Una volta, quando si aspettava un bambino, la famiglia faceva il classico regalo pensando "al futuro" e apriva un libretto di risparmio.
Ora l’ultima moda in fatto di previdenza familiare, nei paesi in cui è consentito, è regalare al neonato/a un kit di cellule staminali prelevate dal proprio sangue ombelicale e conservate in apposite banche. Manco a dirlo, l’intera procedura è gestita da enti privati e, ovviamente, costa un bel po’, nell’ordine dei duemila euro.
L’idea di chi decide di fare questo regalo al proprio bambino è che in qualche modo gli si stia comprando un’assicurazione sulla vita almeno per quanto riguarda eventuali malattie ematiche, linfomi, leucemie o, magari, per ricostruire parti di organi malati in un futuro non troppo lontano. In Italia, questo non è ancora possibile. Il sangue del cordone ombelicale può essere solo donato nei reparti maternità attrezzati per la raccolta.
La prima reazione di fronte a questo fatto potrebbe essere quella di chiedersi che male ci sia a voler mettere da parte il proprio sangue del proprio cordone per il proprio figlio. E, in effetti, non ci sarebbe nulla di male, se almeno ci fosse la certezza scientifica che possa essere utile. Ma vediamola da un altro punto di vista. Se ogni madre potenziale donatrice del sangue del cordone scegliesse di conservarlo per un uso autologo altamente improbabile che possibilità resterebbo ai malati esistenti di poter ottenere una donazione di cellule staminali? Inoltre, perché dovremmo creare banche di un materiale preziosissimo, come questo tipo di sangue, sapendo che una buona parte di esso dovrà essere gettato?
La legge italiana, tra l’altro, prevede l’autodonazione nel caso di reale necessità, per esempio se il sangue viene prelevato per curare un fratello o una sorella già ammalati, e quindi salvaguarda la famiglia che deve affrontare un’emergenza di questo tipo. Ma se invece che diffondere la cultura dell’autodonazione preventiva, si cercasse di fare reale informazione sulla donazione del sangue
placentare forse non ci si dovrebbe preoccupare di metterne da parte per i propri figli, potendo contare su banche fornite, pubbliche e gratuite. Come regalo al neonato, forse è ancora da preferire il libretto di risparmio.
December 4th, 2007 at 4:03 pm
Lo volevo fare anche io, ma vicino a casa mia non c’ero e mi toccava andare a partorire a 60km di distanza. Alla fine ho rinunciato.
Ciao
February 14th, 2006 at 10:45 am
“…l’intera procedura è gestita da enti privati …”

buona giornata
February 13th, 2006 at 10:09 pm
W l’ecomamma!