P
arliamo ancora di parto. Questa settimana (fino al 17) in diverse nazioni mondiali si celebra la settimana per il parto rispettato, con una serie di iniziative destinate a far conoscere e propagandare i principi base di un parto il più naturale e rispettoso possibile, sia nei confronti della madre sia del nascituro. L’idea è cercare di far passare il messaggio che tassi di cesarei superiori al 30% sono inaccettabili anche da un punto di vista prettamente biologico. Ammettere che più di 3 donne su 10 non sarebbero in grado di dare alla luce i loro figli senza un intervento chirurgico significherebbe che la specie umana non è più capace di riprodursi in maniera da garantire la propria continuità. Significa che qualcosa non sta affatto funzionando nel verso giusto nella gestione della nascita, sia nei paesi più sviluppati sia in quelli che hanno minore accesso all’assistenza sanitaria. Siamo ai due estremi opposti. Ci sono nazioni dove il tasso di mortalità materna e infantile è ancora elevatissimo (e tra queste rimangono in una posizione piuttosto imbarazzante anche gli Stati Uniti) e altri in cui il tasso di parti chirurgici raggiunge livelli superiori al 50%. Entrambi sono dati inaccettabili.
In Italia non mi risulta che sia stato organizzato nulla in occasione di questo evento, non so, forse non se ne sente il bisogno o forse si è scelta un’altra data ma mi fa piacere comunque segnalare l’iniziativa, anche perché il sito dell’organizzazione contiene diversi link interessanti che mritano un po’ di tempo.
http://www.smar.info/
September 8th, 2009 at 9:32 pm
…e invece rispondiamo! Però Irene non entro nel merito, tu 6 responsabile di te e del bimbo che nascerà, se mi parli di rifiuto di esami invasivi con me sfondi una porta aperta ma non vedere un medico nè fare un esame del sangue, ripeto non entro nel merito non ti conosco ma permettimi di pensare che anche l’opporto alla eccessiva medicalizzaione è sbagliato, molti esami sono utili per accertarsi dello stato di salute del nascituro, e rimediare a eventuali complicanze.
Sul protocollo, a che anno risale? Perchè se fossi una mamma degli anni ’70 a 32 anni sarei attempata anche io…
September 8th, 2009 at 8:43 pm
Sentite dove è questa libera scelta? Io per esempio, non sono irresponsabile ne criminale ma per motivi miei non accetto di vedere nemmeno una volta un medico, di fare un semplice esame del sangue, ne altro durante la gravidanza. Inoltre mi permetterò di rimanere incinta dopo i quarant’anni, e per portarmi in ospedale a partorire devono sedarmi e usare la forza. Il parto in casa gestito dalle ostetriche si basa sul RICATTO, un ricatto basato su dati statistici, perchè nessuno può avere la sfera di cristallo e stabilirwe quanto rischio per me o mio figlio. Ad una donna di 42 anni al primo figlio ho letto che i protocolli VIETANO il parto in casa.Può essere che io abbia un podalico al primo parto, ma non voglio visite monitor o travagli nazisti di prova, voglio affronyare il mio rischio di morire per i fatti miei..Cosa succede se una è come me? E’ ridicolo, svegliatevi..accettate che altri decidano sui vostri corpi..a trentotto anni puoi partorire a casa..- a 40 resta solo il parto calndestino non assistito se devono sedarmi con la forza per portarmi all’ospedale.. so che non risponderete a questo post..
May 26th, 2009 at 2:37 pm
@maria giulia e sara: grazie mille!!!Stiamo bene tutti e due…io per i problemi che ho avuto dovrò continuare a fare controlli, ma l’importante è che sia andata bene.
Condivido che non esistono le mamme di serie A o B a seconda del tipo di parto che fanno (naturale o cesareo o in epidurale)…non devono esistere. Una mamma inizia a diventarlo nel momento in cui sa di aspettare la sua creaturina…la gravidanza fa maturare questa nuova sensazione e consapevolezza…il parto è un mezzo…è poi che inizi ad essere mamma sul serio. E il massimo sarebbe espletare il parto nel modo desiderato con serenità e sintonia col proprio piccolo che hai in pancia.
May 26th, 2009 at 1:24 pm
@leonessa: auguroni!
May 26th, 2009 at 12:43 pm
@Leonessa, auguri!!! E benvenuto al nuovo arrivato!! Coem state, adesso?
@zauberei, ecco, io pari-pari. Il parto per me personalmente, e’ privo di qualsiasi attrattiva in se’. Sia quello naturale che quello cesareo, mi sono piu’ o meno indifferenti. Nessuno dei due mi da l’idea di essere un grande divertimento. Ho spinto un po’ per il cesareo, giusto perche’ ti sbrighi prima. Per il resto, mi importa del bambino, del parto, per niente. Se mi dicono che sono poco sentimentale, al limite fifona, ci posso pure stare. Se mi dicono che sono male informata, sbagliano, se mi dicono che sono una madre meno buona di chi “ce la fa da sola” beh… oscillo tra prendermela un po’ e farmi una risata.
May 26th, 2009 at 12:06 pm
Arrivo tardi, cercando di negoziare con la mia indole riottosa.
Ok io partorirò col cesareo programmato – per consistenti problemi agli occhi. Sulla necessità del cesareo programmato sono stati d’accordo tutti – oculista ginecologhessa e vai così. Io ero una pasqua perchè non sono assolutamente attratta dal parto naturale. Chi lo vuole fare lo faccia, chi non vuole no e siamo in democrazia.
Sono diciamo perplessa, sulla retorica in tema e sull’apparato ideologico che si porta appresso. Sono perplessa sulle demonizzazioni. Rispetto Ecomamma e la stimo perchè porta avanti un progetto coerente, e difende una costruzione di senso consapevole questo è bello. Ma per esempio certe cose che dice riguardo la psicologia delle donne, il rapporto con il loro corpo, sono ideologizzate e assiomatiche, per cui il parto naturale è tout court meglio. Per cui se non vuoi partorire naturalmente ci hai qualcosa che non va. Quando incontro questo tipo di retorica che prescinde dalla mia esperienza individuale, che non fa domande, che mi schiaccia in un clichet materno collettivo, che deduce che io non sia correttamente informata, sinceramente non mi sento molto capita psicologicamente, mi sento sottovalutata e sento sopravvalutate invece delle cose, che a parer mio sono quanto meno opinabili.
May 25th, 2009 at 11:02 pm
@giorgia: anche a te grazie di cuore!
May 25th, 2009 at 4:41 pm
Auguri Leonessa!
May 24th, 2009 at 5:36 pm
@ecomamma: grzie di cuore…
@ anna: ti auguro tutto il bene per te ed i tuoi tesori. Questo tipo di polemiche a me danno fastidio….ne rimango fuori
May 23rd, 2009 at 5:11 pm
e giusto perche’ mi ha preso la vena polemica raccontero’ del mio primo parto,in casa.
38 sett.,alle 19.30 rottura delle acque,il bimbo era ancora molto alto,non si era “incanalato”,inizio contrazioni alle 21 circa,da mezzora dopo iniziano ogni 3 minuti,il nostro bambino e’ nato alle 8.15 del mattino.11 ore sono lunghe a passare cosi’,ad un certo punto gridavo solo “aiuto!”,ciliegina sulla torta il mostricciattolo era gia’ rivolto davanti e le spalle non volevano saperne di passare.senza epidurale ce l’ho fatta,se mi avessero portata in ospedale e’ quasi certo che mi avrebbero fatto un cesareo(e lo dice il mio ginecologo e le ostetriche,non io),io poi sarei stata tanto terrorizzata dai dottori e dai macchinari che davvero non avrei retto ne’ collaborato.perche’ tutti siamo diversi e ci spaventano e rendono ansiosi cose diverse.
non sembrera’ possibile ma considero il mio parto la migliore esperienza della mia vita,la piu’ preziosa.e alla seconda gravidanza,quella difficile,non ho avuto dubbi a scegliere la stessa cosa.in premio ho ricevuto un parto velocissimo e quasi orgasmico,lo ammetto.
May 23rd, 2009 at 4:52 pm
leonessa,prima di tutto sono felice per te e iltuo bimbo,anchio da poco nea seconda mamma ti sento vicina!
quanto al resto riscriverei proprio le stesse cose,su i diversi tipi di aiuto e sicurezza, e mi sono sentita urtata dai tuoi commenti.
quanto a gravidanze difficili vogliamo fare una gara?non sarebbe di cattivo gusto?perche’ se la mia prima e’ stata una passeggiata la seconda no,per niente,non credere che sia una fortunella che non pensa ai problemi che possono insorgere.ne’ che se fortunella fossi sarei anche tanto superficiale.
May 23rd, 2009 at 11:52 am
@leonessa: congratulazioni per la nascita del tuo bimbo!
