
La nanetta impegnata in BLW
Avevo già parlato qualche tempo fa, in merito al libro di Piermarini “Io mi svezzo da solo”, della mia volontà di tentare, per la seconda figlia, un tipo di svezzamento diverso da quello generalmente proposto dai pediatri da una trentina d’anni a questa parte. Dopo aver letto il libro ero ancora più convinta del fatto che si potesse evitare lo “stress” da svezzamento, anche perché già con la prima bambina le cose erano andate in maniera piuttosto naturale. Mi affascinava, però, l’idea che fosse il bimbo, così come nell’allattamento, a decidere tempi, modi e alimenti e non i genitori. Guarda un po’… anche la mia pediatra si sta occupando proprio in questo stesso periodo di studiare il metodo di svezzamento che gli anglosassoni chiamano “baby-led weaning“. Così, quando la pupetta raggiunge i sei mesi e comincia a dimostrarsi piuttosto affascinata da quello che mettono in bocca i genitori, bastano cinque minuti di conversazione con la nostra amata doc e voilà… il gioco è fatto. Anche noi baby led weaning.
Mi informo un po’, leggo qua e là, partecipo a qualche discussione sul bellissimo forum (in inglese), ma soprattutto mi diverto un sacco a guardare le foto dei bambini. E cominciamo.
Sono passati tre mesi, la bambina ora ne ha quasi nove. Mi sembra un buon momento per fare un piccolo bilancio e un resoconto dell’esperienza.
Faccio, come sempre, un paio di premesse, così tanto per inquadrare un po’ meglio la situazione. Il BLW è una figata! E questa è la prima premessa. La seconda è: il BLW non è per tutti. E questo l’ho spiegato anche alla nostra pediatra. Non ancora, e non in Italia almeno. Vediamo i perché di entrambe le cose.
Innanzitutto in cosa consiste il BLW. Faccio un super riassunto, perché chi è interessato troverà parecchio materiale in giro per la rete da cui trarre informazioni più dettagliate o, eventualmente mi può contattare direttamente per ricevere ulteriori spiegazioni. La base concettuale è la stessa che sottende al libro di Piermarini ovvero: i bambini sono il centro gravitazionale del loro approccio all’alimentazione, non i genitori. Perciò, soprattutto se si ha già familiarità con l’allattamento a richiesta, non è difficile rendersi conto di come un piccolo ci sappia guidare in maniera saggia verso l’approccio con gli alimenti integrativi.
Esistono alcune differenze tra quanto afferma Piermarini e l’approccio del BLW così come lo abbiamo affrontato noi. Per dirne solo una, che sono certa tranquillizzerà un po’ le mamme più apprensive, si cerca di introdurre i cibi uno alla volta per verificare eventuali allergie. Ma non certo con i tempi definiti dalle tabelle a cui siamo abituati.
Allora, si parte. Il bambino, per cominciare, deve saper stare seduto da solo e dimostrare un certo interesse al cibo, altrimenti non è pronto e si aspetta ancora un po’. Noi iniziamo quando la piccola ha poco più di sei mesi. Si siede al seggiolone a tavola con noi e prova. Quando abbiamo cominciato era inverno e sulla nostra tavola abbondavano verdure tipo broccoli, cavolfiori e amenità di questo tipo. Abbiamo iniziato con i broccoletti. Cotti al vapore, facili da afferrare, il bambino deve poter prendere in mano da solo il suo cibo e portarlo alla bocca. Un fiore intero di cavolfiore o di broccoletto, mezza carota o mezza patata, una coscetta di pollo parzialmente spolpata, sono comodi da afferrare e, cotti per esempio al vapore, hanno una consistenza giusta per le gengive. E qui viene il bello… Siamo abituati a pensare che il bambino debba mangiare solo cose frullate, passate, pestate, spiaccicate. Invece no! A sei mesi, o quando si dimostra pronto, il bimbo è perfettamente in grado di usare le gengive per triturare da solo pezzetti di cibo. Non ci credete? Non ci credevo tantissimo nemmeno io. Ma è vero. Solo, bisogna essere capaci di mantenere la calma e di avere fiducia quando, ai primissimi tentativi, il bambino sembra soffocare e produce suoni non proprio rassicuranti. Non temete, non ho torturato mia figlia. Il bimbo non soffoca affatto, semplicemente non è abituato alla consistenza dei cibi solidi e quando questi vengono a contatto con l’epiglottide istintivamente il bimbo tossisce o ha riflessi simili a conati, che gli servono a liberare le vie respiratorie. E’ fisiologico, non è pericoloso e, anzi, serve al bambino ad imparare. E’ solo una fase e dura piuttosto poco, almeno nel nostro caso è stato così.
Bastano poche settimane e il bambino sviluppa un’autonomia e un’indipendenza a dir poco stupefacenti. Noi abbiamo imparato un sacco di cose su nostra figlia. Abbiamo imparato che le piace farsi riempire di cibo un cucchiaino e metterselo in bocca da sola. Quando è pulito ce lo restituisce, quando non ha più fame lo butta. Abbiamo capito immediatamente che cosa le piace e cosa no (pochissime cose, a dire il vero, tra cui la banana che tutti pensano sia la preferita dei bambini). Gestisce da sola le quantità di cibo che ingerisce, sa sputare quando ha la bocca troppo piena, sa masticare quando i pezzetti sono troppo grossi e, se proprio è in difficoltà, apre la bocca e lascia che la aiutiamo. Cosa mangia? A nove mesi: tutto. Sì, tutto quello che mangiamo noi. Pasta (poca perché a me non piace ehehe), riso, legumi, carne, pesce, pomodori (sì… anche i pomodori), pizza, grana, yogurt, frutta e verdure di ogni tipo. E tutto esattamente come lo mangiamo noi, con i nostri condimenti, le nostre spezie (che uso in modo un po’ più morigerato del solito), il nostro sale (pochissimo anche per noi).
Già così, si capisce perché il BLW è una figata. Niente pappe, niente brodino vegetale, niente tabelle da seguire pedissequamente, niente sedute interminabili al seggiolone, niente frullatore. Solo pranzi e cene in famiglia, con una boccuccia in più da sfamare. E’ bello perché si assiste allo sviluppo del senso del gusto, del piacere di mangiare, di condividere il cibo con i grandi, perché si vede il proprio bambino esprimersi in maniera libera, mostrare il proprio carattere, le proprie preferenze. E’ bello perché l’alimentazione del bambino non viene gestita come un “problema”, ma come un piacere, un fatto naturale. E’ bello perché è, a mio avviso, il naturale sbocco di un allattamento a richiesta e di una “politica” educativa basata sulla libera espressione del bambino e sulla fiducia nelle sue abilità, nelle sue capacità di riconoscere i propri istinti primari: la fame, la sete, il sonno, il bisogno di affetto.
Adesso vi dico perché non è per tutti. Ci vorrà parecchio tempo perché il BLW si affermi anche in Italia. I motivi sono evidenti: innanzitutto la perdita di controllo. Le mamme italiane sono spesso talmente ossessionate dalla necessità di controllare tutto che a volte si preferisce il biberon al seno solo perché nel biberon si vede quanto il bambino mangia. Se poi si lascia che il bambino mangi da solo anche i cibi complementari, il controllo sulle quantità non esiste e questo può essere fonte di ansia. Va da sé che i bambini tendono a mangiare quantità decisamente inferiori a quelle che generalmente le mamme riescono a dare loro con il metodo “tradizionale”.
