In una società dove per allattare bisogna trovare dei validi motivi, quello della perdita dei chili guadagnati in gravidanza sembra essere una delle ragioni più convincenti. Ne parla il New York Times proprio in questi giorni facendo presente come molte madri sono affascinate dalla possibilità di tornare in forma più velocemente dopo il parto grazie all’allattamento al seno. Ovviamente, anche su questo punto la discussione è aperta tra chi sostiene che allattare fa miracoli sulla linea, chi dice che fa aumentare la fame e quindi fa ingrassare e chi dice che non fa proprio niente.
Da parte mia, posso propormi come elemento probante, visto che complessivamente ho allattato per tre anni e mezzo e ancora lo sto facendo.
Nel mio caso, allattamento e dimagrimento sono andati di pari passo e, mentre scrivo (con una mano sola, perché sto allattando ;) ) indosso una quaranta e peso circa 50 chili. Ma…
1. Prima di restare incinta il mio peso normale si aggirava intorno ai 50-52 e non ho mai superato una 42.
2. in gravidanza ho acquistato tra gli 11 e i 13 chili la prima volta e poco più di nove la seconda.
3. Ho una dieta variata, sana, equilibrata, bevo molto e mi muovo tantissimo, pur non trovando più il tempo di fare un’attività sportiva vera e propria.
4. Allatto a richiesta
Secondo me, questi fattori, tutti insieme, stanno alla base del fatto che dopo il parto sono dimagrita molto velocemente. Se dovessi basarmi esclusivamente sul fatto che allattare mi fa bruciare 5-600 calorie in più rispetto al normale, non credo che avrei ottenuto gli stessi risultati. Se andiamo a guardare le testimonianze di chi dice che allattare fa ingrassare troveremo facilmente che si tratta di donne che, sulla base del fatto che allattano (e quindi consumano di più) mangiano molto più del normale. C’è poi una percentuale di donne che dopo il parto, anche a causa di uno stato umorale alterato (se non vogliamo parlare di depressione post-partum), eccede nel cibo e fa una vita molto sedentaria. Inoltre, un conto è perdere i 9-15 chili che sono considerati la crescita “fisiologica” di una donna incinta di normale costituzione fisica, un conto è smaltire 20-25 chili o più magari su un fisico già sovrappeso. Insomma, allattare fa consumare di più, su questo non c’è dubbio. Allattare a richiesta, senza orari e senza limiti comporta anche una certa dose di sforzo fisico che complessivamente brucia una discreta quantità di calorie. Ma se – come fa il NYT – si utilizza come termine di paragone una tipo Angelina Jolie… beh, non è che allattare possa di per sé compiere il miracolo! Anche se sono ragionevolmente convinta che allattare, con un regime alimentare e uno stile di vita sano, possa aiutare la donna a recuperare velocemente il proprio peso pre-gravidanza (non quello di Angelina Jolie), mi sembra che sia piuttosto inutile spingere su questi argomenti per promuovere una pratica che dovrebbe avere come unica motivazione il fatto di essere il modo in cui i mammiferi nutrono i propri figli. Ancora, percepisco in questa attenzione alla questione del dimagrimento ancora una volta una forma di pressione verso la donna che considero fastidiosa e inaccettabile. Una donna che ha affrontato una gravidanza e un parto dovrebbe avere il diritto di godersi almeno qualche mese di pace con il suo cucciolo, senza doversi preoccupare di rotolini di ciccetta molle sul ventre e sui fianchi, o di non riuscire ad entrare nella lingerie di pizzo della luna di miele. C’è un tempo per ogni cosa. E mica l’ho detto io.