May 22nd, 2009 at 8:33 pm
@Anna: …tu hai detto che a partorire sono le mamme non le anestesiste….beh…vedi…io ho proprio partorito 5 giorni fa il mio bellissimo scricciolo, con a casa un’altro di 6 anni. …Vedi..io sono prima di tutto mamma , poi anestesista. E penso prima di tutto da mamma, poi da anestesista. Tutto quello che penso e ho detto l’ho detto con il cuore di una mamma che stava per partorire il suo secondo figlio…e con mille problemi legati alla gravidanza, perchè neanche questa volta ho potuto avere un’esperienza (come gravidanza)serena…vedi tu…
Forse chi ha la fortuna di avere gravidanze belle e/o parti belli a molte cose non ci pensa…o semplicemente non sa. Ma io ritengo che non serve essere medici…
May 22nd, 2009 at 9:39 am
@ecomamma.. ehh, me lo immagino che a te sarebbe stato un incubo. Un incubo tipo il mio all’idea di partorire a casa
Ne’ piu’ ne’ meno.
Pero’ questo e’ stato il MIO parto rispettato. Sono stata rispettata IO.
Quello che voglio dire, e’ che io non sottoscriverei mai una campagna intitolata “portiamo i cesarei al 15 % perche’ lo dice l’OMS e perche’ in Olanda fanno cosi’”
Se io fossi stata la 16esima di 100, a tirarmi per i capelli in un parto spontaneo, mi avrebbero fatto una vera violenza, ne’ piu’ ne’ meno uguale a quella che fanno con un cesareo non giustificabile e temuto, o con un’episiotomia fatta perche’ non si sa mai. E questo a prescindere dal fatto che, con il senno di poi, avrebbero probabilmente anche accoppato o rovinato la mia bambina.
Sarei invece in prima fila per sottoscrivere una campagna intitolata: medici, sanitari tutti, ascoltate le persone!! E questo non vale solo per il parto, ma per tutto, dall’eutanasia all’epidurale.
May 21st, 2009 at 9:02 pm
@mariagiulia: beh, buon per te. Per me, che credo di essere esattamente l’opposto caratterialmente parlando, il tuo racconto è piuttosto simile a uno dei miei incubi
gr
May 21st, 2009 at 6:45 pm
magari a qualcuna “pur parler” puo’ divertire sapere per quali motivi mi son goduta tanto il mio cesareo programmato. Cosi’, per completezza di informazioni, una campana un po’ stonata ci puo’ stare, no?
Beh, innanzitutto per arrivare ad avere mia figlia ci ho messo 4 anni, in cui non mi sono mancati ospedali e indagini e anche, purtroppo, raschiamenti. Ero un po’ provata e volevo andar per le spicce. La gravidanza e’ stata stupenda, volevo finirla in bellezza senza star a strillare per ore e avere diecimila dubbi se ce la facevo o no a fare sto parto spontaneo o sarebbe finita comunque a cesareo (il dott. diceva che era abbastanza probabile, ma non certo). Francamente con le incertezze, mi sentivo di aver gia’ dato.
Aggiungiamo il favoloso marchio di primipara attempata. Tutta quella storia di lacerazioni e punti la’ sotto, raccontata dalle mie amiche -pressoche’ tutte le poche che non han fatto cesarei-, non mi faceva per niente ridere. A 40 anni e passa, non hai l’elasticita’ dei tessuti che hai a 20. Se taglio deve essere, meglio sulla pancia, che non si vede manco con il costume, che in una zona dove puo’ renderti la vita meno gradevole (sentite tante di storie di vite rese meno gradevoli da episiotomia o lacerazioni).
Aggiungiamo che mia figlia aveva preso il vizio, nell’ultimo periodo di gravidanza, di muoversi pochissimo. Troppo poco. Anche con il saltino e cioccolatino. E dopo 3 corse al pronto soccorso con monitoraggio e flussimetria perfette, ero abbastanza stufissima.
E poi, che dire, mi e piaciuto il fatto di programmare, non avere l’effetto sorpresa delle acque che si rompono. Sono una che se si organizza, va come un treno, ma annaspo negli imprevisti. Mi sono concentrata, sono andata dall’estetista, dal parrucchiere, ho preparato tutto con calma e con cura, come una sorta di rito preparatorio mio, ho fatto una chiacchierata con la bambina la notte prima, che me la ricordo finche’ campo, e quando mi son presentata li’ alla mattina ero pronta, tranquilla, serena. Come se dovessi sbrigare l’ultima pratica prima di ottenere una cosa importante. Non volevo che il parto fosse una responsabilita’ mia, ho delegato. Ci pensassero altri, io volevo solo star tranquilla e godermi la bimba. Ero anche la prima della mattina. Ci siamo proprio sbrigate: ho iniziato l’accettazione alle 7, alle 8,24 la bimba e’ nata. Ha preso un punteggio da secchiona, e ho tirato un sospiro di sollievo che ha scosso le pareti. Era fatta. Ora si che si iniziava!! Del parto, ma kissenefrega, male ne ho avuto zero di zero, grazie a san Teradol, e ci ho messo una mezz’ora in tutto. In quei 4 giorni di ospedale abbiamo dormito come ghiri tutte e due e siamo tornate nella nostra bella casetta tutta pronta ad accoglierci come delle regine. Ma che voglio di piu?
May 20th, 2009 at 4:10 pm
Ufff mi sono persa, manco qualche giorno e mi ritrovo con 100 commenti!!!!!!!!!!
In buona sostanza sono d’accordo con Anna e Sara (magari tutti gli ospedali fossero come quello che descrivi tu, Sara!), con Ecomamma a proposito del parto in casa e il ruolo fondamentale del padre…
Io non avevo programmato il parto in casa perché sapevo che il mio ragazzo non sarebbe stato d’accordo e non mi avrebbe dato la sicurezza e l’appoggio di cui avrei avuto bisogno (come poi è successo in ospedale, che non faceva altro che dire che sonno, che fame, mi fa male la schiena :S). Spesso è difficile far capire ad un uomo (e anche a qualche donna) le esigenze di una donna in un momento così delicato, sono davvero pochi quelli che empatizzano con la propria compagna e ritengo che siano delle coppie davvero fortunate (sotto questo punto di vista, poi i problemi ce li abbiamo tutti).
Nel mio caso è stata dura anche la battaglia relativa al cambio di ospedale (qua in Spagna hai un ospedale che ti tocca a seconda di dove vivi e a me toccava guarda caso il mega ospedale con la neonatologia più importante di Spagna, al quale affluiscono tutte le donne i cui bambini hanno qualche problema o la gravidanza non si è sviluppata nel modo giusto (ovvio, per questo ben vengano i medici), una media di 50 parti al giorno, altissimo tasso di cesarei, insomma, una catena di montaggio, nella quale se ti capita il cesareo alla roulette come è successo a me, è possibile che ti lascino anche 8 o 9 ore in osservazione prima di mandarti in stanza, perché l’anestesista va a fine turno a controllare tutti assieme – è successo ad una mia amica).
Invece ho deciso di partorire in un ospedale appena aperto e ancora incompleto, tranquillo, 4/5 parti al giorno, senza nido (il nido di mia figlia sono IO, nonostante la pancia dolorante e tutto il resto, non ha nemmeno usato la culla, dormiva con me nel lettone dell’ospedale), alla fine ho avuto il cesareo ma sono stata separata da mia figlia “solo” due ore (e se ci ripenso mi viene un groppo in gola, cerco di scacciare il ricordo).
Per il prossimo ho tutto il tempo di decidere e studiare la situazione, riflettere, anche perché spero che sia un parto vaginale successivo al cesareo, vedremo…
Nel frattempo mi godo la mia bambina e cerco di dimenticare i brutti momenti.
May 19th, 2009 at 6:07 pm
ah. dimenticavo! il papà è parte integrante, assolutamente imprescindibile, quando si fa una scelta come il parto domiciliare. se lui non è d’accordo, convinto e tranquillo, meglio considerare un’altra alternativa. il parto in casa è una cooperativa, non un’opera in solitario.