Ancora: perché si possa realizzare con successo il BLW è necessario… cucinare! Sì, è necessario che questo avvenga in una famiglia dove si mangia in maniera sana ed equilibrata almeno due volte al giorno. Sembra idiota? No. Non lo è. Conosco diverse famiglie in cui i fornelli vengono accesi solo il sabato e la domenica (se non si va al ristorante) e dove il resto dei giorni l’alimentazione è delegata alla mensa scolastica per i bambini cresciutelli. Il pranzo scolastico diventa praticamente l’unico vero pasto. Per il resto: merendine al pomeriggio e piatti pronti surgelati e scaldati al microonde la sera. In una famiglia così organizzata è impensabile proporre il BLW per un bambino di sei mesi. Meglio le pappette e gli omogeneizzati. Baby led weaning significa sì far partecipare il bambino all’alimentazione della famiglia, ma non quando questa è costituita principalmente da patatine e piatti riscaldati.
Ancora: il BLW è una cosa sporca. Sporchissima. Mettete un bimbo di 6 mesi davanti a un piatto con del cibo e troverete il suddetto cibo in qualsiasi angolo più recondito della stanza in cui si trova il bimbo. Senza contare che dopo il pranzo o la cena dovrete probabilmente cambiare il pargoletto da capo a piedi e immergerlo in una vasca da bagno. Noi abbiamo ovviato cercando di utilizzare vestitini non proprio di pregio al momento del cibo (e adesso che fa caldo di non utilizzarli proprio). Se poi si vuole essere precisi precisi, allora si può anche mettere un bel telo sotto il seggiolone in modo da raccogliere tutto in un colpo solo quando il pasto è terminato.
Per quanto mi riguarda, per come sono fatta io e per come gestiamo la nostra organizzazione familiare, il BLW è fonte di grandi soddisfazioni, di zero ansie e stress e di grande divertimento a tavola. Inoltre, posso tranquillizzare quelli che già stanno pensando a reazioni allergiche, carenze vitaminiche, squilibri alimentari vari… che questi problemi non si pongono minimamente. Un bimbo sano, allattato felicemente in modo esclusivo fino ad almeno sei mesi è perfettamente in grado di mangiare e digerire qualsiasi alimento. Il Blw non impedisce di introdurre i cibi in maniera graduale, uno dopo l’altro, per identificare eventuali allergie, che poi non è che siano così tante come si crede. Magari si fa un po’ più di attenzione con certi tipi di frutta, con il pomodoro e l’uovo, ma senza troppe ansie. Non c’è bisogno di aspettare i due anni d’età, né di dargli un alimento solo per settimane prima di introdurne uno nuovo. Questo è un metodo necessario quando si svezzano i bambini a quattro mesi, ma dopo i sei le cose sono totalmente diverse. Per quanto riguarda le quantità: il bambino mangia quando ha fame e smette quando è sazio. A volte basta una pennetta o due cucchiaini di riso, a volte ci vuole mezzo piatto. Il fatto che a nove mesi mia figlia pesa circa dieci chili potrebbe costituire un elemento rassicurante, ma non serve neppure avere figli grassi per fidarsi sul fatto che siano perfettamente in grado di sapere quando mangiare e quando smettere di farlo. E poi c’è il latte, tanto, sempre, ogni volta che vuole.
Tags: baby-led weaning, svezzamento —
February 14th, 2010 at 6:25 pm
Salve, ho scoperto questo blog x caso, poiche´ ho un bimbo di 1 anno che ormai da quando aveva almeno 8-9 mesi mangia di tutto e con grande gusto. Io cucino cose sane e gustose, per noi e per lui, e da quando aveva 5 mesi almeno, se glielo avessi concesso, avrebbe mangiato come i grandi. Grazie a dio non ha avuto alcuna reazione allergica, e del resto la genetica e´ dalla nostra parte, poiche´ nessuno soffre di allergie e intolleranze in famiglia.
Io nonostante cio´ ho sempre inserito gli alimenti nuovi singolarmente, proprio per saggiare eventuali reazioni negative.
Dico pero´ che il blw a me sembra un tantino esagerato: nn tutti i bimbi sanno gestire il cibo in pezzi, ci sono alcuni che gradiscono consistenze semi liquide fino all´ anno e oltre. Altri apprezzano le classiche pappe, non fanno alcun problema col cucchiaino. Inoltre ci sono alcuno bimbi che purtroppo sono a rischio allergie piu´degli altri, e bisogna andarci cauti.
Mi sembra, senza offesa, alquanto riduttivo dire che il blw nn prede piede in Italia perche le mamme non sanno e non vogliono cucinare, a me sembra che tutte le mamme che ho conosciuto finora cerchino di fare del proprio meglio per i propri figli, che allattino o no, che usino omogenizzati o facciano blw. Purtroppo le differenze le dettano le conizioni economiche, e quelle si che determinano il fattto che una mamma abbia piu´ o meno tempo. Conosco una ragazza costretta a tornare a lavoro full time dopo 15 gg dal parto: come volete che allatti o faccia BLW?
Saluti, Nicole
February 6th, 2010 at 3:56 pm
Buongiorno a tutte! Io sono italiana, ma abito a Londra (citta’ dove vive una delle signore che ha pubblicato il libro piu’ letto sull’argomento). Oggi per la prima volta ho iniziato il BLW con il mio piccolo di sei mesi: fantastico! Ha preso in mano e scoperto i broccoli e le zucchine, li ha assaggiati, studiati, mangiati. Ho inoltre versato della banana frullata sul vassoio e se l’e’ pappata tutta! ovviamente con le mani.. ma il bello sta proprio li’! Se avete bisogno di informazioni, io ho un sacco di link e libri da consigliare.. purtroppo pero’ sono in inglese… mi sa che in Italia ci vorra’ un po’ prima che si apra la porta al BLW.
ciao.
February 3rd, 2010 at 9:10 pm
Ciao Ecomamma, ho letto con molto interese, bellissimo articolo…! E passando di qui segnalo a te e alle tue utenti la recentissima nascita di questo forum dove i genitori di figli autosvezzanti
possono parlare tra di loro! http://www.autosvezzamento.it
Ciao!
November 29th, 2009 at 11:39 am
@martina: in effetti concordo con quanto dice sara. il sale è ultimamente piuttosto demonizzato, anche in modo non giustificato. il motivo è, fondamentalmente, che si tende ad eccedere abbondantemente rispetto ai 3g che dovrebbero far parte della nostra dieta quotidiana. è quindi ovvio che si sia arrivati a raccomandare di eliminare il sale per i bambini piccoli. è vero anche che tutte queste “privazioni” riguardavano bambini svezzati a quattro mesi, cioè bambini che in teoria non dovevano mangiare nient’altro che latte. la contraddizione è ancora più evidente se si guarda come anche le tabelle di svezzamento più tradizionali comprendessero sempre almeno un cucchiaino di grana grattugiato in ogni pasto. Ovvero: sale. come dice Sara, in medio stat virtus. Meno sale per tutti significa un’alimentazione più sana per tutta la famiglia e un’eccellente educazione al gusto dei cibi.
November 28th, 2009 at 10:05 pm
@Martina: nessuna pubblicazione seria che parli di alimentazione dei bambini (linee guida OMS ecc…) sostiene che i bambini sotto i tre anni debbano avere un’alimentazione “speciale”.
In genere è quello che fanno credere le aziende di cibi per bambini in modo da poter vendere i loro prodotti più a lungo.
I bambini possono mangiare benissimo quello che mangiano i grandi.
