Ecomamma

Un bel po’ di tempo fa avevo parlato della quasi impossibilità di reperire sul mercato bambolotti che non fossero alimentati con il biberon e non avessero almeno un ciuccetto in dotazione. Le bambole allattate al seno erano confinate nella nicchia della produzione “alternativa” o equo-solidale.
Dalla Spagna, in particolare dalla provincia di Alicante nota per la produzione di giocattoli, arriva la prima svolta in questo settore. Si chiama Bebé Gloton, che tradotto in italiano potrebbe essere qualcosa tipo “piccolo golosone”, ed è il primo bambolotto industriale, genere Ciccio Bello per intenderci, che si alimenta di latte materno.

La bambola viene venduta in kit con una specie di top-maglietta che la proprietaria del giocattolo dovrebbe indossare per alimentare il proprio bimbo. All’altezza del seno ci sono due fiorellini o due stelline che, quando la bocca del bambolotto si avvicina, innescano il meccanismo che fa muovere le labbra al bimbetto mimando la suzione. Quando il bebè è sazio, la bimba gli farà fare un ruttino dandogli qualche pacchettina sulla schiena. Ecco il video di presentazione in cui si vede il bambolotto in azione.
La bambola è una bella novità, ma non del tutto… Pur essendo allattato, infatti, il piccoletto arriva in commercio provvisto di succhiotto!! E vabbè a quanto pare il ciuccetto è ancora un optional irrinunciabile per vendere le bambole.
In Spagna il bebè gloton sarà in vendita a partire da ottobre. Non so se sarà disponibile anche in Italia, ma la Rete è grande e le sue possibilità non infinite… ma quasi.


Tags: ,

MarianaCi avrete senz’altro fatto caso: le bambole crescono tutte a ciuccio e latte artificiale!!
A partire dal leggendario Ciccio Bello in poi, non c’è bambina che non abbia imparato durante l’infanzia ad usare un biberon e un succhiotto. Dal modello basic (biberon e ciuccetto di plasticozza e bambolotto con apposita feritoia) fino a quelle più chic: biberon che si riempie e si svuota, bambolotto che fa pipi, piange e con il ciuccio si calma e via di questo passo…
Ma se vi guardate attorno malgrado l’universo sconfinato delle bambole in commercio non ce n’è una, nemmeno una, che abbia la fortuna di succhiare latte di mamma!! La cosa non è affatto irrilevante. Attraverso il gioco infantile, infatti, noi trasmettiamo un concetto di fondamentale importanza, esprimiamo la cultura del tempo e della massa, e attraverso i giochi i nostri bambini imparano, imparano, imparano…
A mia figlia preferirei insegnare ad alimentare le sue bambole come io alimento lei, al seno, nel modo più naturale del mondo. Vorrei insegnarle che non c’è nulla di cui vergognarsi nelle possibilità del corpo di una donna, anzi, che ci si può giocare. Allora mi sono guardata attorno. Ho scoperto che nessuna, proprio nessuna bambola di produzione industriale è esente dall’alimentazione imbottigliata e dal ciuccio calma-pianto. Non c’è scampo. Se si vuole trovare qualcosa di diverso bisogna orientarsi sulle bambole fatte a mano, magari quelle steineriane, oppure sulla bellissima Mariana che oltre ad essere bella è anche buona perché comprarla significa aiutare gruppi di madri in difficoltà in regioni povere del Brasile.
Non so se siamo ancora in tempo per mettere Mariana sotto l’albero di Natale, comunque sia, mi fa piacere segnalare anche altre bambole bottle-free acquistabili su Internet:
http://www.attachmentscatalog.com/gifts/dolls.html
http://www.babymilkaction.org/shop/magsanddolls.html
http://www.waldorfdolls.com/custom_orders.htm
http://www.naturalchild.com/shop/products/bf_dolls/