May 19th, 2009 at 6:05 pm
@mariagiulia: vorrei aggiungere un’opinione riguardo al parto in casa. non è la mia esperienza personale, ma ho un certo numero di testimonianze dirette riguardo a questo evento. premetto che si tratta sempre di testimonianze positive, in cui tutto ma proprio tutto è andato per il verso giusto. ma questa premessa varrebbe allo stesso modo per un parto ospedalizzato (in fondo è quello che ti porta a definire un posto “buono” o “cattivo”). ma sto divagando. partorire in casa significa avere a disposizione tutto quello che è importante per sopportare al meglio il dolore. massaggi, silenzio, acqua calda, profumi, posizioni libere, aiuto dalla persona cara, casa propria. una mia amica mi raccontava di come buona parte del suo travaglio l’avesse trascorsa in assoluto silenzio, di notte, stesa sul suo divano, con un libro in mano. quando arrivavano le contrazioni respirava come le aveva insegnato l’ostetrica e solo quando il dolore era diventato davvero forte ha svegliato il compagno e insieme hanno avvisato l’ostetrica. al suo arrivo la mia amica (primipara e decisamente non un tipo particolarmente temerario) era già perfettamente dilatata. Un paio di belle spinte accovacciata a terra, sostenuta da suo marito e ha sparato fuori un pargolo di 3 chili e otto, con un punto di sutura interno come unica traccia del suo passaggio. Potrei raccontarti altre storie (ma forse non mi crederesti). In ogni caso, ti assicuro che se una donna è ben preparata, è tranquilla, è ben assistita e si lascia guidare dal proprio corpo, il parto non è quell’evento un po’ splatter e terrificante che siamo abituati a vedere in ospedale. io stessa, che ho partorito la prima figlia in un ambiente ospedaliero tutt’altro che “friendly” non ho sentito la necessità di strillare se non all’ultima spinta, anche perché avevo un enorme infermiere praticamente steso sulla mia pancia… ma questa è un’altra storia. quello che voglio dire è che siamo abituate ad uno stereotipo del parto che non necessariamente rispecchia la realtà, quando questo avviene nel modo più naturale possibile. sempre che sia quello che la mamma desidera, ovviamente. Certo, se sei impanicata, preoccupata per le eventuali emergenze, per il disordine o per il neonatologo che non c’è… allora certo che ti viene da strillare. Meglio l’ospedale. Ma non è una verità assoluta. non per tutte.
May 19th, 2009 at 4:12 pm
@anna, a me piace pensare al papa’ come socio fifty-fifty nella gestione dei bambini. Nel caso del parto pero’, se permetti, visto che la pancia ce la metto io, mi considero socio di maggioranza, e la mia volonta’ fa banco. Ho un accordo stupendo con mio marito, persino il pesante iter della procreazione assistita ci ha rafforzato come coppia, ma la faccenda di come e dove partorire l’ho considerata essenzialmente affar mio e basta. Avesse provato a dire “be” contro quel che pensavo fosse meglio fare, credo che non l’avrei presa bene.
Nel caso specifico per mio marito l’idea di un parto in casa sarebbe stata mooolto mooolto dura da digerire, l’avrebbe considerata un’assoluta stramberia pericolosa e non credo avrebbe appoggiato la scelta. Un parto in casa con marito e clan poco convinto se non riottoso, e’ da escludersi, mi sa.
Io non lo farei mai, ma la considero una scelta come un’altra, un filo piu’ temeraria e piu’ scomoda, ma nulla piu’.
Quanto al primogenito… beh complimenti… devi essere stata una partoriente molto silenziosa… io ho sentito degli strilli tali provenire dalle sale parto, che in casa non avrebbe dormito nessuno.
Nessuno in tutto il condominio, eh!
Ecco, in quel caso li’ avrei un po’ di paura di impressionare il bambino, e magari di non disporlo nel modo piu’ favorevole verso il fratellino che fa piangere la mamma.
May 19th, 2009 at 2:32 pm
i papa’ non sono “in fondo soci al 50″,i papa’ sono parte attiva del parto,almeno secondo me.quindi,ovviamente,dove e come e con chi partorire e’ stata una scelta presa insieme.tra ‘altro in grecia i padri non possono essere presenti al parto,per cui il parto in casa e’ l’unica soluzione perche’ il papa’ sia coinvolto. la questione del primo figlio e’ piu’ delicata,io ho avuto la fortuna di una nonna che e’ stata con il nipotino che se la dormiva mentre il fratellino nasceva.ne avevamo parlato tra noi e avevamo spiegato un po’ la faccenda,comunque,e so di diversi bambini che hanno assistito ad una nascita senza restarne turbati.
per il resto l’ospedale viene allertato ad inizio parto ed e’ pronto ad affrontare una qualsivoglia emergenza e ricovero,non rischi certo di rimanere per strada!
May 19th, 2009 at 12:47 pm
Mia cognata sta per avere un bimbo, e una sua compagna di corso preparto si è fatta un parto in casa inaspettato…
Era alla seconda gravidanza, ha cominciato a sentire “movimenti” e ha chiamato il marito che era a lavoro per farsi portare in ospedale.
Il travaglio ha avuto una progressione rapidissima, per cui quando il marito era arrivato non aveva più senso trasportarla in auto in ospedale. Questa mamma ha partorito in casa con l’aiuto del marito (con l’assistenza telefonica dell’ospedale) con la sorellina che voleva a tutti i costi dare una mano anche lei! E’ andato tutto bene, a parto avvenuto sono arrivati i medici per verificare che mamma e bimbo stessero bene.
E tutto gratis senza pagare l’ostetrica!
..questi sono i casi della vita…
May 19th, 2009 at 11:52 am
@ecomamma Grazie per la nuova casetta!! Mi pare anche meglio di prima… peccato solo che il mio avatar sembra una rana con le zanne!!
))
@anna grazie per le info sui tuoi parti in casa.
Qui non so come sia dal punto di vista economico. Penso che come ti paghi l’ostetrica privata in ospedale, te la paghi anche a casa. Io non ho speso nulla per il parto essendo struttura pubblica, e ho sfruttato l’assicurazione solo per farmi una bella e comoda degenza nel reparto solventi – la stanza singola costava se non ricordo male 800 euro al giorno, incluso anche il nido a richiesta per la bambina 24 ore senza orari -comodissimisssssimo!!!-. Potevo lasciarla e riprenderla come volevo. Non so qui in italia quanto costa un parto in casa. Una cosa pero’ la so di sicuro: ad esempio nell’ospedale dove ho partorito c’e’ una neonatologia all’avanguardia ed una TIN di eccellente livello. Di sicurissimo, quando e’ nata la mia bimba le accettazioni per gli esterni erano chiuse, il reparto era pieno. Solo chi era seguito li’ poteva farsi seguire li’. In soldoni il 118 li’ non portava nessuno per emergenze. Non so pero’ come si regolino per i parti in casa. Credo che non accettino neppure di dare la loro disponibilita’. Anche questa e’ una faccenda da considerare nell’ospedale a un quarto d’ora. E comunque il problema dei reparti pieni e dei posti non disponibili qui non e’ un problema piccolo…
Scusate la mia insaziabile curiosita’, spero che non vi dia fastidio, ma i i papa’ ed eventuali altri figli, come la vedono questa faccenda del parto in casa? E’ vero che partorisce la donna, ma i papa’ in fondo son soci al 50% nella faccenda figli, e credo che vadano ascoltati..
Scusate, e’ una curiosita fine a se’ stessa, a me personalmente sta cosa, piu’ ne sento parlare e piu’ mi darebbe l’ansia assoluta l’idea di farla.
Manco ci avevo pensato alla faccenda che si sporca in giro… Figuriamoci l’idea di torcermi per i dolori di parto e dover pure pensare a non macchiare il nostro bel letto tessile nuovo o a ripulire il parquet. Piccaritadiddio!!! Non mi prendete in giro!!!
Per quanto riguarda gli olandesi poi -ho vissuto li’ 6 mesi- … il popolo delle biciclette che in stragrande maggioranza usa bici scomodissime con il maledetto freno a contropedale, va in vacanza in roulotte e ha il cesso non riscaldato dall’altra parte della casa rispetto al bagno… ha un’idea cosi’ diversa dalla mia sulla vita comoda, e sul godersi la vita, che non oso pensare in un momento delicato come il parto a quanto vorrei far diverso da come fanno loro, a prescindere da tutte le statistiche!!
May 19th, 2009 at 9:31 am
bellissima la nuova casa ecomamma!e bellissimo il tuo blog,che mi e’ stato sesso di grande aiuto e incoraggiamento,grazie.
May 19th, 2009 at 9:25 am
@ mariagiulia.dunque,io vivo in grecia e quindi la mia esperienza e’ relativa a questo paese,in cui e’ un’associazione di ostetriche,ginecologi e altri a farsi letteralmente carico di questa realta’. il parto in casa tra i vari presupposti per essere considerato conta,in effetti, anche la distanza dall’ospedale piu’ vicino. i primissimi controlli al bambino vengono fatti dlle ostetriche,tipo l’indice di apgar.piu’ tardi nella stessa giornata (o anche il giorno dopo,decidono i genitori) viene il pediatra,o il proprio o uno di quelli che collaborano con uesta associazione che ti propone una lista di nomi,omeopatici o classici,divisi per quartieri,in modo che sia facile mantenere poi lo stesso dott..per i 10 giorni sucessivi vieni seguita a casa dalle ostetriche che hanno seguito il parto e dal pediatra,dicimo che e’ un controllo giornaliero che comprende,ovvio,tutti i tagliandi per mamma e bambino,prelievi sangue per le allergie,consulenza per allattamento (ovviamente viene anche una consulente della LL che si presume tu abbia gia’ conosciuto perche’ la stessa associazione orgnizza corsi pre e post parto molto validi)etc.
tutto questo costa 1500 euro,parto,corsi,controlli e visite ginecologiche dei mesi sucessivi,compreso un pap test. forse sembra molto ma in questo paese funziona uno strno sistema di assicurazione sanitaria per cui amici che hanno partorito in un ospedale pubblico hanno pagato 1200 euro (se rinunci pero’ alla presenza del tuo dott. e paghi solo l’ospedale credo sia intorno ai 300 euro).
aggiungo le cifre per dovere di completezza,non e’ un’esperienza per tutti ma nemmeno per pochissimi ricchi,credo.
io ho partorito due bimbini cosi’,e’ stato bellissimo.
anna
May 18th, 2009 at 8:33 pm
Feed aggiornato, mi piace la nuova casa.