Il problema è che il più delle volte i grandi mangiano male (troppo sale, troppo zucchero, troppe proteine, poche verdure ecc…) e allora si fa mangiar “bene” solo i bambini.
Ma che senso ha?
Innanzitutto tutta la famiglia dovrebbe mangiare bene (cioè sano), e non solo i bambini sotto i tre anni.
E poi, se la famiglia mangia hamburger e patatine fritte tutti i giorni (ovviamente esagero), il bambino dopo i tre anni arriverà comunque a mangiare male, e significa vanificare gli sforzi fatti prima.
Quali sarebbero secondo la tua pediatra i cibi proibiti?
November 28th, 2009 at 9:05 pm
Ciao Ecomamma, ho letto il tuo interessante articolo e ti faccio i miei complimenti., Anche io ho usato il BLW con miofiglio che adesso ha 14 mesi (e mangia di tutto con le mani e anche un po’ con la forchettina) e ne sono felicissima (anche io ho un blog simile al tuo – vedi link ci sono tutti i post sullo svezzamento e la mia esperienza, se ti interessa- pero’ solo un appunto: il SALE non andrebbe dato (cosi’ come lo zucchero) ai bambini almeno fino ai 3 anni. Io cucino apposta per lui (cosi’ anche mi ha consigliato la mia pediatra che segue l’omeopatia e la fitoterapia ed è molto attenta all’alimentazione), solo dopo i 3 anni ho letto che i bimbi possono mangiare come gli adulti. Ciao
Martina
September 20th, 2009 at 12:34 pm
interessantissimo questo discorso, se non ti dispiace ti ho linkato al mio blog in questa pagina http://www.ilpastonudo.it/2009/03/minestrina-di-base-per-bimbi-bio/
Minestrina di base per bimbi bio | Il Pasto Nudo Says:La nostra bimba, che tra un mese avrà due anni, è stata svezzata in questo modo grazie al consiglio del nostro pediatra e attualmente ha uno splendido rapporto con il cibo.
Grazie per la tua testimonianza
September 20th, 2009 at 12:14 pm
[...] e soprattutto non è per nulla schizzinosa (e speriamo che duri). Un paio di mesi fa ho poi trovato questo articolo che vi consiglio caldamente di andare a leggere, e ho scoperto che il procedimento che ci ha [...]
July 13th, 2009 at 12:55 pm
a proposito io ultimamente vedo che il mio piccolo è molto incuriosito da ciò che mangiamo, anzi a volte la notte si sveglia e ha fame e devo fargli latte e biscotti (a quell’ora 2-3:00 è rapido e gli induce il sonno) forse è ora di altro? Ha 8 mesi e 8 dentini io vorrei dargli cosine da masticare ma temo che ingoi i pezzetti interi lo so sono paranoica ma ho un po’ paura perchè se soffocasse andrei nel panico e non saprei che fare… però prima o poi dovrà masticare da solo.
July 12th, 2009 at 10:40 pm
Già Laura, purtroppo molti pediatri sono molto poco informati e aggiornati in tema di alimentazione… e però fanno finta di saperne, dato che si permettono di “autorizzare” i genitori a dare questo o quest’altro cibo
Invece quellli che ne sanno più di tutti sono proprio i bambini, basta lasciarsi guidare da loro e mettere a tavola cibi sani, e non occorre seguire tanti schemini o tabelline…
July 10th, 2009 at 12:16 am
…ma allora i nostri pediatri sono davvero poco informati… oddio i broccoli mi fanno sorridere perchè mi danno aria, il mio piccolo fa certi “venti” pure con il latte
… La prossima settimana ho il controllo vediamo se mi autorizza ad evolvere dalle pappe visto che ha già 8 denti a soli 8 mesi.
July 6th, 2009 at 9:10 am
Non è dimostrato che posticipare l’introduzione di determinati alimenti riduca il rischio di intolleranze e allergie. Logicamente si parla di bambini sopra i sei mesi di età.
Questo non vuol dire che a sei mesi e un giorno il bambino “deve” mangiare fragole, uova e pesce. Giustamente come tu dici, con tutta la frutta che c’è magari gli faccio mangiare prima un’albicocca che non una fragola, per scrupolo. Ma non hanno senso gli schemini che ti dicono a tot mesi inserire il pesce, a tot mesi il pomodoro eccetera. Sono privi di fondamento scientifico.
Per quanto riguarda aglio e cipolla, incredibile ma vero risultano particolarmente graditi ai bambini (per l’aglio era stato fatto anche uno studio rigoroso, in doppio cieco).
E’ più un fattore culturale. Come hai fatto notare, da noi si mangiano meno aglio e cipolla che altrove per cui si pensa che in qualche maniera possano fare male ai bambini. Guardano gli “schemi tradizionali” di svezzamento dei vari paesi, scopri che alimenti da noi considerati off limits per i bambini sono invece tra i primi a essere introdotti. Un esempio? In Olanda si inizia con uova e broccoli.
Ai bambini si può proporre qualunque tipo di frutta o verdura, se gli piace la mangia e non si può sapere a priori se quel tale alimento gli sarà “pesante” o no.
July 6th, 2009 at 8:28 am
Diciamo che alcuni alimenti come cipolla e aglio in italia si usano molto meno che altrove, ma se per molti di noi sono indigeste io dovrei trovare anche un’alternativa, se per me stessa la cipolla è come una peperonata anche se mi piace molto preferisco aspettare a darle, poi su fragole e frutti rossi come pesce e uova, sembra che sia meglio posticiparne l’assunzione per evitare intolleranze,se mi capita gli faccio assaggiare un po’ di fragola ma con la varietà di frutta che c’è perchè rischiare.
June 30th, 2009 at 1:51 pm
@Laura:
sul fatto hce gli inglesi non capiscano nulla di cucina, siamo d’accordo.
Ma al di là delle sbobbe preconfezionate che hai visto, non c’è nulla di male a dare a un bambino (dai 6 mesi in poi) cipolla, frutti rossi, fragole eccetera.
Se vuoi la fonte:
“Complementary Feeding: A Commentary by the ESPGHAN – Committee on Nutrition”
Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition
46:99–110 # 2008 by European Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition and North American Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition
June 27th, 2009 at 12:54 am
ciao Luna io pure ho tempo solo x i passati di verdura li congelo negli scomparti dei cubetti di ghiaccio e durante la settimana li uso, con pastina e per ora omo di carne o formaggi, ho provato con carne fresca ma al mio cucciolo dava fastidio, ora ha 8 mesi e penso che ritenterò.
Mi fa specie che proprio gli anglosassoni, un popolo che capisce poco e nulla di cucina specie abbinamenti (chi è mai stato in UK lo sa bene) si pronunci sui bimbi, torno ora da Londra dove ho scartato un mucchio di omogeneizzati per bimbi dai 4 mesi perchè pieni di cipolla, pepe e roba che può dare intolleranza come fragole e frutti rossi. Io in genere faccio il passato di verdure (almeno quello), ci mettevo creme di riso ora pastine e omo di carne almeno le verdure erano fresche, lì c’erano solo omo tutti completi (verdure carne riso tutta na sbobba, dal 7′ mese invece barattoli di qualcosa che chiamano lasagne o bolognese e perfino tikka masala indiani speziatissimi) niente pastine, poi per merenda se riesco gratugio o frullo la frutta ma mi è + difficile farmi la scorta perchè non so se posso congelarla la Domenica x tutta la settimana.
