molto, molto poco su questa procedura: a partire dai ginecologi che non ti informano su questa possibilità, a seguire dalle strutture ospedaliere non tutte attrezzate e dal personale non sempre adeguatamente preparato.
June 6th, 2006 at 7:47 pm
Noi lo si voleva donare il cordone ombelicale della nostra bimba, ma troppi fattori hanno portato al non farlo.Primo di tutto il fatto che la nascita è avvenuta di sabato. I bambini nascono sempre, anche di Natale: perchè le banche che ricevono queste donazioni devono essere aperto solo dal lunedi al venerdi?
Poi altre cose non sono andate per il verso giusto, nel senso che per donarlo ci deve essere rottura delle acque entro un certo limite, non si deve pilotare il parto con la flebo etc etc.
Comunque, e con questo chiudo, chi ha la possibilità di farlo lo faccia.
June 6th, 2006 at 5:33 pm
sono daccordo la donazione autologa è eticamnete scorretta e mi sembra tanto un atto di egoismo e di paura
anche io ho letto vanity, e mi sono sentita un pò presa in giro…
io ho provato a donarlo ma mio figlio è nato di notte e non è stato possibile prelevare il sangue perchè il centro di notte è chiuso…
perchè come al solito mancano i soldi per la ricerca
speriamo che la prossima volta sia giorno
June 6th, 2006 at 4:24 pm
io il cordone l’ho donato, la seconda volta, perché la prima era venerdì, e il venerdì non lo raccolgono.
Leggevo anche io Fiorello su Vanity Fair e mi ero appena domandata ‘fusse che fusse che sono stata fessa?’. Invece tu mi hai risposto, cara ecomamma. Grazie.
June 6th, 2006 at 4:08 pm
Mi ritrovo in quello che haiscritto, e nei commenti che precedono il mio. Ho due figli e per ben due volte ho chiesto dipoter donare il sangue del cordone ma mi è stato risposto che l’ospedale nonera attrezzato.
Sarebbe etico, utile ed economico fare che tutti i reparti maternità di tutti gli ospedali raccolgano questo materiale. Evidentemente se nonsi fa non si vuole. E non si vuole, perché fa comodo così. A chi? A tutti quelli che ci tirano su i loro ben soldoni…..
June 6th, 2006 at 1:41 pm
su vanity fair, con in copertina fiorello ,al suo interno si parla proprio con lui del sangue del cordone ombelicale della sua prossima figlia che verra’ conservato in america ,poiche’ qui in italia siamo indietro.Adesso che ho letto pero’ le spiegazioni riportate sopra trovo che e’ sbagliata anche se comprensibile,questa scelta.Bisognerebbe che venisse direttamente prelevato alla nascita il sangue di tutti i cordoni ombelicali dei nascituri per dare la possibilita’ di salvare tanti bimbi ,anche se non sono figli nostri.Solo i ricchi come sempre si salvano,forse che non e’ cambiato niente da secoli?E poi se si rendesse automatico sia il prelievo che la conservazione ci sarebbero sempre ottime possibilita’ di scongiggere la morte per tanti bambini.Perche’ nessuno s’interessa a livello anche politico, per l’attuazione di questa pratica che peraltro non ha niente di invasivo per mamma e bebe’?
June 6th, 2006 at 1:34 pm
hem..io ho lavorato per diverso tempo su progetti imperniati sulla raccolta, trattamento ed utilizzo del Blood Cord…il sangue ottenuto per spremitura del cordone ombelicale…e forse posso fornire qualche ulteriore ragguaglio.
Innanzitutto si tenga presente che la possibilità o meno di raccogliere e conservare il sague da cordone diviene nota solo dopo che il parto è avvenuto…ci sono difatti molte variabili da tenere presenti…la prima è che in sala parto vi sia del personale in grado di asportare il cordone nel modo corretto e sottoporlo a premitura al fine di separare da esso la maggior quantità possibile di sangue (ricco di cellule staminali ematopoietiche, vale a dire delle cellule ancora in grado di differenziarsi al punto da poter divenire una qualsiasi delle tante cellule presenti nel sangue); la seconda è che il sangue così raccolto sia in quantità opportuna.
Una volta che si sia ottenuto il materiale si possono fare molte cose…una delle quali è conservarlo…ma è anche possibile separare le sole staminali e conservare solamente questa quota di cellule (stiamo parlando di diversi milioni di cellule staminali CD34+ che occupano un volume ridottissimo).
Dopo aver fatto tutto ciò si avranno a disposizione delle cellule staminali che possono essere utilizzate in vari modi, ad esempio per il reintegro del patrimonio cellulare del sangue di un paziente sottoposto a chemioterapia.
Per capire meglio: la chemiotarapia distrugge in tempi rapidissimi una quota rilevantissima di cellule del sangue, comprese quelle destinate a combattere le infezioni, e lascia per molti giorni il paziente completamente indifeso…al punto che ogni infezione, anche la più banale mette a serio rischio il paziente stesso…la probabilità di contrarre un’infezione quando si è in tale stato è del 100% al terzo giorno dopo la chemio e lo resta per molti giorni, finchè l’organismo non riesce a ricostituire il suo patrimonio di buffy coat (vale a dire bianchi e piastrine)…
ora, le staminali di cui parliamo sono in grado di reintegrare il patrimonio del paziente in tempi rapidissimi, evitandogli quindi tale fase critica e permettendogli di superare molto meglio la chemiotarapia. Si noti però che le cellule contenute in un cordone non sono sufficienti per trattare un adulto, ma solo un bambino del peso opportuno (è necessaria una quantità di cellule per kg di peso del paziente)…
…è anche vero che esistono tecniche che consentono la moltiplicazione delle cellule di partenza, ma non si è investito abbastanza in ricerca…motivo percui resta una tecnica di margnale interesse…
June 6th, 2006 at 12:32 pm
“The current number of donors and cord blood units in the BMDW database is 10,514,463″
http://www.bmdw.org
a me pare che su questo come molti altri aromenti relativi alla salute e soprattutto ai bambini la confusione venga creata ad arte da chi, giocando sull’egoismo e sulle paure, crea per sé enormi profitti a scapito della ragionevolezza scientifica ed etica.
Non facciamoci sempre prendere in giro.
June 6th, 2006 at 12:22 pm
Interessantissimo. Io volevo ricorrere ad una di quelle banche private per conservare il cordone ombellicale (anzi cordoni visto che sono gemelli) poiche’ pare che con quelle cellule staminali la ricerca spera (stando a quanto reclamizzano da queste banche), tra breve, poter guarire leucemia, diabete e colonna vertebrale (http://www.parentsguidecordblood.com/content/usa/banklists/listeurope.shtml?navid=17 ).
Mi pare comunque che ci sia un po’ di confusione sull’argomento.