Arianna
May 18th, 2009 at 7:03 pm
@mariagiulia: allora ti dico quello che io avevo progettato per il mio fantomatico parto in casa che non è avvenuto. altre potranno riportarti la loro esperienza, magari anche riuscita
per quanto mi riguarda sarei stata felicissima di starmene a casa mia. alle seguenti condizioni: quando si decide di partorire a casa si contatta un’ostetrica che abbia esperienza in questo senso. quella che ho contattato io ha fatto nascere una quantità di bambini che non ci starebbe in una scuola d’infanzia ed è una persona molto ben organizzata. infatti, un bel po’ di tempo prima ti fornisce un opuscolo con un mare di informazioni e una “lista della spesa” per attrezzarsi la casa in modo da non sporcare troppo in giro (lenzuola usa e getta, per esempio…) e da fronteggiare piccoli imprevisti (bombola di ossigeno piccola da prendere a noleggio). niente di che. sempre nel mio caso, avevo già preso accordi con la mia preziosissima pediatra che sarebbe stata presente alle ultime fasi del parto o sarebbe venuta immediatamente dopo a dare un’occhiata alla bambina. in ogni caso, l’ostetrica è perfettamente in grado di determinare lo stato di salute generale del neonato senza bisogno di tante “manovre”. eventuali situazioni di emergenza non hanno bisogno di un pediatra per essere riconosciute. tutto il resto può attendere il tempo dell’arrivo del medico di fiducia. aggiungo che un requisito base per effettuare il parto domiciliare è avere un ospedale a meno di un quarto d’ora d’ambulanza. detto questo, invito anche a dare un’occhiata alle statistiche di morbilità e mortalità di paesi in cui esiste un alto tasso di parto domiciliare (olanda). infine: partorire in casa è oggi, grazie a dio, una delle opzioni. non va bene per tutte, a prescindere dalle condizioni di salute, è una questione psicologica. per me sarebbe stato il massimo. mi dispiace che non sia accaduto, ma non ne faccio una malattia. detto ciò, quello che in questo blog cerco continuamente di fare è difendere la libertà di scelta delle donne per quanto riguarda la loro dimensione di madri. libertà di scegliere in modo consapevole, cosa possibile solo quando si è informate nel modo più completo.
May 18th, 2009 at 3:25 pm
avrei una curiosita’ sul parto in casa. Mia figlia e’ nata in ospedale, e nei 4 giorni che e’ stata li’, dei bravi neonatologi me l’hanno rivoltata come un calzino -secondo la prassi ospedaliera-, con tutti gli screening ed indagini possibili ed immaginabili (udito, vista, anca, bilirubina, visita cardiologica, altre varie ed eventuali) Quando e’ uscita di li’ era “tagliandatissima”, io super serena, e dal pediatra ci e’ andata per i controlli dopo un po’, dato che cresceva bene e stava benissimo.
Ma chi ha partorisce un bimbo in casa, si deve poi fiondare da un pediatra, o pagarne uno a parte? E’ previsto anche il neonatologo nel protocollo del parto in casa? Oppure semplicemente se il bimbo sta bene, si lascia perdere, sempre in base alle statistiche che normalmente i bimbi stanno bene e per non medicalizzarli troppo?
Non e’ un intento polemico, e’ semplicemente che partorire in una struttura mi pare che ti dia un sacco di comodita’ oltre che di sicurezze, tipo appunto non doverti stare a sbattere immediatamente dopo il parto a portare il bimbo a fare controlli completi. Che secondo me ci vogliono assolutamente. Te lo “servono” gia’ con tagliando completissimo incluso nel disturbo,vuoi mettere?
Non e’ che io mi sia follemente divertita in quei 4 giorni di ospedale, non mi sarei divertita manco a casa a star male per un sacco di ore. A sto punto, saro’ poco romantica ed insensibile, ma apprezzo le comodita’ e buonanotte a tutto il resto.
May 17th, 2009 at 8:10 am
ho detto,leonessa,che a priori non comporta piu’ rischi partorire in casa che in ospedale. intendevo un qualsiasi ospedale o una qualsiasi clinica.
probabilmente,come suggerisci gentilmente,non sono abbastanza intelligente da capire a fondo,eh,non lo metto in dubbio,tuttavia insisto.
perche’ non calcolo la sicurezza di un parto solo con quanti strumenti ho vicino nel caso si verifichi il peggiore dei casi.che puo’ comunque verificarsi,sempre e dovunque.perche’ sicurezza per una madre puo’ significare tante e diverse cose,perche’ tu sarai del mestiere,ce lo hai detto mille volte,ma a partorire sono le madri e non le anestetiste.le madri,e i bambini,non hanno sol bisogno di un reparto o di tanti dottori,ma anche di altro,perche’ non ci si rilassa solo con un’epidurale.
quello che scrive sara sulla percezione dei rischi e sui bambini in macchina volevo scriverlo anche io ma mi hanno preceduta!
infine,sia chiaro,siano benedetti ospedali,cesarei,anestetisti e dottori tutti,so bene che ne abbiamo bisogno e che salvano vite.
May 16th, 2009 at 10:28 am
@maria giulia:
Chissà che spavento ti sarai presa…
Ah! Adesso ho capito.
Io non sono particolarmente né favorevole né contraria al parto in casa. E’ un’opportunità che va data alla donna e che va scelta (come qualsiasi altra cosa) solo dopo essersi informata adeguatamente.
Mi fa sorridere quanto siamo irrazionali noi umani: vedo mamme che fanno un miliardo di controlli in gravidanza, in ospedali superspecializzati, leggono di tutto e di più… e poi in gravidanza vanno in giro in macchina senza cintura di sicurezza perché pensano faccia male al bambino o (peggio) “approfittano” della gravidanza per avere la “scusa” per non mettere la cintura. E quel che è assurdo è che il codice della strada prevede che una donna incinta (se ha un certificato del gine) possa farlo. Lo sapete che i feti che muoiono in incidenti stradali il più delle volte muoiono perché è morta la mamma? Il che vuol dire che se la mamma si salva (=mette la cintura) molto probabilmente si salverà anche il bimbo.
Per non parlare poi di tutti i bambini che non vengono messi sui seggiolini auto o che viaggiano slacciati (recente statistica: il 40% dei bambini europei viaggia senza seggiolino), il che significa che basta una brusca frenata per ammazzare un bambino, o quantomeno per fargli molto male (un urto o una frenata secca a 50 km/h per un bambino non legato al seggiolino corrisponde a una caduta da 10 metri di altezza). Poi però impallidiamo davanti alla possibilità remotissima di chissà quali accidenti.
Non parlo dei presenti, non vi conosco e non so quali siano le vostre abitudini. Parlo di genitori che vedo tutti i giorni, fuori di qui.
La percezione del rischio è un concetto mooooolto personale, nonostante i dati e i numeri siano lì sotto gli occhi di tutti.
Per tornare al parto, esistono delle rare realtà che conciliano l’intimità della casa e la sicurezza dell’ospedale.
So che al Careggi di Firenze c’è una struttura (non so se già operativa) in cui ci sono delle specie di “miniappartamenti” in cui la mamma partorisce e rimane per tutta la degenza, con vasca e tutto. Però ci si trova comunque all’interno di un ospedale per cui al minimo problema c’è tutta l’assistenza che serve.
Anche senza fare cose così particolari, nell’ospedale dove ho partorito io (ospedale di medie dimensioni in Veneto) non esiste sala travaglio e sala parto: la donna entra in una stanza dove fa tutto, ora hanno messo anche la vasca e ora che hanno rinnovato l’ospedale hanno fatto anche queste stanze con colori diversi (blu, arancio, giallo, verde) così secondo la disponibilità una può scegliere. Insomma, piccole attenzioni che dovrebbero rendere il parto più umano, ma si è dentro un ospedale e dietro la porta ci sono tutte le cose che servono per le urgenze e la sala operatoria è a un metro, e al piano di sotto c’è la patologia neonatale.
Non sono certo per un parto medicalizzato, ma ricordiamoci che una volta morire di parto e la mortalità neonatale erano elevatissime.
Mia nonna (12 figli!) diceva “Nella via di mezzo crescono gli alberi perché non ci passa nessuno”.