June 18th, 2009 at 11:53 am
Beate voi che avete una famiglia con cui mangiare assieme! Noi siamo io e il mio piccolo di quasi 6 mesi; decide (già) lui cosa mangiare, e adora il cibo! dalla pediatra non vado perchè tanto non sono daccordo con quello che dice. Se solo avessi tempo di cucinare meglio per me sarebbe il massimo, ma mio figlio capisce…
June 16th, 2009 at 10:51 am
Reduce fresca da una vacanza in villaggio in Tunisia, cara Ecomamma e friends, vi aggiorno sui progressi del baby-led weaning alla maniera di Titta (11 mesi): continuiamo assolutamente a non voler portare alla bocca alcun cibo con le manine. Neppure un pezzettino. Anzi, ci fa un po’ schifo toccarli. Manifesta lievissimo interesse per dei trancetti di pizza che le davo a pezzettini, tanto che se uno rimaneva un po’ fuori dalla bocca, miracolosamente una o due volte lo ha spinto dentro. Ha mangiato volentieri qualche pezzettino di qualcosa, alle volte accumulando stile criceto. Se nel tempo che ci metteva a mandar giù vedeva yogurt o pappa in giro, sputava con calma tutto e mangiava più volentieri pappa e soprattutto yogurt.
Non ha mai reazioni tipo conati se prende pezzettini, ma visibilmente preferisce pappa.
Non e’ affatto ghiottona, nulla di ciò che si mangia la interessa in modo particolare, ma mangia abbastanza, servita e riverita, pensando ad altro e aspettando il momento di scendere per gironzolare. Quando e’ basta, basta. Ma con la mamma non si deve neppure insitere.
Insomma, a me piacerebbe che mangiasse da sola, con le manine e cose a pezzetti. Le propongo sempre questa scelta. Lei non si ribella, ma semplicemente non collabora. Pero’ gioca a mangiare: si mette in bocca con assoluta perfezione il cucchiaino vuoto con cui la faccio giocare, o il biberon assolutamente vuoto.
Se si tratta di fare sul serio: niet!!
Sarà un lugno cammino… ci divertiremo!
June 5th, 2009 at 10:27 pm
@Sara
Interessante veramente questo esperimento!e concordo pienamente con quanto dici: se lo stile di alimentazione di una famiglia è sano, i bimbi possono assaggiare di tutto.
Per quanto concerne i gusti…beh, proprio la mia seconda bimba – che ho allattato esclusivamente a lungo e svezzato solo al 9° mese per problemucci per cui era preferibile questo rinvio – è adesso la più capricciosa e la meno disposta ad assaggiare sapori nuovi.Mentre la più grande – allattata per meno tempo e svezzata regolarmente al 6° mese – è la più golosa e curiosa in fatto di cibi. La terza sembra promettere bene…speriamo!E’ vero che ogni bimbo ha una storia a sè!
June 5th, 2009 at 9:27 am
ECCO QUA:
Gourmet ? (buongustai)
Mennella JA, Jagnow CP, Beauchamp GK. Apprendimento prenatale e post natale del sapore da parte dei
neonati umani. Pediatrics 2001;107:e 88
Mennella JA, Beauchamp GK.L’esperienza di sapori in corso di alimentazione con latte artificiale è correlata
alle preferenze durante il periodo della seconda infanzia. Early Human Development 2002;68:71-82
L’esperienza prenatale e nel primissimo periodo post-natale ad un determinato sapore, fa aumentare il
piacere del bimbo nei confronti di quel sapore durante il periodo dello svezzamento e nella seconda
infanzia. L’esperienza molto precoce di sapori può fornire le basi per differenze culturali ed etniche
presenti in cucina. Queste conclusioni provengono da 2 studi clinici randomizzati. Nel primo, alcune
donne gravide venivano assegnate a 3 diversi gruppi. Le madri del 1° gruppo bevevano succo di
carota durante la gravidanza ed acqua durante l’allattamento, le madri del 2° gruppo bevevano acqua
durante la gravidanza e succo di carota durante l’allattamento, mentre quelle del 3° gruppo bevevano
acqua sia durante la gravidanza che l’allattamento. Circa 4 settimane dopo che le madri avevano
iniziato ad integrare la dieta dei loro piccoli con cereali e prima che i bambini si fossero mai
alimentati con cibi o succhi contenenti il sapore di carote, i piccoli sono stati video-registrati durante
un pasto di cereali preparato con acqua nel corso di una prova e durante un pasto con cereali
preparato con succo di carote nel corso di un’altra prova. Subito dopo ogni prova, le madri hanno
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attribuito ai loro piccoli un punteggio per il piacere del cibo variabile da 0 a 9 punti. I risultati
dimostravano che i bambini che erano stati esposti al sapore delle carote nel liquido amniotico o nel
latte materno presentavano un numero inferiore di espressioni facciali negative durante il pasto con
cereali al sapore di carota rispetto al pasto con soli cereali, mentre i bambini di controllo le cui madri
avevano bevuto acqua durante la gravidanza e l’allattamento non presentavano una tale differenza.
Nel secondo studio, alcuni neonati, le cui madri avevano deciso per l’alimentazione artificiale,
venivano nutriti con differenti tipi di latte artificiale presenti sul mercato. All’età di 4-5 anni veniva
quindi saggiata la loro preferenza per i differenti sapori. Quando venivano confrontati con i bambini
che erano stati alimentati con latte artificiale normale (n=27), i bambini che avevano assunto latte in
polvere a base di idrolisati proteici (n=50) con maggiore probabilità preferivano succhi di sapore
amaro. Quelli alimentati con latte di soya (n=27) preferivano invece preferivano il succo di mela dal
sapore agro. Il fatto che le conseguenze di una alimentazione con latti artificiali differenti modificasse
anche le preferenze per il cibo dei bambini viene suggerito dalle segnalazioni delle madri che i
bambini nutriti con idrolisati o latti di soya mostrano una più significativa probabilità di preferire i
broccoli rispetto a quelli alimentati con latte in polvere vaccino normale.
June 5th, 2009 at 9:27 am
@Claudia:
non sono di Messina! A Messina però c’è un bravissimo pediatra che assomiglia tanto al tuo…
Anche il discorso dei cibi non adatti ai bambini è relativo. Se normalmente la famiglia mangia in maniera sana (frutta, verdura, cereali e proteine senza esagerare, con metodi di cottura sani), ci possono benissimo stare gli assaggi dei cibi più diversi, anche per bambini piccoli.
Non è vero che ai bambini non piace l’aspro, l’amaro, lo speziato. E’ vero che esiste una preferenza innata per il dolce, ma poi tutto dipende dalle abitudini familiari e dalle esposizioni ai diversi gusti. Ed è anche vero che in genere servono 10-15 esposizioni a un certo gusto perché questo venga tollerato.
Questo processo avviene già in gravidanza, e poi prosegue con l’allattamento per i bambini allattati al seno, che in fatti mediamente accettano una maggior varietà di gusti rispetto a chi usa il latte artificiale.
Comunque per tutti è positiva l’esposizione a gusti variati, per quello mi fanno inorridire certe ricettine dei pediatri che fino all’anno vorrebbero far mangiare sempre lo stesso passato di verdure…
Vi copio un articolo carino sui gusti dei bambini.
