ScarpettaE’ il momento delle scarpe. Intendo, è il momento che sia io a comprarle. Sì, perché finora ci sono sempre state regalate e praticamente non sono mai state usate. Mia figlia faceva ancora nghé quando le hanno regalato le prime "sportive" di marca. A quel tempo la sola idea di mettere i suoi bei piedini dentro una gabbia di cuoio mi faceva inorridire (va detto che se potessi io vivrei scalza) e quando è stato il momento di indossarle erano già piccole. Gliene hanno regalate altre, tutte carine, tutte (suppongo) molto care. Ma o era troppo presto per mettergliele o erano troppo piccole, e comunque a lei sono sempre risultate indigeste.
Ma adesso la nanetta ha quasi un anno e inizia a muovere i primi passi, così mi sono detta che era ora di comprare un paio di scarpette come si deve, almeno fino a quando l’estate non ci permetterà (a entrambe intendo) di liberarci di questo fastidio e sgambettare a piedi nude sulla spiaggia e in casa.
Ho fatto qualche ricerca, tanto per farmi un’idea sul tipo di scarpa migliore da usare e ho scoperto un paio di cose interessanti.
Punto primo: le scarpe per bambini fatte decentemente costano un occhio della testa!! Benvenuta nel club, mi direte voi. Ma come ho già detto finora non ne avevo mai comprate…
Punto secondo: le scarpe migliori sono quelle vecchio stile. Suola di cuoio, forma a scarpettina bella con i laccetti. Le "sportive" trendy-fashion-griff fanno male al piede e non aiutano allo sviluppo della curva plantare, anzi a volte fanno addirittura danni.
Ho scoperto che ci sono diversi studi in Italia e all’estero che dimostrano che l’uso massivo di scarpe da ginnastica dello stesso tipo di quelle per adulti su bambini anche in età scolare sono tra i motivi principali dei diversi problemi ortopedici e di postura di cui soffrono i ragazzini di oggi.
Non so come si potrebbe convincere un ragazzetto di otto anni a rinunciare alle nike o alle adidas per mettersi uno scarponcino di cuoio coi laccetti… però l’idea dovrebbe essere quella.
Ah, ho fatto anche un’altra scoperta. I genitori sono in genere ossessionati dalla paura del piede piatto o dalla necessità del plantare. L’ho scoperto agli incontri del mio gruppo di mamme all’ospedale in cui è nata mia figlia. Molte (non tutte) stanno in fissa con la visita ortopedica per correggere i difetti nei primissimi passi dei loro pargoli. Così ho trovato questa cosa, scritta da un ortopedico: "L’utilizzo di scarpe ortopediche e solette è argomento dibattuto in ambito ortopedico da decenni ed entrambe le scuole di pensiero portano teorie a sostegno dell’una o dell’altra tesi. L’utilizzo delle solette ortopediche, quando ci troviamo di fronte ad un piede fisiologico, non è giustificato né tantomeno è possibile modificare la storia naturale del piede attraverso l’utilizzo di una calzatura. In alcuni casi i colleghi ortopedici prescrivono tali presidi sotto la spinta emotiva dei genitori a cui sembra "pazzesco" lasciare il piede libero di svilupparsi senza che nulla venga fatto per "correggere il piattismo" ".
Pazzesco?? meditiamo gente…