May 15th, 2009 at 2:05 pm
@Giorgia: d’accordissimo sull’umanità, la compresione, l’ambiente agevole e la tranquillità e serenità della mamma…ecc Ma non puoi paragonarmi un parto alle probabilità di essere schiacciato da un mattone per strada o cadere da un aereo….o comunque farne un gioco di probabilità . E’ vero che , come dice ecomamma lavorando in ospedale e peraltro facendo il mio mestiere, …con le urgenze ci convivi e perciò entrano in meccanismo purtroppo quasi abituale, (anche se in realtà non è così, …la realtà è molto lontana dal dott. House…credetemi, e io sono tutto meno che un’esaltata), …però quando è l’ostetricia che ti chiama…CORRI sempre perchè sai che quelle sono le vere urgenze/emergenze che quando accadono ti fanno perdere 50 anni di vita…perchè le vite sono 2, perchè sono sempre imprevedibili, perchè sono quelle in cui hai solo una manciata di secondi/minuti per agire. E sono tanti i tipi di urgenze/emergenze che possono accadere in sala parto, non 1 o 2, e neanche così infrequenti come si possa pensare, …fanno parte del “gioco” nel senso che fanno parte dei rischi di un parto (naturale o anche cesareo), ma bisogna senza allarmismi sapere che ci sono. Andare a partorire non è come salire su un aereo ed iniziare a contare le probabilità…anzi è bene non contarle proprio quelle probabilità semplicemente perchè bisogna affrontare il parto con la massima serenità! Ma è sbagliato affermare che il parto in casa è sicuro come quello in ospedale. Non so se sono riuscita a farmi capire. Io lo ritengo un messaggio pericoloso perchè appunto scorretto. Poi anche il parto in casa deve far parte della libera scelta di una donna, a patto che ne sia come tutte le cose correttamente informata. Ognuno deve essere libero di scegliere per se stesso, basta che ne sia consapevole in tutto e per tutto.
May 15th, 2009 at 12:45 pm
@sara
sai com’e’ la faccenda che 3 indizi fanno una prova?
Ecco… una cosa del genere. Nella mia storia medica e personale c’erano un po’ di cosette, tipo una pregressa miectomia, effettuata pero’ 6 anni prima, ed altre varie cosettine, che da sole non facevano nettamente propendere per il cesareo, ma messe tutte assieme potevano far pensare che sarebbe finita cosi’. Nulla di riferito alla gravidanza in se’, che era perfetta. Ovviamente il medico non si e’ sbilanciato in percentuali. Volendo avrei potuto tentare un parto spontaneo, sarei stata tenuta d’occhio in modo particolare e sarebbero stati pronti ad intervenire. A me pero’ quella che “m’accide” e’ l’incertezza. Il parto per me era gia’ un trionfo in se’. Il coronamento di tanti anni di sacrifici e di delusioni. Gia’ arrivarci, e dopo una gravidanza senza nemmeno mezzo problema (manco le smagliature!!), mi sembrava un miracolo. Francamente anche il minimo rischio di una sofferenza fetale che si instaurasse durante un parto difficile, mi faceva star male. Ho voluto l’ospedale con la neonatologia migliore d’italia (di cui non ho usufruito).
Sembro n’ossessionata, eppure con mia figlia adesso sono tutt’altro che apprensiva. Ma l’idea che le succedesse qualcosa nel parto era per me insopportabile: hai presente quando fai un lavoro veramente importante e bello e hai paura del classico imprevisto finale che puo’ mandarlo all’aria? Ecco.
Non sono una medium, ne’ credo particolarmente a queste cose, ma nella mia tenacissima volonta’ del cesareo secondo me un po’ di preveggenza c’e’ stata -unica volta in vita mia!!-
Lo sai che mi sento male all’idea di quel che sarebbe potuto succedere? Tra l’altro e’ una cosa che ho saputo ben dopo. Non avevo neppure letto la cartella clinica. Al controllo dei 40 giorni il dottore mi ha detto: beh, certo, meno male che abbiamo fatto il cesareo, non oso pensare… e mi ha detto della faccenda del nodo. Mi sono mancate le gambe….
May 15th, 2009 at 12:04 pm
@Maria Giulia:
scusa, forse non ho capito una cosa o mi è sfuggita nei vari post.
Il discorso del nodo al funicolo lo hai saputo dopo il parto, giusto? Quindi non è per quello che hai fatto il cesareo.
Mi sfugge quindi il motivo per il quale ti era stato proposto il travaglio di prova e/o il cesareo. C’era già prima una situazione che lasciava presagire possibili complicanze nel parto?
May 15th, 2009 at 11:20 am
@giorgia,
vorrei aggiungere una cosa:
quando parli di essere alla merce’ di studenti e praticanti, secondo me dimostri un’antipatia un po’ eccessiva verso la classe medica. Io ho scelto di partorire in un’ospedale univesitario, con un reparto di neonatologia di eccellenza assoluta. Cosa che mi serenita’ piu’ di tutto.
Ebbene, dove vuoi che si formino le figure professionali di un certo livello? Sui bambolotti gonfiabili? E’ logico che gli studenti ed i praticanti debbano vedere i malati. Senno’, che praticano?
Quando ho partorito, ci saran state boh.. sei- sette studenti in sala operatoria. Rispettosissimi e pure simpatici. E due simpatiche studentesse mi hanno preparato all’operazione, sotto la supervisione di una caposala.
Vuoi il reparto di neonatologia primo in Italia a disposizione? Beh, le condizioni sono queste. A me non sembrava un patire eccessivo. E’ durato tutto un quarto d’ora, e non me ne sono manco accorta di quelle persone che non erano li’ per giocare, ma per imparare.
@ecomamma: innanzitutto grazie per l’ospitalita’ e per il sito sempre interessante. Ad onor del vero, sono piu’ io che il mio medico che ha spinto per il cesareo. Lui mi conosce e’ non si e’ messo di traverso. L’idea di metterci ore, e soprattutto di una possibili sofferenza fetale non mi sorrideva. Ripeto, che con il senno del poi e con l’imprevisto problema del nodo vero del funicolo, mia figlia sarebbe potuta semplicemente MORIRE nel corso di un parto spontaneo. Secondo me, la mia forte propensione per il cesareo, era proprio una premonizione. O almeno, a cose fatte, lo glorifico per quello.
May 15th, 2009 at 11:06 am
innanzitutto: rispetto assoluto per le posizioni di ciascuna donna. ognuna conosce se stessa, le proprie paure, i propri limiti. buono è il medico che riesce ad entrare in sintonia con le esigenze della propria paziente e la sa consigliare nella direzione più adatta a lei. penso comunque che ci siano una serie di vie di mezzo tra un parto alla “mi lancio dal burrone con paracadute chiuso” e cesareo programmato.
secondo: io avrei di gran lunga preferito partorire a casa. non perché non sono consapevole dei rischi, quelli ci sono sempre, comunque, qualsiasi cosa si faccia nella vita. ma perché sono intimamente convinta che il parto sia un evento assolutamente “normale” e volevo godermelo. sì perché sono anche convintissima che il parto si possa godere. non è una malattia, non è un fenomeno strano. Non ho partorito a casa (anzi ho fatto un cesareo a travaglio iniziato) perché le condizioni iniziali rendevano la cosa più rischiosa rispetto a un normale parto. e allora sarei stata idiota ad agire diversamente.
a leonessa, della quale condivido il pensiero di fondo, ossia il totale rispetto per la volontà e la sensibilità di chi affronta il parto, voglio solo dire che a volte lavorare in ospedale o frequentarli molto ci rende più sensibili nei confronti delle evenienze negative che, a guardare bene, non sono la norma, ma l’eccezione.
a maria giulia: la scelta di un cesareo programmato quando non vi siano le condizioni di rischio iniziali comprovate a mio parere non è un’opzione che un medico dovrebbe proporre. vi sono tante alternative. per esempio, nel tuo caso è ovvio che nessuno avrebbe potuto proporti un parto in casa. grazie al cielo possiamo scegliere. Un travaglio ben monitorato, la proposta di un’epidurale calibrata sulle tue esigenze ed eventualmente il cesareo a travaglio in corso non mi sembrano un’opzione folle, ma una sana via di mezzo.
May 15th, 2009 at 9:06 am
@giorgia
si, si puo’ sapere a priori che ci sono alcune situazioni che potrebbero rendere problematico un parto spontaneo. A te sembra una boiata, ma non e’ cosi’.
In questo caso il medico e la mamma possono dire: proviamoci lo stesso, in caso stiamo pronti con il bisturi. Oppure: non proviamoci neanche. Bisturi subito. Io ho scelto la seconda opzione.
Avendo l’assicurazione potevo pure pagarmi un’ostetrica privata che stesse sempre con me, ma sta cosa che per un problema pre-esistente potevo farmi travaglio e cesareo, non mi ispirava per niente.
E non perche’ sia disinformata o perche’ il mio medico sia un aguzzino: ma perche’ io son cosi’. Ero piu’ tranquilla e rilassata e mi sono goduta quel momento li’ per quel che era: l’arrivo di una desideratissima bambina.
Tu puoi essere incredula, ma io me lo sono goduto quel momento, a anche la bimba non aveva l’aria di essere molto sofferente
E io resto incredula al pensiero di una mamma che sa che il bimbo va su e giu’ dal canale del parto con il rischio di avere seri danni, e non e’ ben grata ai medici che praticano un cesareo per una situazione che puo’ potenzialmente finir male sul serio, e invece e’ finita bene.