June 4th, 2009 at 4:50 pm
@ Maria Giulia
@ Ecomamma
Beh, mi sa che le famiglie anarchiche sono un po’ tutte, è normale che i bambini seguano le regole peculiari della propria famiglia ed è bello così. Certo, anche le mie figlie – che pure solitamente alle 20′30 circa ronfano – d’estate stanno sveglie fino a tardi, ma perchè hanno dormito il pomeriggio. Come dice Maria Giulia,dopo ritmi di vita pieni e attivi durante il giorno, non credo che un bambino resti ancora sveglio oltre una certa ora. Tutto questo, assecondando sempre i bisogni e le necessità dei piccoli…o no?!
E, per ciò che riguarda cibi speziati, beh, il pediatra quello “bravo”, che è anche molto pratico nella gestione dei suoi piccoli pazienti, ricordo che al momento dello svezzamento dica:” e adesso, si mangia la pasta con le sarde!”. Sarà forse un problema, ma la piccola di 10 mesi lo ha veramente fatto!:-)
June 4th, 2009 at 2:29 pm
Eppure… a parte il ritmo circadiano – e per fortuna che mia figlia non ha il mio, che dormo pochissimo e spesso male- e’ innegabile che i bambini abbiano bisogno di piu’ ore di sonno rispetto ad un adulto. Non e’ che me lo invento io.
Il giusto riposo e’ assolutamente fondamentale proprio per la loro salute.
La mia amica insegnante di materna e’ sconvolta dal numero di bambini che le arrivano in classe imbambolati di sonno perche’ alla sera fanno orari incredibili.
E siccome tutto non si puo’ avere, penso che sia preferibile che il bambino si abitui a dormire la notte, e a fare attivita’ varie possibilmente all’aperto di giorno.
Non vedrei un grande vantaggio a trascinare a tarda ora la bambina in passeggino al ristorante, in pizzeria o in giro per il borgo marinaro o in altri luoghi rumorosi. Ne’ tantomeno a farle vedere la tele dopo cena, o giocare con lei fino a notte. Me la vedo meglio nel suo lettino sul calar della sera, e bella pimpate alle 6.30 che vuole andare al mare o in altalena in giardino.
Per me sì che esistono orari per le cose da grandi e orari per le cose da bambino: mi piace che i bambini (almeno la mia) stiano il piu’ possibile fuori, si muovano. E questo un bambino lo fa ovviamente di giorno. Esce, si stanca, e la sera, che vuoi che faccia? Vita sociale? Quella, potendo, la facciamo noi. E lei ronfa.
Per i pasti, il discorso, come dice la saggia ecomamma e’ un po’ piu’ complesso, e vedremo di trovare una buona soluzione. Ma del fatto che i bambini la sera e’ meglio che stiano nel loro lettino che in giro a razzolare, sono assolutamente convinta, e mi regolero’ sempre di conseguenza.
June 4th, 2009 at 1:52 pm
Devo ammettere che non avevo mai pensato alle questioni dell’orario della cena o se la sera sia “da bambini” o “da adulti”. Noi siamo una famiglia un po’ “anarchica” questo mi sa che si era capito. Ma il cibo per noi è una componente importantissima della vita quotidiana. Sarà che adoro cucinare (e anche mangiare…) ma mi mette un po’ tristezza l’idea dei bambini che mangiano da soli pappe preparate apposta per loro. Le mie bimbe (entrambe) mangiano tutto quello che cucino, anche cose che forse qui sono considerate poco da bambini (cibi speziati, anche leggermente piccanti, preparazioni complesse). Sono piccole, ma le papille gustative le hanno, in realtà molte più delle nostre, quindi perché non fargliele usare? Sugli orari credo si entri un po’ in un ambito culturale e sociale. Noi viviamo al mare. D’estate mettere a letto un bambino alle otto sarebbe un po’ un crimine – se non è lui che ci vuole andare, ovviamente. Insomma ho sempre pensato che uno mangia quando ha fame e dorme quando ha sonno, anche se per i bambini il ritmo regolare è probabilmente più importante. Per il resto… non credo che ci siano orari per i grandi e altri per i piccoli. Noi i nostri spazi ce li ritagliamo comunque, anche di giorno, perché no? ma a tavola ci divertiamo di più se ci siamo tutti e quattro.
June 4th, 2009 at 12:43 pm
@ Maria Giulia
Premetto che sono d’accordo con chi dice che i pasti siano un momento imprescindible di condivisione della vita familiare, ma capisco le tue motivazioni e condivido in pieno il fatto che ogni famiglia abbia le sue abitudini, ma scusa se ti faccio una domanda: cosa vuol dire che la sera non è adatta per i bambini, salvo eccezioni? Non sono esseri umani anche loro? Tra l’altro già dopo i 6 mesi circa hanno un ritmo circadiano come il nostro, voglio dire che il loro metabolismo è regolato come il nostro (più o meno) con cicli di 24 ore e dalla luce diurna.
Non so, credo che (in generale, non mi riferisco al tuo caso in particolare) si abbiano troppi preconcetti su cosa sia bene o no per i bambini, e porgo una domanda, se la sera non è adatta per i bambini, quando inizia ad esserlo? Quando è il momento di cambiare stile?
June 4th, 2009 at 9:12 am
@sara
@claudia
Sara, grazie innanzitutto per i link, che sono interessanti.
Mah… alla fine mi tocchera’ inventarmi qualche volta le cenette in famiglia, che sono una cosa che personalmente non faccio da…boh.. forse più o meno 30 anni. Mica poco, eh?!!
Vediamo che ne pensa il socio..
Anche se, un dubbio metodologico mi resta: mia figlia e’ nata nella nostra famiglia. Perche’ non tramandarle un po’ delle nostre abitudini, anche se non del tutto tradizionali?
E’ chiaro che lei e’ una bambina, e ha diritto ad avere cose giuste per una bambina, pero’, per una serie fortunanta di circostanze, me la posso godere abbastanza di giorno, ho a chi lasciarla in fiducia assoluta se esco la sera e alle 8 al piu’ tardi lei e’ decotta dalla stanchezza.
Avrei come l’idea di riservare la sera per noi grandi. Resto convinta oltretutto che la sera, di per sè, non e’ il momento dei bambini, salvo casi particolari.
June 3rd, 2009 at 6:26 pm
@Sara
@Maria Giulia
Ehm…scusate l’intromissione nel dibattito: certo, è vero, come afferma Sara, che mangiare con la famiglia è un fatto di educazione, prima che di nutrimento. Oltretutto, i bambini “scoprono” sapori nuovi più facilmente in compagnia che da soli, anche perchè, penso, è più semplice per la mamma o chi per lei cucinare cibi semplici, facili e leggeri al bimbo che mangia da solo, ma ciò non coincide sempre con la gioia del bambino di assaggiare anche – perchè no? – piatti più “corposi”.
E’ vero che, anche qui nel profondo Sud, si assiste a dinamiche di famiglia “nuove” e insolite:sembra, insomma, una conseguenza inevitabile che in diverse famiglie i bambini mangino prima dei genitori, sia per gli orari sia per la distanza da casa o per impegni vari. Tuttavia, quello che mi meraviglia è che alcuni genitori scelgano deliberatamente di relegare i propri figli a orari standard: ma i bambini non dovrebbero mangiare quando hanno fame? Credo che sia anche limitante per la famiglia non potersi concedere una pizza fuori casa o un gelato dopo cena perchè i bambini “devono” cenare e andare a letto. Devo dire, sinceramente, che da madre di tre bimbe, cerco di essere regolare negli orari: le bambine generalmente vanno a letto alle 20′00, esauste perchè giocano, fanno sport, e si trastullano tutto il giorno. Così, anche la piccola di 10 mesi, segue un po’ i medesimi ritmi. Tuttavia, cerco sempre di approntare la cena per tutta la famiglia alle 19′00/19′30 ( e qui in Sicilia è veramente fuori dal comune!)per godere pienamente del ritrovarci insieme ( anche la piccola cena con noi!). Però, almeno il fine settimana, lascio che le bambine siano più libere di riposare e di uscire a cena con mamma e papà, anche di assaggiare il temuto “carboidrato”,magari sotto forma di pizza!
