Ecomamma

Allattamento_al_senoQualche tempo fa su uno dei newsgroup che frequento (ahimé sempre meno e sempre più da lontano) è iniziato a serpeggiare uno dei "dibattiti" più frequenti in tema di allattamento. Quando stanca, quando è ora di smettere, quando la tetta è troppa…tutte cose purtroppo sentite e strasentite.
Io non ho più tanta voglia di intervenire su questi argomenti. Ho l’impressione, spero sbagliata, che le parole non siano affatto utili in queste situazioni. Ma tra le tante voci, mi ha colpito moltissimo l’intervento di Anna. Era un po’ come se lei avesse trovato la voglia di scrivere le cose che avrei voluto dire anch’io e ho l’impressione che le abbia dette molto meglio di come avrei fatto io. Così le ho chiesto il permesso di pubblicare il suo commento qui.
Eccolo:

…è vero sono 25 mesi che allatto e per me la situazione è idilliaca.
So che tante donne incontrano difficoltà di vario tipo, da problemi fisici (es ragadi) a quelli psicologici (avrò abbastanza latte? Sarà di buona qualità?) ecc ecc
Ovvio io posso parlare solo dal mio punto di vista ma vorrei chiarire alcune cose.
Intanto l’allattamento al seno non è una gara su chi allatta più a lungo:  per Milena 8 mesi sono stati suff. per Dan 17 son pure troppi, per me 25 sono pochi…ogni mamma si calibra col suo bambino.
Ecco per me questo è importante l’allattamento non  è solo indirizzato al figlio ma anche alla madre
Io allatto perchè fa piacere a ME!
La produzione di latte si calibra con l’ esigenza del piccolo ovvio che adesso produco meno di quando Davide aveva 2 mesi beh spero bene il pupo mangia di tutto, non lo nutro con quei minuti di "much much". In realtà lo nutro di sicurezza, di affetto di contatto fisico e per me sono doni insostuibili. Nessun ciuccio nessun biberon potrà mai rimpiazzare il calore umano. Finora l’ allattamento è stato un piacere reciproco, nel giorno in cui o io (perchè no?)o lui si stufa l’altro si adeguerà.
Arriverà la fase che o il mio copro si rifiuterà o lui sputerà la tetta…ma credo che per quella volta saremo pronti per affrontare pure questo.
Non lo allatto per nessun fine (è vero che in 2 anni D non è mai stato male e vive in nido da prima di un anno) nè economico (il latte in polvere costa) nè salutista (se lo allatto resta sano). Lo allatto perchè è naturale, normale, bello, dolce, è un momento solo nostro…intimo…
La piccola di Milena ha captato che alla mamma allattarla era fonte di stress e a 8 mesi si  è staccata.
Mi sembra una reazione più che normale. Lorenzo secondo me è appiccicato a  Dan perchè sente che non sarà più il piccolino. E si comporta da tale. Non credo che i bambini realizzano del fratellino a pancione evidente i bambini captano tutto.
Io ho ficcato il mio Davide in nido a 11 mesi e ci ho messo 3 settimane per inserirlo,dopotutto lo lascio 10h al giorno …da quel che so  non ha mai palpato le maestre
Lo allatto quando vuole , quando capita, proprio ieri ho fatto un conteggio così  e siamo sulle 6-8 poppate ma abbastanza brevi. Alla sera via dal nido come arriviamo a casa è un "must" (per entrambi… io alla sera ho le tette piene, GUAI se non me le svuolta) poi dipende, io cucino stiro, stendo il bucato e lui va col triciclo in corte oppure gioca col lego o con autini o (ma capita di rado) mi viene in braccio e vuole che li legga le storie.
Se andiamo in strada  a fare la spesa però non vuole mai la tetta
Quello che "contesto" su quanto affermato da Dan è il passaggio al biberon.
Si dice che delegando ad un biberon il nutrimento si guadagna tempo e il bambino diventa indipendente prima Secondo me non è vero
Intanto occorre sterilizzare un biberon, ficcarci la tettarella e qc altro (non lo so non ho mai fatto un bib in vita mia!) ma come si può pensare a tempo perso nel cullare il proprio figlio? Guardarlo ciucciare e abbracciarlo? ma io farei durare all’infinito quei momenti!!!
Credetemi non sputo nel piatto in cui mangio ma lavorare a 8h mi pesa tantissimo. Ho l’incubo del cartellino, il capetto che mi considera più o meno una tenda e manda avanti -strano eh?-solo uomini che non hanno figli.
Per l’indipendeza pure qua contesto. Un piccolo è indipendente quando è autonomo di SUO non quando viene abbandonato privato del contatto materno behh che volete che faccia? Piange e poi poveraccio si adegua. Se lui cerca il contatto fisico un motivo c’è, la natura non fa nulla per caso.
Vuol dire che il suo cervello il suo cuore il suo corpo hanno BISOGNO della mamma …embè sono diventata madre per qualcosa no?
In ogni caso quello che è davvero inaccettabile è che ostetriche, ginecologi, pediatri, familiari (suocere???Ih hi) amiche colleghe mettano becco nel rapporto madre figlio.
Il pupo è mio e lo gestisco io e se a noi 2 va bene ciucciare fino a 3 mesi, 1 anno, 3 anni sono solo affaracci nostri.
D’altraparte sono anche convinta che è meglio dare un biberon con amore che non una tetta per forza.
Perchè si tollera un biberon o un ciuccio fino a 5 anni e si guarda storto una tetta a 2?
Perchè ci inculcano fin da bambine che un bambino si zittisce col ciuccio (pensate al boom di Cicciobello)?
Perchè il lavoro la società ci stritolano piuttosto di rispettare il tempo dedicato ad ascoltare un bambino?
So che in ospedale prescrivono ormoni per 2gg per inibire il latte ,non so se si possono assumere in gravidanza, ma magari Dan prova a informarti.
La donna a mio avviso  ha tutto il diritto di essere tuelata: sempre! Un figlio per me è un arricchimento guai  se diventa un limite, il rapporto si incrina per entrambi.
Ci sono n modi per amare un bambino, la tetta è solo uno di questi.
Nina