Si poteva far diversamente? chissa’, forse… ma non e’ che sia finita male.
Io non voglio pensare che dietro il camice bianco ci sia sempre un cretino che fa cesarei a vanvera per andarsi a mangiar gli spaghetti a casa.
Fermo restando che alle volte i medici spiegano poco, male e di malagrazia, alle volte mi sembra che ci sia un po’ di ingratitudine e di supponenza, di saperne sempre e comunque di piu’.
Insisto nel dire che a me non sfiorerebbe neppure l’idea di partorire al buio, con una persona anche qualificata ma senza tutta una serie di possibilita’ mediche immediatamente disponibili. Non mi ci metterei.
Non ne sarei capace, come non sarei capace di ammazzare una gallina per mangiarla, e un sacco di altre cose che facevano serenamente le nostre nonne che partorivano in casa.
So fare altre cose che loro non sapevano fare, ma partorire in casa, no. E non per questo mi sento sminuita nella mia femminilita’.
Ognuno sceglie che rischi prendersi: c’e’ chi non prende gli aerei, e c’e’ chi non partorirebbe in casa. C’e’ chi considera il cesareo una sorta di sconfitta e c’e’ chi se ne frega e se lo gode per quel che e’.
May 14th, 2009 at 9:31 pm
@ Maria Giulia
Scusa proprio ma questo “travaglio di prova” mi sembra proprio una boiata (anche se te l’ha detto il tuo ginecologo), perché uno non può stabilire a priori se qualcosa può o non può andare male durante il parto.
Puoi avere avuto una gravidanza splendida e un parto terribile o viceversa, le due cose non sono legate.
Io non facevo nessun travaglio di prova, io facevo il mio travaglio, poi in ospedale si sono preoccupati di interrompermi e mettermi i bastoni tra le ruote ed è finita com’è finita. Probabilmente se mi avessero lasciato in pace mia figlia non sarebbe nata così ma in ben altro modo, soprattutto più rispettato.
I figli delle tue compagne di stanza, quello con il bozzo in testa e con il braccino rotto… Va be, che dire… Qua entriamo in un terreno spinoso e soprattutto usciamo fuori tema, il braccio rotto sicuramente l’ha provocato una manovra (di Kristeller) che non so se in Italia sia proibita, ma in mezza Europa SI, ed è altamente pericolosa per la madre (rottura uterina) e per il bambino (sofferenza fetale). Ma non sappiamo se è stato quello o no quindi non possiamo trarre conclusioni. Ma un braccio non si rompe in un parto normale e in ogni caso un braccio rotto NON è la normalità e direi che sarebbe anche denunciabile. Il bozzo in testa magari fu causato da un parto strumentale (ventosa, forcipe…) ma anche qua non lo sappiamo e non facciamo supposizioni, comunque ripeto, il parto è un processo intimo, fa parte della nostra vita sessuale. Prima ho fatto il paragone con un orgasmo perché gli ormoni che entrano in gioco sono gli stessi così come i meccanismi mentali. E allora come pretendiamo che non sorgano problemi in una sala parto (ambiente estraneo) luminosa, con gente che entra ed esce, con un tracciato attaccato e coricata con le gambe spalancate alla mercè magari di studenti e praticanti? (E qua rientra il tipico topico del parto in casa con le candele… Sai che gli animali diurni partoriscono nell’oscurità, e viceversa? Sai che c’è bisogno di stare in tranquillità, in un posto conosciuto e sicuro? Per questo motivo c’è chi sceglie la casa come sala parto e non perché si sente una figlia dei fiori).
Sulla sofferenza fetale, spesso si vuole vedere anche quando non c’è, oppure c’è e si può risolvere cambiando postura, solo che non in tutti gli ospedali puoi scegliere come stare e se hai l’anestesia che ti addormenta le gambe scordatelo proprio.
A me hanno fatto il cesareo non per sofferenza fetale ma perché dopo quasi tre ore di spinte la piccola scendeva e poi tornava su, forse un cordone corto o un giro attorno al collo.. Non lo so, fatto sta che la prossima volta cercherò un posto più rispettoso (e questo lo era più di tutti gli altri che avevo a disposizione, figurati…). E alla fine io ero sfinita e soprattutto arresa, demoralizzata, non avevo l’appoggio di cui avrei avuto bisogno (la prossima volta mi porto appresso mia madre o una doula e non il mio ragazzo che più che aiutarmi mi innervosiva grrr) e hanno optato per un cesareo. Sono entrata e uscita dalla sala operatoria in lacrime, mi sono persa le prime ore di mia figlia, passata tra le braccia di tutti (altro punto, in un’altra occasione vieterò al mio ragazzo di chiamare tutta la sua famiglia che 10 minuti dopo si sono fiondati inospedale come falchi) mentre io ero in osservazione in lacrime… Senza parole…
Sono contenta che tu l’abbia presa bene, io non l’ho ancora digerita.
@ Leonessa
I 100000 macchinari in sala parto li ho nominati citando Maria Giulia che ha scritto che lei se non li avesse avuti non sarebbe stata tranquilla.
E a proposito del parto in casa…
Se una donna è lasciata tranquilla ( e questo lo sai perché tu stessa condividi lo stesso punto di vista, come abbiamo già discusso in un altro post) e il parto viene lasciato andare al suo ritmo, la donna sceglie se bere, mangiare, camminare, coricarsi, luce, buio, compagnia, solitudine, etc, etc, etc… Quanti sono i parti che finiscono in ospedale? Molto pochi. E quante complicazioni? Molto poche. Per le stesse ragioni che tu elenchi allora non dovremmo mettere piede fuori di casa perché c’è la probabilità che una macchina con un ubriaco dentro salti il semaforo rosso e ci investa o che ci cada in testa il tipico vaso di fiori da un balcone, etc, etc.
I rischi ci sono ma la probabilità è più bassa di quella di precipitare con un aereo…
Tutta la nostra vita è un gioco di probabilità, solo che viviamo tranquilli senza pensarci, ma per quanto riguarda il parto la paura ci invade, la nostra “cultura” è l’unica che vede un parto come pericoloso, nel resto del mondo (culture non occidentali) viene visto come una tappa come un’altra della vita sessuale di una donna. Il panico ci ha fatto prigioniere, abbiamo perso la coscienza di saper partorire senza l’aiuto di nessuno…………… Vado fuori tema…
May 14th, 2009 at 7:29 pm
IL parto a casa E’ più rischioso A PRIORI del parto in ospedale!Semplicemente perchè l’imprevedibile può succedere in ospedale come a casa….solo che in ospedale (quelli veri di almeno 2° livello, ..non parlo di quelli di 1° livello, delle case maternità, delle cliniche private -diverse- …ecc) hanno presenti un’ostetrica ( almeno…, un ginecologo, un’anestesista ,un neonatologo o pediatra ( che potrebbe anche essere reperibilem, ma comunque c’è l’anestesista!), una sala operatoria, un centro trasfusionale, una rianimazione! A casa hai una o due ostetriche e BASTA!
Credo che qualsiasi persona intelligente possa capire la differenza tra le due situazioni se si deve affrontare un’emergenza per mamma o bambino o tutti e due!
May 14th, 2009 at 2:20 pm
@anna,
il parto in casa non e’ piu’ rischioso del parto in ospedale “a priori”.
A me interessa che non lo sia “a posteriori”.
Il rischio di essere traumatizzata da un parto (spontaneo o cesareo) effettuato da personale poco umano ed attento, esiste.
Ma facendo una scala di priorita’, lo metto estrememente piu’ in basso del rischio di un qualcosa di imponderabile, inatteso e imprevedibile che ti puo’ rovinare sul serio la vita.
Parlo per me: ho fatto quarantamila ecografie di vario livello durante la gravidanza, e flussimetrie e quant’altro. Tutto bene.
Eppure c’era una cosettina, assolutamente impossibile da individuare con qualsiasi esame, che avrebbe potuto semplicemente distruggere la vita della mia bambina. E la mia con lei.
Un’evenienza con un’incidenza dello 0,50% per cento dei casi e anche meno.
Sai come mi avrebbe consolato questa statistica favorevole?
May 14th, 2009 at 1:46 pm
@anna:
il parto in casa non è sicuro come in ospedale e non te lo dice una sprovveduta, am una che consce perfettamente i rischi , sa cos’è la sicurezza e la ti tocca ogni giorno con mano.
@giorgia:
quali sarebbero i 10000 macchinari in sala parto? le done finiscono in cesareo a causa di questi fantomatici machinari?
Un nodo vero non è un giro di funicolo al collo: uno può dare seri problemi all’espulsivo soprattutto se associato a più giri di funicolo o funicolo corto…un giro di cordone al collo in genere non scalfisce nè la salute del bimbo nè quella dell’ostetrica.
Se tu hai fatto un TC a fine travaglio…quello è un cesareo URGENTE , e di solito viene fatto in anestesia spinale…il cesareo d’EMERGENZA è un’altra cosa e a seconda delle situazioni viene fatto in spinale o in generale.