Insomma, un po’ di equilibrio credo che sia fondamentale: giustissime le regole e gli orari, ma per piccoli e piccolissimi è, suppongo, una sana abitudine adattarsi anche a orari e cambiamenti della solita “routine”; e, poi, se anche si sporcano e mangiano la pastina di sera piuttosto che il pesce o la carne, beh, rientra, penso, in un normale “avvicendarsi” delle abitudini familiari.
P.S. @Sara: veramente interessanti i link!
June 3rd, 2009 at 12:27 pm
Quaggiù al Nord sono molti i bambini che mangiano a orari ospedale. Senza dubbio c’è una forte componente culturale.
Personalmente ritengo che i pasti in famiglia siano importanti. Senza drammi e fissazioni, ovvio. Anche mio figlio a volte per svariati motivi salta il pasto: amen, non è la regola e comunque mangia di tutto.
Oggigiorno a pranzo si mangia fuori (genitori al lavoro, bambini all’asilo/scuola) e se ci giochiamo pure la cena assieme, da chi imparano i bambini a mangiare (sano)? Da chi imparano che in un pasto non devono mancare le verdure? Come fanno a concentrarsi su cosa mangiano, capire la differenza tra la carota , che è fatta in un certo modo, e la zucchina, che è fatta in un altro?
Se il modello di riferimento è tutto uno “spizzicare” in piedi non potranno fare altro che imparare a fare così.
Non è una critica, Maria Giulia, vi sarete fatti le vostre considerazioni, avrete considerato costi/benefici e come giustamente dici tu vedrete di adattare le vostre abitudini.
Sembra molto carino farsi l’aperitivo in terrazza, ma come tu dici che alcune cose che cucini non sono adatte ai bambini, proporre questo modello a un bambino personalmente non mi sembra il massimo. Se capita ogni tanto è un conto, può essere un piacevole diversivo, ma come regola mi lascia perplessa.
Ora la tua bimba è piccola, ma ti garantisco che tra non molto vorrà fare quello che fate voi e vorrà mangiare cosa e come mangiate voi.
Te lo dice una che tutt’altro che fissata con orari e rituali vari.
Cucinare e mangiare assieme è, prima ancora che nutrimento, educazione e cultura. Credo che questo aspetto venga spesso sottovalutato.
Ti mando qualche link, giuro che non torno più sull’argomento!
http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/servlet/CreaPdf?ID=8875147
http://loradellapappa.libero.it/2009/l‘importanza-di-mangiare-insieme
http://italiasalute.leonardo.it/News.asp?ID=10043
June 3rd, 2009 at 11:47 am
@sara, io non ne conosco nessuno di bambino che cena come in ospedale. A dir la verita’ non sapevo neppure che non si puo’ cenare e andare a letto a seguire. Mia figlia lo fa senza problemi, dorme come un tronco fino al mattino e senza magiche farine ne’ essere imbottita di pasta. Lo fa perche’ ha sonno, e di giorno non dorme quasi mai.
Comunque sai che le famiglie non sono tutte uguali?
Per dire, noi abitualmente in pratica neppure ceniamo. Siamo spesso fuori a cena -dopo aver messo a nanna con grandi coccole la piccina- e i nostri pasti, quando siamo a casa, sono una cosa sbrigativa, dietetica e priva di qualsiasi sacralità. Magari rivoluzioneremo un po’ le nostre abitudini per dare occasione alla bambina di fare pasti condivisi con la famiglia qualche volta, ma di fatto sara’ una cosa un po’ da creare dal nulla, perche’ noi i pasti, non li facciamo, se non quando invitiamo qualcuno. Non ci piace sederci a tavola e mangiare. Le conversazioni “sobremesa” poi non piacciono a nessuno dei due. A me piace cucinare cose particolari da cuochina, spesso niente affatto adatte ai bambini, ma non lo faccio abitualmente. Normalmente chiaccheriamo e facciamo una specie di spuntino-aperitivo-cena in salotto o in terrazza verso le 21.
Adesso che la bambina cresce, qualche volta ci inventeremo le cene in famiglia, perche’ sono giuste, ma vedremo come va, piu’ per noi che per lei.
June 3rd, 2009 at 10:20 am
@Maria Giulia: Scusa, ma con due genitori che lavorano e che quindi bene che vada sono a casa alle 18.30, se il bambino va a letto alle 20.00 per quanto tempo si vedono ogni giorno? E poi inevitabilmente il bimbo mangerà da solo, dato che conosco ben poche famiglie che cenano alle 19.00 o prima.
Conosco un bimbo di 3 anni, tranquillissimo peraltro, che cena alle 18.30 con i nonni o con la baby sitter, i genitori arrivano alle 19.00 e alle 20.00 il pupo è a nanna, e non tanto perché è lui che è fatto così, ma perché così i genitori cenano “in pace” alle 20.30 (me l’ha detto la mamma del bimbo). Si vedono un’ora al giorno, perché al mattino è la nonna che lo sveglia e lo porta all’asilo. Ribadisco il concetto del pesce rosso.
Noi ceniamo alle 19.30 e nostro figlio (quasi tre anni) va a letto alle 21.00, al massimo alle 21.30. In questo modo c’è tempo per cenare insieme e per giocare insieme.
Non parlo di cenare tutti alle 21.00 e di andare a letto a chissà quali ore! Io e mio marito abbiamo il nostro spazio dalle 21.00/21.300 in poi.
L’esigenza di dormire un numero sufficiente di ore si può generalmente mediare con il fatto di cenare tutti assieme.
Tieni conto poi che i bambini dormono anche durante il giorno.
Quello che non mi va, e che molti decidono a priori di far mangiare il bambino da solo e a orari assurdi, e non in base al singolo bambino che, come dicevo, può crollare dal sonno alle 20.00 e quindi deve mangiare in sufficiente anticipo.
Guarda che molti fanno mangiare alle 18.30 i bambini da soli indipendentemente dall’orario della nanna! Conosco bambini che vanno a letto alle 21 o anche dopo, però i genitori li fanno mangiare presto “perché i bambini devono mangiare presto”. Sono quelle cose che si fanno perché tutti le fanno, senza pensare. E che non mi tirino fuori storie sulla digestione, che uno deve mangiare X ore prima di andare a letto e via dicendo. La sera tutti, grandi e piccoli, dovrebbero fare pasti leggeri a basso contenuto di carboidrati.
[nota: avete visto che alcune marche fanno dei cibi per bambini "apposta" per la cena? non sono altro che cibi (o latte) pieni di amido (=carboidrato) che è lento da digerire così al bimbo viene l'abbiocco da digestione lenta e dorme tutta la notte... l'esatto contrario di quello che bisognerebbe fare!]
A me sembra ovvio che con l’arrivo di un bambino bisogna far incontrare le esigenze dei genitori con quelle del bambino. Quindi per i pasti si cercherà, compatibilmente con gli orari di lavoro e il carattere del bambino, di venirsi incontro per trovare una soluzione che concili l’esigenza di garantire un sonno adeguato al bambino, un po’ di libertà ai genitori e il mangiare tutti insieme.