Arrivo un po’ tardi, però mi autogiustifico perché tra università e tetta-nanna e studio singhiozzante non mi resta molto tempo per il blog. Però mi sembra giusto che su Ecomamma ci sia notizia di questa iniziativa che da un po’ gira sui forum e sulle mailing list dedicate all’allattamento, ai pannolini lavabili e agli altri temi di una "crescita eco-sostenibile" dei nostri bambini.
A me sembra una buona idea, tanto più che ultimamente pare con l’"epidurale per tutti" si sia concluso il momento di attenzione per l’insieme mamma-bambino… ci tornerò prossimamente…
Chi può e condivide faccia girare:

Al Ministro della Salute On. Livia Turco
Eur, Piazzale dell’Industria 20
00144 Roma
l.turco@dsonline.it
ufficiostampa@sanita.it

Al Ministro del Lavoro On.Cesare Damiano
via Veneto 56
00187 Roma
ufficiostampa@lavoro.gov.it
lavoro@dsonline.it

Al Dipartimento per i Diritti e le pari opportunità On. Barbara
Pollastrini
L.go Chigi 19
00187 Roma
b.pollastrini@dsonline.it
serep@pariopportunita.gov.it

Al Dipartimento politiche per la famiglia
On. Rosy Bindi
P.zza Montecitorio 115
00186 Roma
ministroperlafamiglia@governo.it

Gentt.li  Ministri,
sono…………., anni…., di…….,
Faccio parte di un gruppo di mamme e papà  desiderosi di sottoporre alla Vostra gentile attenzione alcuni problemi su un tema che ci sta molto a cuore, approfittando anche del fatto che la settimana dal 01 al 07 ottobre è la Settimana per L’Allattamento Materno.

La natura ha fornito tutti i mammiferi del latte specie-specifico per nutrire i propri cuccioli e lo ha previsto per tutte le specie compresi gli uomini. Quindi l’alimento previsto per nutrire i neonati è il latte della propria madre.
Eppure da ormai 30 anni il latte artificiale è considerato un ottimo sostituto del Latte Materno quando in realtà non è così. Sicuramente la situazione non è più così disastrosa (grazie anche a tante associazioni ed esperti che hanno addirittura dovuto fare degli studi scientifici per dimostrare quello che la natura aveva già previsto dall’inizio dei tempi, e cioè che il Latte Materno è quello previsto per i neonati) come negli anni 70 in cui questa moda prese piede, ma siamo ancora ad un punto in cui il suo utilizzo è molto diffuso e con gran facilità si tende a "dare l’aggiunta" o addirittura a passare totalmente al latte artificiale.

Nella nostra esperienza di mamme abbiamo constatato che molti operatori sanitari (pediatri, ostetriche, puericultrici) si dichiarano "sostenitori" dell’allattamento al seno a parole quando
poi al lato pratico questo si dimostra non vero. Ad una mamma che ha "poco latte" anziché consigliare una strategia per aumentare la produzione (gli esperti di allattamento materno
assicurano che ne esistono di  molto efficaci e molte di noi possono testimoniarlo per averlo provato) la maggior parte dei pediatri prescrive un’aggiunta di latte artificiale (che probabilmente
pregiudicherà definitivamente l’allattamento al seno) anche se la mamma si dimostra desiderosa di allattare.

