Qualche giorno fa guardavo la mia nipotina (nove mesi) che faceva i primi esperimenti di camminata. A lei l’idea di muoversi a quattro zampe non è mai piaciuta. Comunque, mentre la guardavo cercavo di ricordarmi quando mia figlia avesse iniziato a gattonare e come fosse iniziato il processo. Mi sono resa conto di avere dei ricordi vaghissimi e, comunque, solo il fatto che i primi esperimenti di capovolte sul letto coincidessero con una visita dai nonni in Puglia mi permetteva di collocarli nel tempo in maniera abbastanza precisa. Per il resto…
Ho commentato questo fatto con un’amica che ha un bimbo più o meno dell’età della mia e anche lei mi ha detto che le succede la stessa cosa.
Sono talmente tanti i progressi, talmente tante le sorprese quotidiane che si sommano dal momento della nascita di un bambino che la mente fa fatica a mantenerne il ricordo e la collocazione temporanea precisa. Si è sempre così presi dal presente che anche quello che è avvenuto un paio di mesi prima si annebbia e si colloca in un vago passato. La mia amica diceva che questo fatto l’aveva piuttosto sorpresa e che aveva anche pensato di tenere un diario quasi quotidiano dei singoli progressi.
Questa del diario non è una cattiva idea. Non tanto per noi che, in fondo, anche se non ci ricordiamo il giorno esatto in cui nostro figlio ha fatto il primo sorriso o ha mosso il primo passo comunque abbiamo stampato in noi il ricordo emotivo, l’impressione, ma per loro. Chissà un giorno magari sarebbe carino scorrere il diario insieme, o magari quando sarà il loro turno di essere genitori potrebbero trovare interessante leggere il loro stesso percorso scritto dai loro genitori.
Non so. Io non lo sto facendo, più per pigrizia che per decisione. E poi ci sono già le foto, i filmati, insomma, quasi temo un overdose di informazione. Però il diario un po’ mi sconquiffera…
magari ne scriverò uno un po’ più vago, senza date ma con un po’ di informazioni da lasciare ai miei diretti discendenti (:-) )
oppure mi cimenterò quando dovesse arrivare il fratellino/sorellina.