Il pasto consumato insieme alla famiglia è molto importante dal punto educativo. Significa che il bambino fa parte delle famiglia, significa la famiglia accoglie le esigenze di tutti, il bambino imita (chi prima chi dopo) i genitori, li prende ad esempio (infatti è qui che prenderà le buone o le brutte abitudini alimentari).
E’ un controsenso che molti genitori pretendono che bambini di pochi mesi facciano i “grandi” (deve addormentarsi da solo, non deve piangere se vuole la mamma, non parliamo poi se vuole la tetta) se poi lo trattano da bambino piccolo (mangiare prestissimo, da solo, imboccato) fino a quando prenderà la patente.
June 3rd, 2009 at 9:41 am
@sara, veramente io non ci vedo niente di male se un bimbo di 2 anni e mezzo va a letto alle 8 /8.30 di sera.
Soprattutto se alla mattina si deve svegliare presto. Far sì che un bimbo piccolo dorma le sue 11 ore e’ importante per la sua salute, anche piu’ che abituarlo a mangiare in famiglia.
Penso che i bimbi italiani in generale vadano spesso a letto troppo tardi.
E’ chiaro che se uno torna dal lavoro tardi si vuol godere suo figlio, ma non so se e’ il bene dei bambini spostare cosi’ avanti gli orari.
In linea di principio poi, eviterei di essere cosi’ “tanchante” e di gettar la croce addosso ad una coppia che cerca di ritagliarsi un attimo nella giornata per parlare a tu per tu.
Credo che anche questa alla fin fine possa essere una cosa benefica per il bambino.
Avere due genitori che mantengono buoni contatti, che sono ancora coppia e non solo “mammaepapa” puo’ essere molto positivo anche per loro, a lungo andare. E non e’ questione di pesci rossi, e’ questione che ci deve essere spazio per tutti, grandi e piccoli.
Insomma, cercare ad ogni costo di levarsi i bambini dai piedi è abbastanza insensato, ma anche esserne del tutto sopraffatti lo e’.
June 3rd, 2009 at 9:22 am
L’altro giorno incontro una mamma che fino a qualche giorno prima si lamentava che il suo bambino di due anni e mezzo “non mangia nulla”.
Invece questa volta tutta radiosa mi dice che ora mangia tutto e di gusto. Poi aggiunge che il cambiamento è avvenuto da quando mangiano tutti assieme. E io: “In che senso?”. Lei mi dice che fino a poco fa facevano mangiare prima il bimbo, da solo, e poi mangiavano mamma e papà.
Voi mangereste volentieri da soli quando il resto della famiglia mangia tra di loro?
Un conto è il bambino molto piccolo che alle 19 e 30 “sviene” dal sonno e quindi bisogna per forza farlo mangiare presto (mi sembra di aver capito che sia il caso di Maria Giulia), ma se non è così che senso ha far mangiare un bambino a orari ospedalieri (18.00 – 18.30 e 11.00 – 11.30 al pranzo)? Conosco moltissime persone che fanno così, con la motivazione “così il pupo alle 20 dorme e noi abbiamo la serata tranquilla”. Se volevi stare tranquillo dovevi prenderti un pesce rosso e non fare un bambino…
E poi ci si stupisce se i bambini hanno un brutto rapporto con il cibo: il pasto diventa una specie di castigo! Della serie “siccome sei piccolo e sporchi, devi mangiare in solitudine”…
June 2nd, 2009 at 6:57 pm
noo,capsco solo ora che la nanetta della foto e’ la nanetta nanetta!che splendore,complimenti!
June 1st, 2009 at 11:15 am
@ecomamma ma no, ma che rosicare!! Mia figlia dorme a sasso la notte semplicemente perche’ durante il giorno “c’ha sempre da fa” e non ha molta intenzione di dormire, se non occasionalmente e per poco tempo.
Io mi limito a dis-incentivare le penniche dopo le 17 .
Comunque la piccoletta ha 10 mesi e mezzo, e’ figlia unica, e per ora non va al nido, magari con una sorellina grande o le nanne obbligate del nido sarebbe diverso. Per adesso segue i suoi ritmi, mi piace particolarmente l’idea che vada a nanna presto la sera, ma non credo che potrei/vorrei veramente obbligarla piu’ di tanto.
E’ carina l’idea delle cene assieme, ma per ora e’ fuori discussione. Provero’ qualche volta a lasciarla sul seggiolone mentre mangio io a pranzo, magari con qualche pezzetto di cibo sul vassoio. A occhio e croce iniziera’ a dire dzu-dzu per farsi liberare e non si sognera’ neppure di toccare il cibo… ma vedremo…
June 1st, 2009 at 10:47 am
@mariagiulia: se stai raccontando queste cose per farmi rosicare… sappi che ci riesci benissimo! eheh… io non ho questi problemi di orario perché la mia bimba più grande non va a letto prima delle nove e mezza e la più piccola… pure. quindi ceniamo tutti insieme, cercando di non fare troppo tardi (tipo entro le nove). Ma è solo una questione di organizzazione, credo.
June 1st, 2009 at 9:58 am
avrei una curiosita’ su questa modalita’ di svezzamento. Chissa’ mai che a mia figlia non le giri prima o poi di toccare qualcosina da mangiare con le sue manine…
La domanda e’: voi parlate di cene in famiglia… ma voi, a che ora cenate? E a che ora vanno a letto i bimbi?
La nostra routine e’ bagnetto alle sette e mezza, cena a seguire e la bimba viene messa nel suo lettino verso le 8 e un quarto, e si addormenta a sasso fino al mattino dopo verso le 6,30 -7
Non ce la farei a cenare tutti e tre prima delle 8.
Mah…
June 1st, 2009 at 12:36 am
Io lo sto applicando, avevo letto qualcosa ma poi le informazioni erano talmente scarse che addirittura mi ero anche dimenticata..
Ora mia figlia ha 11 mesi e mangia quasi di tutto, si siede con noi a tavola e le metto del cibo sul vassoio del seggiolone (senza piatto perché se no lo butta!) e sinceramente… Si spazzola qualsiasi cosa!
Sarebbe divertente vedere come mangia certe cose ed altre no, però sistematicamente mangia tutto e di più, a volte fa dei pasti che sazierebbero un adulto, senza contare il latte prima come antipasto e dopo come dessert…
L’unica mia paura è il pane, perché gliel’ho dato più volte e stacca sempre dei pezzi grandi che non riesce nemmeno a sputare perché evidentemente le rimangono attaccati e più di una volta l’ho dovuta togliere dal seggiolone e farle una manovra per farle sputare il pezzettone e che dire… Con il pane non mi fido più, rosicchia grissini, ogni tanto qualche biscotto (li ho comprati “speciali” senza latte nè uovo, ma quelli degli adulti, non quelli dei bambini che hanno il triplo di zucchero), mangia a pezzi ormai da mesi
E poi il fatto che mangi quello che mangiamo noi fa si che la nostra cucina sia più sana e va meglio per tutti
May 31st, 2009 at 11:09 pm
bene che ne parli proprio ora! io ho svezzato così il mio primo bimbo e avevo letto in giro un po’ di cose, maun anno fa online c’erano meno informazioni sul BLW e la maggior parte in inglese! Ora grazie anche al tuo post possiamo confrontarci con altre mamme che lo hanno fatto anche in Italia. La mia seconda bimab ha due mesi (e quindi per ora solo latte di mamma) ma tra un po’ verrò a rileggermi il tuo post (e anche i miei vecchi!). tienici aggiornate sui prossimi mesi e i prossimi alimenti
May 30th, 2009 at 4:43 pm
@Sara
No, no: quando dico cuore della Sicilia, è la provincia di Caltanissetta!Il pediatra “bravo” è, appunto, di Caltanissetta. Perchè?