Ormai i ginecologi e le ostetriche in grado di gestire bene un parto podalico li conti sulle dita di poche mani….
Sul tema sicurezza troppe persone credono di saperne una pagina più del libro…non è così!
May 14th, 2009 at 1:23 pm
e per l’ennessima volta chiedo di non dire che partorire in casa comporti un rischio maggiore a priori.e non sono le candele in se’ a farti scegliere. i razzismi sono tanti.
May 14th, 2009 at 12:14 pm
Cara Giorgia,
con il nuovo protocollo adottato in molti ospedali il cesareo si programma nel corso della 39 settimana se non ci sono diverse indicazioni: mia figlia e’ nata a 39+4 di 3620 gr e 53 cm.
Il nodo vero del cordone ombelicale e’ una faccenda completamente diversa dal giro di cordone. E’ appunto un nodo. Prova ad immaginare quello che succede se tiri un nodo. A me vengono i brividi solo al pensiero.
Posso dirti che non mi piace pensare che i medici siano i nostri peggiori nemici che agiscono per un loro tornaconto a scapito della nostra dignita’ se non addirittura della nostra salute?
Purtroppo prima di avere mia figlia ne ho bazzicati parecchi, di ginecologi. Devo dire che gli incompetenti, gli avidi, i disonesti e gli irrispettosi non sono certo la maggioranza.
Esistono, ma non sono la maggioranza, per fortuna.
Posso rassicurarti sul fatto che nessuno mi ha terrorizzato, ne’ tantomeno e’ stato reticente o mi ha mai anche lontanamente fatto sentire un utero da svuotare.
Il “travaglio di prova” e’ un po’ quel che hai fatto tu: Ci provi, e se non va, si procede di cesareo, perche’ qualche condizione pre-esistente fa pensare che possa finire cosi’.
Tu hai accettato questa cosa, io ho detto “neanche per sogno”, programmiamo tutto e prendiamo il bene di cio’.
Sono entrata in ospedale con le mie gambe alle 7 di mattina, alle 8,24 e’ nata la bimba. E poi sono andata nella mia bella stanza, ragionevolmente fresca e riposata e pronta ad affrontare l’avventura meravigliosa. Dopo 4 giorni eravamo a casa.
Ho privato la mia bambina del beneficio del travaglio, pero’ ho qualche dubbio che un parto spontaneo che alla fine esita in un cesareo non includa anche un minimo di sofferenza fetale -seno’, perche’ si procede con il cesareo?
Non sono certo cosi’ pazza a dire che il cesareo e’ meglio in assoluto, pero’ devo dire che nella mia ristrettissima e non significativa esperienza, il bimbo con il braccino rotto, quello con un bozzo enorme in testa erano al lato della mia bambina bianca e rosa fresca di cesareo, e non avrei fatto a cambio.
E poi, ammetto serenamente i miei limiti: l’idea di farmi i dolori di un travaglio e poi fare pure il cesareo non e’ nelle mie corde.
Il medico non avrebbe avuto alcuna presa su questo mio sentire, anzi, se avesse insistito oltre per il parto naturale, mi avrebbe infastidito e basta.
Sono da sempre abituata a vedere il lato buono delle cose.
Mi si propone un cesareo per ragionati motivi?
Evabbe’… e’ meno bene di un parto naturale, ma ha dei suoi pro. Me li godo e non mi sto a far troppe domande.
E’ un po’ come stare con 5 a briscola. Io sto.
Ribadisco che, con il senno di poi, quello che avrei rischiato con il parto naturale e’ talmente enorme che probabilmente mi fa vedere il cesareo ancor meglio di quello che e’.
PS
))
tutto mi sarei aspettata dal parto, spontaneo o cesareo che fosse, tranne un orgasmo
May 14th, 2009 at 10:14 am
@ Maria Giulia
Scusa se ti posso aver offeso, ho utilizzato il tuo caso come esempio, non ho mai detto che non ti sei informata, ma che il medico (probabilmente) non ti ha informato bene, ma anche senza volerlo, prima di tutto è un uomo e per la mia esperienza posso dire che ce ne sono ben pochi che riescono a empatizzare i nostri sentimenti, sbalzi ormonali, etc. In ogni caso non capisco l’espressione “travaglio di prova”, cosa vuol dire? Cioè il tuo medico sapeva a scienza certa che non avresti potuto partorire? Il problema è che spesso e volentieri noi donne siamo considerate come uteri da vuotare e non come persone, all’improvviso veniamo calpestate e non capisco perché, viene rispettato di più chi si opera di appendicite che una donna incinta :S
Il parto fa parte della vita sessuale di una donna, la mestruazione, il rapporto sessuale, e i meccanismi sono gli stessi che si mettono in moto quando si ha un orgasmo, per questo c’è chi sceglie di partorire in casa (cosa che io non farei comunque… O si per il prossimo????? ) per stare tranquilla e permettere alla parte istintiva – siamo animali – di venire fuori.
Un parto in ospedale con 10000 macchinari accesi e pronti all’uso, di sicuro di sicuro non si svolge in un ambiente adatto, sfido chiunque ad avere un orgasmo in una sala piena di gente che guarda, parla degli affari suoi, con le luci a mille, etc. Molti parti finiscono in cesareo prprio per questo motivo e non per problemi intrinseci al parto.
Capisco perfettamente che c’è chi non ne vuole sapere, anche io prima ero così, purtroppo è colpa di chi ci ha da sempre inculcato la paura.
Il fatto che tua figlia sia stata concepita con fiv non la discrimina in assoluto, ci mancherebbe altro… Anche chi rimane incinta al primo tentativo credo che abbia i tuoi stessi dubbi.
E il cesareo ha tantissimi rischi anche per il bambino e molti meno del parto vaginale. Un giro di cordone intorno al collo non è così pericoloso come si crede, conosco ostetriche che sfatano questo mito. SUl nodo non saprei cosa dirti, in effetti, comunque è sempre meglio che il parto si scateni da solo, anche se poi finisce in cesareo.
È più che ovvio che i problemi ci sono anche nei parti normali, ed è per questo che esistono i medici, per intervenire quando la Natura toppa.
E poi c’è differenza tra cesareo d’urgenza (quello in cui ti addormentano ed è una questione di vita o di morte) o cesareo alla fine del travaglio del parto (come quello che ho fatto io).
Capisco che per molti non sia concepibile farsi tutto il travaglio per poi finire in cesareo, però è scientificamente provato che ogni secondo in più di travaglio è beneficioso per il bambino e questo non me lo sto inventando io. E ripeto, per il medico è molto più comodo arrivare, tagliare ed andarsene, che aspettare che parta un travaglio, magari nel fine settimana, e stare all’erta ore ed ore.
E poi ci dimentichiamo come sempre il punto di vista del bambino, lui ha chiesto di essere strappato dal ventre materno senza nemmeno avvisare? Non so nel tuo caso, ma di solito si programmano i cesarei alla settimana 38. Sappiamo che un bambino può nascere fino alla 42, senza nessun problema, ciò vuol dire che in media stiamo togliendo a un bambino la possibilità di stare nel ventre materno (che è dove meglio sta) da due settimane a quattro in meno, che dire… Addirittura in casi di bambino che non si è girato ed è quindi in podalica) la tendenza è ora quella di far scatenare spontaneamente il travaglio e solo dopo un po’ di dilatazione procedere al cesareo (per chi non se la sente – madre o chi assiste al parto – di affrontare un parto in podalica).
Comunque ognuno fa le sue scelte, io ho voluto intervenire perché mi ha dato fastidio l’espressione “andare sul sicuro”, mi è sembrato sbagliato fare certe affermazioni.
Sono contenta che tu sia soddisfatta, perché questo è il punto più importante di tutto, e che la tua bambina stia bene, ma purtroppo non finisce sempre così ed è bene saperlo
May 14th, 2009 at 9:11 am
ehm… calma, calma…
Innanzitutto il fatto che abbia concepito figlia con una fiv non c’entra niente con il tipo di parto, non l’ho mai detto io e non l’ha mai detto nessun altro. Attenzione alle forme sottili di razzismo, eh?
Mia figlia e’ una bimba come le altre.
Io quel medico l’ho scelto perche’ e’ bravo, e perche’ mi si confa’. Il fatto che sia primario in un noto ospedale milanese, e’ un di piu’.
E il fatto che non mi sia informata, non l’ho mai scritto da nessuna parte. Oltretutto ho avuto una gravidanza assai “riposata” e ne ho avuto tutto il tempo -e la voglia.
Avevo presente i rischi del cesareo, e anche quelli del parto vaginale:nessuno dei due e’ privo di rischi. Nel cesareo rischia di piu’ la mamma, nel parto vaginale di piu’ il bimbo. Parlo di rischi grossi, non di cosette di minor conto.
Dire poi che il parto “naturale” e’ quello piu’ sicuro, e’ un vero sfondone: nei paesi e nei tempi in cui il parto, per forza di cose, poteva essere solo “naturale” la mortalita’ infantile e delle mamme era -ed e’, purtroppo- spaventosa.