Noi crediamo fortemente che i genitori dovrebbero, invece, essere aiutati a mettere in pratica le raccomandazioni dell’OMS (che ricordiamolo valgono per TUTTE le donne e non solo per quelle dei
paesi poveri), vale a dire:
a)      allattamento esclusivo al seno per I primi sei mesi;
b)      introduzione graduale di cibi solidi e semisolidi;
c)      proseguimento dell’allattamento almeno fino al secondo anno di vita e oltre se la mamma e il bambino lo desiderano.
Nonostante ciò, la maggior parte dei pediatri ancora invita a sospendere l’allattamento al seno dopo pochi mesi o al massimo un anno.
E addirittura in molti consigliano di iniziare lo svezzamento verso i 4-5 mesi quando invece le raccomandazioni OMS -sopra citate- dicono di allattare ESCLUSIVAMENTE al seno fino a sei mesi, in quanto supportate da studi scientifici che dimostrano che fino a quell’età lo stomaco del neonato non è pronto a ricevere altri cibi che non siano latte materno. Un divezzamento precoce espone il neonato a rischi di allergie future che poi peseranno sul suo stato di salute a lungo termine.

Per questi motivi (appena accennati, non vogliamo sostituirci ad esperti ma solo offrire la nostra esperienza concreta), riteniamo di dover sottolineare che l’allattamento al seno non è "solo" una
questione di scelta personale a breve termine, ma di salute pubblica a lungo termine. E’ stato dimostrato, infatti, che I bambini allattati al seno hanno meno probabilità di sviluppare una serie di
problemi sia nell’infanzia che nell’età adulta, come disturbi dell’alimentazione e del peso, diabete, malattie cardiovascolari, allergie, ecc ecc. con conseguenti minori oneri sulla sanità pubblica.
A questi problemi si potrebbe ovviare, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: con corsi di aggiornamenti obbligatori per operatori sanitari; con corsi pre-parto per gestanti in cui vengano fornite informazioni esatte; promuovendo la nascita e/o il funzionamento di attività che sostengano le madri durante l’allattamento (come la, ormai conosciuta, Leche League: http://www.lalecheleague.org/ ) e che offrano un sostegno alla genitorialità

-      Riteniamo opportuno, inoltre, denunciarVi –uno tra tanti altri esempi possibili ma decisamente grave per la fonte dal quale proviene- un opuscolo che la Regione Lombardia sta diffondendo
attraverso il suo sito internet gia da qualche giorno :
(http://www.sanita.regione.lombardia.it/edusalute/hph/osp_intercultura
le/neonato/neonato.htm)-, in cui vengono date informazioni "completamente" errate sull’allattamento (che – probabilmente- si rifanno ai canoni dell’allattamento artificiale,
completamente diverso) e che (caso strano!!) pubblicizza il logo della DICOFARM, ditta che produce alimenti per l’infanzia, tra cui il latte artificiale (http://www.dicofarm.com/default2.asp). Per
precisione: il logo Dicofarm, dopo segnalazioni provenienti da più parti, è stato rimosso.

-      Un’altra "chicca" dell’ultimo momento, è il volantino di suggerimenti Plasmon che viene pubblicizzato e distribuito ora in tutte le nostre farmacie. Anche in questo vengono fornite informazioni errate (tra cui ad esempio: allattamento fino a 4 mesi e poi introduzione di cibi solidi – somministrazione di tisane in caso di diarrea o per favorire il sonno –per accattivarsi il favore di
poveri genitori stanchi e poco informati che ad esempio non sanno quanto siano importanti e fisiologiche le sveglie e l’allattamento notturno per la crescita del neonato-, consigli –ormai largamente superati perché dannosi- sul non cullare, allattare, consolare i nostri figli in caso di pianti notturni). Sicuramente la Plasmon, così come la Dicofarm, hanno un grande interesse alla divulgazione di simili consigli ma gli stessi, non troverebbero un terreno così fertile, se le famiglie fossero preventivamente e giustamente informate e tutelate.