Sei di Me?
May 29th, 2009 at 1:55 pm
Il mio nipotino di un anno ha cominciato ad interessarsi a tutto quello che si mangiava noi adulti verso i 6 mesi. Amava molto i passati verdura e si è innamorato subito della frutta. Si succhia persino quarti di limone freschi ( nostri, perciò non trattati). Fa delle faccine buffe ovviamente perchè è acido ma lo cerca e se lo mangia. mangia veramente di tutto, noi cerchiamo di favorirlo. Non abbiamo mai sopportato i bimbi che si cibano solo di pasta in bianco!E abbiamo notato che mangiando noi cose semplici e sane di conseguenza le mangia anche lui….
May 29th, 2009 at 1:04 pm
@Claudia: il pediatra è di Messina?
May 29th, 2009 at 9:38 am
Bellissimo il sito rinnovato, sempre ricco di spunti su cui riflettere!nonostante tre figlie ancora piccole (5 anni, 4 anni e 10 mesi), mi stupisco con piacere del fatto che veramente c’è tanto da imparare. Insomma, ogni figlio ha una storia a sè e, devo dire, proprio per la terza ho “scoperto”, grazie anche a questo blog, un mondo di suggerimenti che – più che alternativi – direi, di buon senso.
Finita la premessa, ammetto che ho applicato il BLW per lo svezzamento soprattutto della seconda e della terza…inconsapevolmente; spiego che qui, nel cuore della Sicilia, o sei capace di leggere e fare ricerche autonomamente o, se la sorte vuole che tu sia una donna lontana da certi mezzi, ti affidi ai pediatri di zona, sperando di incontrare quello giusto. Altrimenti, con lo svezzamento alla maniera da manuale, anzi, peggio, tante amiche si sono ritrovate con un bambino “malnutrito”: e sentire questo nel 2009 è abbastanza pesante! La diagnosi è stata emessa dall’unico pediatra in gamba, ma veramente bravo (forse perchè ha operato tanto in un policlinico, forse perchè ha lavorato in zone remote come la Giordania con Emergency o forse perchè è bravo e basta!)al quale mi rivolgo quando la mia pediatra ufficiale mi lascia un po’ interdetta su certe scelte per la bambina, del tipo:”Signora, ma non deve dare la carne normale, l’omogeneizzato è più sicuro!”, oppure:”Signora, mi raccomando la frutta in vasetto” che la bambina, puntualmente, ha sputato.
Allora il pediatra “ufficioso” ma bravo, da cui mi sono recata quando avevo pensato di avere sottoposto – come dice ecomamma – mia figlia ad una tortura, mi ha guardato sornione e mi ha detto:”E adesso, lascia che mangi quello che vuole, non esiste suo e vostro, quello che cucini per voi lo dai anche alla bambina”. Arrivederci e ci rivediamo a un anno di età. Beh, devo dire che mi sono sentita sollevata e, adesso, leggendo questa pagina, trovo un’ulteriore conferma. Ma penso alle tante mamma della mia città che non sapranno mai cos’è il BLW e ai tanti compagni della mia più grande che a 5 o 6 anni mangiano ancora pastina al formaggino. Credo che tanto dipenda proprio dall’approccio “costretto” e forzato alle pappe e al cibo per bambini, qui al sud con maggiore evidenza: la povertà culturale coincide con falsi progressi economici, tra cui riempire le dispense di vasetti.
Grazie per l’ospitalità!
Claudia
May 28th, 2009 at 10:11 pm
per chi non conosce l’inglese il gruppo AliBaBa(italiano con qualche presenza straniera) http://it.groups.yahoo.com/group/ali_ba_ba/ dove sono presenti tante mamme e papà che hanno praticato questo tipo di introduzione di altri alimenti
May 28th, 2009 at 2:10 pm
@anna: si cucinare un po’ la frutta è una buona idea. io le facevo la mela al vapore, per esempio, ma non troppo cotta.
@maria giulia: vedi? i bimbi in fondo sanno sempre cosa vogliono. la tua è “principessa” dentro
May 28th, 2009 at 2:01 pm
Secondo me risulta più facile inserire nella vita quotidiana il BLW col secondo, terzo figlio quando le ansie te le lasci alle spalle per l’ esperienza /e precedenti, che ti hanno fatto crescere come mamma e genitore!
May 28th, 2009 at 12:44 pm
ma mannaggia la miseria!! Perche’ mia figlia mi rema contro in questa cosa bellissima?
Intendiamoci, e’ una bimba che non da nessun problema per mangiare. Mangia le sue cosine fresche, che le preparo, pastoncini densi densi, con pezzettini dentro. E’ una bambina interessata a tutto, meno che alle cose che mangiamo noi. E’ una bambina che mette in bocca tutto, meno i pezzi di cose da mangiare che le do in mano. Quelli li tocca persino malvolentieri. Se mette una mano nella pappa, poi le da fastidio. Un pezzo di mela? O non lo tocca neppure o lo prende con aria schifata e lo sbatte a terra. la mela grattata, la mangia, il pezzo di mela, non lo avvicina manco alla bocca. Mai nella vita ho insistito neppure un secondo a farla mangiare. Se dice basta, per me il suo basta e’ sacro. Si siede volentieri sul seggiolone, vuole essere imboccata velocemente, senza star a perder tempo, e poi scendere e razzolare li’ attorno. Magari mentre mangio io, ma e’ assolutamente disinteressata al fatto che io mangi.
Alla sera mangia da sola, perche’ e’ gia’ bella che a nanna all’ora che noi ceniamo. Pero’ veramente, se mi pettino cerca di prendere il pettine, se mangio, non mi guarda neppure.
Non e’ che mi voglio lamentare, tra microonde e freezer ci metto un attimo a prepararle le sue pappe, la bima e’ un fiore a 10 mesi e mezzo 84 cm e 12 kg, camminicchia, dice mamma e altre paroline, ma mi piacerebbe che fosse interessata ad alimentarsi da sola. Invece se ne frega. Ha mani molto abili nelle costruzioni (a 10 mesi!!) ma non si sogna neppure di prendere in mano il suo bibe dell’acqua.
Boh… lascero’ fare a lei il suo baby-led weaning a modo suo, sperando che non mi tocchi imboccarla fino ai 3 anni…
May 28th, 2009 at 12:34 pm
Ciao!
Sono finita qui per caso,
tra un po’ nasce il mio secondo (o seconda?) figlio, e leggendo questo post mi sono resa conto che senza sapere che fosse una “tecnica” ho involontariamente applicato il BLW per la mia prima bambina… cosa dire, io ho avuto solo un’esperienza positiva, basta avere un po’ di tranquillità e di pazienza nel pulire
May 28th, 2009 at 11:07 am
capita a fagiolo questo post!il mio secondo ha 4 mesi e mezzo e sto appunto cercando idee perche’ con il primo il discorso cibo e’ tuttora un insuccesso (e ha 4 anni..).una curisita’ riguardo la frutta:come fa con la mela o la pera,gliele grattuggiate?io ho pensato anche a farle cuocere,poco,all’inizio,proprio perche’ potesse mangiare da solo.
grazie!