Io senza un equipe medica nella stanza, o al piu’ dietro la porta, e centomila macchinari pronti a controllare tutto, non avrei mai e poi mai voluto partorire. E non sono la sola. Direi che quasi tutte le persone che conosco la pensano cosi’.
Non sono una mamma apprensiva con mia figlia ora, ma francamente sottoporla anche al minimissimo rischio perche’ io volevo partorire in casa mia con la musica e le candele, non mi sembrava il caso.
Alcune persone sognano un parto cosi’, posso capire anche perche’, ma per me sarebbe stato un incubo.
Quello che mi stupisce e’ che molte donne facciano cosi’ fatica a capire che non siamo tutte uguali, e che molti medici, accusati di chissa’ che, semplicemente alle volte si trovano di fronte donne che la pensano diversamente tra di loro.
Il mio medico mi ha correttamente informato che il travaglio di prova, che mi ha proposto come prima opzione, e che non batteva ciglio a farmi fare, poteva esitare in un cesareo d’urgenza. E mi ha detto che potevo tranquillamente scegliere.
Giorgia: se mi fossi fatta un travaglio lungo e doloroso esitato in un cesareo d’urgenza, IO PERSONALMENTE mi sarei sentita assurda.
Era proprio quel che non volevo.
Non sono una grande fan della sofferenza fine a se’ stessa. PER ME sarebbe stata una sofferenza fine a se’ stessa.
-ho messo le maiuscole per sottolineare che e’ una mia personale opinione.
Ero ben piu’ io che il mio medico che volevo sbrigarmi ad averla tra le braccia, e passare ad altro che non fosse il parto.
Non mi sono sentita ne’ pressata, ne’ mal informata, ne’ tantomeno sfruttata per soldi. Semplicemente la penso diversamente..
E aggiungo anche MENOMALE, perche’ mia figlia inaspettatamente aveva un nodo vero nel funicolo, evenienza rara, ma molto, molto molto pericolosa in un un parto naturale o vaginale.
Mi sono informata, non ti credere, e a cose fatte, quel bisturi lo bacerei.
May 13th, 2009 at 8:18 pm
@ Leonessa
Mi sembra di ricordare di aver letto su un post anteriore che la gravidanza di Maria Giulia sia stata in seguito a FIV e tra l’altro stando a ciò che lei dice è stata una bella gravidanza. La FIV non è motivo per programmare un cesareo nè tantomeno dicendo “così andiamo sul sicuro”, perché sicuro non è.
La donna dev’essere informata sui rischi del cesareo programmato che, come ho già detto è giustificato in occasioni che si contano sulle dita di una mano e la FIV non rientra in esse. In questo caso, uno che ti dice “andiamo sul sicuro” non sta informando di un bel niente, anzi, sta disinformando malamente.
In secondo luogo un medico che consiglia di non allattare, perché ti stressi, cosa vuoi che ti dica… Si commenta da solo. E meno male che non era l’ultimo arrivato…
May 13th, 2009 at 6:56 pm
@ Giorgia: non puoi giudicare il gine di maria giulia, perchè non sai il motivo del parto programmato. E’ vero che a volte in alcuni ospedlai o strutture si opta con gran facilità al cesareo programmato, ma forse non è questo il caso. Ci sono casi in cui sicuramente un cesareo pogrammato è molto più sicuro di un parto di prova, per quanto ci siano i rischi leagti all’intervento chirurgico e all’anestesia. Ma non dobbiamo domenticare che anche un parto vaginale ha i suoi rischi e non sono nè pochi nè poco seri. Ogni siingolo caso andrebbe ponderato …
@ecomamma: avevo interpretato male…mi dispiace…ma alla fine siamo vedo d’accordo…e mi fa molto piacere!
May 13th, 2009 at 1:53 pm
ecomamma ti ho scritto un messaggio in pvt. l’hai ricevuto?
ciao
Monica
May 13th, 2009 at 12:43 pm
@ Maria Giulia
Un cesareo programmato è proprio agli antipodi dell’ “andare sul sicuro” come dici tu (o il tuo medico). Questo conferma che alle donne non le si informa sui rischi (e anche gravi) per lei e soprattutto per il bambino, nei cesarei programmati. Poi se lo dice un medico che “non è di certo l’ultimo arrivato”, noi donne, senza capacità di intendere e di volere, nè di informarci, ubbidiamo sottomesse al volere del Dio Medico.
Ma certo, per il medico soprattutto è andare sul sicuro sapere che non deve assistere ad un parto che può durare 6 come 24 ore (o più), ma entrare in sala operatoria con un pancione pronto da tagliare e dopo 20 minuti uscire e tornare nel suo studio privato a farsi pagare 200 euro la visita :S
E poi vorrei proprio vedere le cause intentate ai ginecologi per parti naturali andati male, c’è differenza tra un parto naturale (rispettato) e un parto vaginale che può essere un’autentica barbarie sotto tutti i punti di viste, fisico e psicologico. Perciò forse con “parto naturale” volevi dire “vaginale”, che non è lo stesso. Un parto naturale è vaginale ma non è vero il contrario.
Comunque sono contenta per te che il cesareo non ti ha segnato (occhio, ci sono casi ufficialmente riconosciuti come la placenta previa o bambino trasversale che giustificano anche il cesareo programmato, e ben venga).
Io ho saltato a piè pari la data che mi avevano dato per l’induzione e ho avuto un travaglio bello lungo, faticoso e che poi è finito comunque in cesareo (l’ho già raccontato in un altro post).
Il cesareo mi ha segnato, e comunque sono lo stesso contenta perché so che ho fatto tutto il possibile per dare il meglio alla mia bambina, e a me stessa.
Ogni opinione è comunque rispettabile, non voglio giudicare nessuno per le sue scelte, ma non mi sembra corretto diffondere l’informazione erronea che il cesareo programmato è “andare sul sicuro”, l’unico che va sul sicuro è il medico, non la madre nè tanto meno il bambino.
Saluti
May 13th, 2009 at 9:09 am
In Italia alle statistiche sull’estinzione del parto naturale, andrebbero affiancate quelle sulla proliferazione delle cause intentate ai medici.
Lo sapete che tra le cause intentate ai medici, prime assolute sono quelle contro i ginecologi per danni avvenuti durante parti naturali o cesarei d’urgenza?
Questo secondo me spiega molte cose.
Io lo ammetto: il mio medico -non proprio l’ultimo arrivato- ha tirato un bel sospiro di sollievo quando ho accettato senza discutere il cesareo programmato che mi ha prospettato stante la mia situazione un po’ al limite. Mi ha parlato di travaglio di prova, ma devo dire che non ero in vena di esperimenti. Avevo voglia di vedere la mia bimba e basta. Ho avuto un po’ la sensazione che lui volesse andare piu’ sul sicuro. E se lo voleva lui, figurati io!! Ero abbastanza indifferente riguardo al parto.
Il mio cesareo e’ stato umano? Boh, son passati 10 mesi, e chi se lo ricorda? Mi ricordo solo dall’arrivo della bimba in poi, e son ricordi belli!
May 12th, 2009 at 10:09 pm
@leonessa: infatti il senso dell’iniziativa è proprio quello che tu dici. la frase che citi mnon vuole colpevolizzare le donne. tutt’altro è una sorta di paradosso per invitare le persone a riflettere sul perché di quelle cifre.
May 12th, 2009 at 9:23 pm
Io non la vedo così…cioè “Ammettere che più di 3 donne su 10 non sarebbero in grado di dare alla luce i loro figli senza un intervento chirurgico …” Lo vedo molto riduttivo come pensiero. SEmplicemente perchè non trovo giusto dare tutta la colpa alla donna, cioè mamma , di questi numeri. Troverei molto più corretto fare un’analisi sulle motivazioni di così tanti cesarei ( e in Italia arriviamo al 40% circa) distinguendo quelli fatti in emergenza, in urgenza, in elezione con indicazione medica e in elezione per richiesta materna. Poi andrei ad analizzare in quali strutture il tasso di TC è alto e perchè, e in quali è basso e perchè, …perchè 40% è semplicemente una media (se parliamo dell’Italia).
Quindi…bisogna riflettere anche in base alle strutture, appunto, se non abbia più colpa la mamma o la struttura ed il suo sistema di operare oppure gli operatori e il loro modo di gestire…By-passo a piè pari il discorso remunerativo (riferendomi in particolare alle strutture private…) e il discorso che la donna quasi mai viene ASCOLTATA , CAPITA , consigliata, trattata come un essere umano che talvolta si può trovare in difficoltà…cercando con sensibilità e professionalità una soluzione consona alla sua persona.
Ma il discorso è molto lungo e complesso, molto più di quello che sembra, purtroppo…
May 12th, 2009 at 12:58 pm
Grazie per la segnalazione. In effetti con i numeri che ci ritroviamo in Italia e con la scarsa attenzione al rispetto della partoriente e del bambino, è triste che non si sia organizzato nulla.