Un’altra problematica -collegata alla precedente- che vorremmo porre alla Vostra attenzione è la legge sulla tutela della maternità. Posto che, comunque, l’Italia è tra i paesi che la tutelano maggiormente, crediamo si potrebbe fare qualcosa in più, dato che i 3 mesi successivi al parto – di astensione retribuita dal lavoro, previsti dalla legge- (che diventano 4 solo se la donna ha potuto
lavorare un mese in più prima del parto, cosa per altro spesso impossibile per motivi di salute) sono davvero pochi, specie e soprattutto se considerati in relazione all’allattamento. A 3 mesi il
neonato è talmente piccolo e bisognoso di cure e poppa così frequentemente che spesso le madri sono scoraggiate nel proseguire l’allattamento al seno; questo comporterebbe, infatti, allattare e
tirarsi il latte con un ritmo piu intenso che non come intorno ai 6 mesi, quando verranno introdotti i primi cibi. Certo esiste l’astensione facoltativa di 180 gg ma spe sso questa opportunità, oltre che essere penalizzante dal punto di vista economico (non tutti possono permettersi di percepire solo il 30% dello stipendio) nel settore privato viene di fatto "osteggiata", mettendo la madre in
condizioni di dover per forza tornare al lavoro.
Inoltre potrebbero essere incrementate ed incoraggiate azioni positive caratterizzate da estrema flessibilità, quali il Telelavoro, come valido supporto ai genitori in occasione dell’evento
maternità/paternità.
Naturalmente questo  discorso è sempre inquadrato nell’ambito delle raccomandazioni OMS sull’allattamento (esclusivo fino al sesto mese e poi gradualmente integrato con alimenti solidi e semisolidi).

Alla luce di quanto esposto, seppur in modo sommario, riteniamo che la scelta di allattare e di essere presenti per i nostri figli – sull’onda dell’evoluzione delle teorie scientifiche moderne, nonché nel rispetto concreto della "tutela della maternità" sancito nella nostra Carta Costituzionale- siano da ritenere dei diritti e come tali, meritevoli di una maggiore e urgente tutela.

Confidiamo –pertanto- nella Vostra disponibilità a prendere in considerazione quanto da noi scritto,  in quanto specchio di una situazione molto diffusa, oltre che di vitale importanza per la
salute psico/fisica dei nostri figli.

Cordiali saluti.


Scuola_bambina_banchivuotiC’è stata una piccola rivoluzione nella mia piccola famiglia. Mamma è tornata a scuola. Non è stato un momento di follia improvvisa, ma una follia "lucida" meditata da mesi.
In un certo senso la maternità mi ha dato un nuovo slancio, anche intellettuale, e così mi è tornata la voglia di studiare. Voglia per voglia…tanto valeva tentare di realizzare un vecchio sogno lasciato per molti anni in un cassetto: diventare medico.
E mamma adesso studia medicina! Il che significa davvero tornare a scuola. Ogni giorno tra le quattro e le sei ore di lezione, insieme a tanti ragazzini tra i diciotto e i vent’anni (ma c’è anche qualche altra anima folle un po’ più "matura" grazie al cielo).
Nel caso di una piccola famiglia come la nostra lontana da tutto il resto del parentame, questo significa una rivoluzione sul serio. Significa che tutto cambia, ed è come se si ricominciasse da zero tutti quanti.
Mica male. Davvero.
Per un po’ sono stata molto preoccupata su come la mia bimbetta avrebbe reagito al cambiamento. Ma d’altra parte, come ero pronta a tornare sui banchi così ero anche preparata all’idea di rientrare tra i ranghi e posticipare ancora di un po’ la realizzazione del mio sogno nel cassetto. La nanetta viene prima di tutto… ovviamente.
Invece, per il momento, mi pare che la rivoluzione stia facendo bene a tutti i componenti della piccola famiglia.
Mamma è felice. Assonnata più che mai, ma tanto felice. Papà ha stravolto i suoi ritmi e sta passando un sacco di tempo da solo con la sua bimbetta, il che lo rende felice a sua volta e gli fa venire un sacco di belle idee per il futuro. E lei?
Per il momento (sono passate solo due settimane) sembra che tutti questi cambiamenti non la turbino. Anzi. La mattina si diverte un sacco. Fa cose che con la mamma di solito non fa. Comincia, in una sorta di progressivo ambientamento, a passare più tempo fuori dalle mura di casa in previsione, anche, di un futuro inserimento all’asilo. Addirittura, cosa che era al di là delle mie aspettative migliori, si addormenta senza tetta! Quando arriva il suo orario tipico, si accascia e dorme, senza tanti drammi.
Quando si sveglia, di solito mamma è tornata da scuola e "tettananna" è a disposizione per il resto della giornata, con i soliti ritmi di ciuccia serrata. Unico cambiamento: ciuccia serrata anche tra le quattro e le sette del mattino! Questo, a dire il vero, me lo aspettavo. Sapevo che ci sarebbe stato bisogno di una sorta di compensazione notturna per recuperare le ore di distacco diurno e non posso negare che questo renda il mio stato di assonnata cronica ancora più profondo. Ma resisto e sono ottimista.
Sono ragionevolmente convinta che anche lei senta quanto sono piena di entusiasmo e di ottimismo e quanto sono felice di essere riuscita ad avere il privilegio di una seconda opportunità per realizzare un’aspirazione della gioventù. E una mamma felice è un mezzo passaporto per un’infanzia altrettanto serena.
Spero con qualche ora di sonno in più.