Oggi la Nestlé fa precisazioni, scrive annunci tranquillizzanti, informa che non ci sono motivi di ritenere che l’itx faccia male alla salute. Tace, ovviamente, sul fatto che non ci sono neppure motivi per ritenere che non faccia male, visto che finora non ci sono studi scientifici che analizzino gli effetti dell’itx se ingerito. Forse non era previsto che dovesse essere ingerito da qualcuno… dettagli.
La Nestlé fa il suo mestiere di azienda, ma ultimamente sembra che non lo stia facendo molto bene. Quello che non si dice molto in giro, infatti, è che gliene stanno capitando un po’ di tutte i colori, in diverse parti del globo. Persino in Cina, paese noto per non andare troppo per il sottile quando si tratta di controlli sui prodotti alimentari, intere partite di latte per bambini della suddetta marca sono state ritirate dal mercato giusto quest’estate. Motivi vari. Il più grave: eccesso di iodio, carenza di proteine. Mica male per un latte destinato al "proseguimento" ossia rifilato a lattanti di quattro mesi, nella migliore delle ipotesi.
E facendo un giro sulla Rete si apprende che diverse partite di latte sono state ritirate anche in vari Stati degli Usa, per problemi di cariche batteriologiche e svariate altre anomalie.
In Italia queste notizie non fanno notizia se non quando, come ieri, non si può proprio fare a meno di notarle. Ma forse, se ci fosse anche solo un po’ di attenzione in più da parte di chi fa informazione su questo genere di argomenti (un po’ come accade in Germania, per esempio) si potrebbero evitare allarmi e maxi-sequestri cautelativi, semplicemente impedendo che prodotti sospetti arrivino sugli scaffali dei supermercati.